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SUMMARY:I GHIACCIAI RACCONTANO LA CRISI CLIMATICA
DESCRIPTION:Lunedì 31 Marzo 2025\, alle ore 20.45 Cinema Teatro Filo Piazza Filodrammatici 4 – Cremona \nVANDA BONARDO NATURALISTA Responsabile nazionale Alpi di Legambiente \nRICCARDO SCOTTI GLACIOLOGO Responsabile scientifico del Servizio Glaciologico Italiano
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SUMMARY:Monte Castello (max quota 866m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciata l’auto nel parcheggio di via Andrea del Sarto ci si incammina verso il centro di Gaino fino a raggiungere via Camerate poi a destra per via Castello e a sinistra si prende la stradina che s’inoltra nella valle delle Camerate\, CAI 221. Qui si prende la strada in salita e superata una serie di abitazioni si prende un bivio con a sinistra le indicazioni della palestra di roccia per chi volesse arrampicare\, mentre procedendo avanti si segue il sentiero in falsopiano che corrisponde alla via normale per la cima sempre CAI 221. Superato un canalone detritico si raggiunge la parete rocciosa che verrà costeggiata fino ad un bivio dove a sinistra si sale per la vetta su un esile sentiero nel bosco mentre a destra prosegue il sentiero che scende a Navazzo ma che prenderemo solo dopo per il ritorno dal Monte Castello. La parte finale del sentiero è attrezzata con cavi d’acciaio utili come corrimano (NON necessario kit da ferrata)\, in circa 10 minuti dal bivio si arriva facilmente sulla cima. Per il ritorno si prosegue su CAI 221 che scende verso Navazzo. Si prosegue nel bosco fino a raggiunge Villa Lena di Navazzo. Si prende a destra CAI 241che ci porterà a Fornico. Qui ci fermeremo per il pranzo in trattoria\, poi ripartiremo per CAI 219B fino al santuario della Madonna di Supina. Dopo la visita prenderemo CAI 203 che ci porterà a Gaino incrociando CAI 219 che lasceremo girando a sinistra x via Andrea del Sarto che ci porterà al parcheggio. \nALL’ATTENZIONE DEI PARTECIPANTI : Il pranzo sarà nella Trattoria FORNICO\, a Fornico in Via del Sole. \nProssime Escursioni: \n\n12 aprile (sabato): Santuario della Corona 765 m s.l.m. – Val d’Adige – E\n23 aprile (mercoledi): Monte Barigazzo 1260 m s.l.m. – E\nDal 06 maggio al 14 maggio: Trekking della Sicilia – T/E
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SUMMARY:UNA PARETE TUTTA PER SE'
DESCRIPTION:Incontro con Linda Cottino\, presenta Chiara Rizzi\, in collaborazione con Associazione Rete Donne => “Una parete tutta per sè” \nGiovedì 3 Aprile alle ore 17:30 presso la sede della sezione CAI Cremona in Via Palestro 32.
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SUMMARY:Santuario della Corona (775m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal centro del paese di Brentino seguiamo le indicazioni per il Santuario; dopo pochi minuti\, ai piedi di un grande albero\, troviamo un segnavia con l’indicazione per sentiero dei pellegrini\, Madonna della Corona\, Spiazzi (n73). Il percorso inizia con una scalinata\, quindi si restringe diventando un sentiero vero e proprio. Più avanti il sentiero costeggia un tratto di roccia attrezzato con un cordino (nulla di difficile né di pericoloso)\, per poi sfociare in una ripida scalinata che conduce prima al ponte del Tiglio poi finalmente al Santuario dove si gode di una splendida vista. \nNOTE CULTURALI \nLe origini della costruzione del santuario della Madonna della Corona risalgono ad una leggenda locale. La vicenda racconta del miracoloso ritrovamento di una statua raffigurante la Pietà sull’orlo dell’anfratto roccioso\, la quale però sarebbe stata originariamente custodita nell’isola di Rodi. Si narra che per sfuggire all’invasione dei turchi di Solimano II[2] ed ai saccheggiamenti dei tesori dell’isola\, la statua sia stata trasferita grazie ad un intervento angelico sul Monte Baldo\, trovando così riparo dai soprusi La leggenda racconta di un gruppo di locali che vide una luce accendersi e sentì un coro angelico provenire dalla parete rocciosa. Poiché il luogo era difficile da raggiungere si calarono con delle corde per poter assistere alla spettacolare presenza della misteriosa statua. Si decise quindi di erigere una cappella nel punto esatto del ritrovamento\, nella quale posizionare la scultura in questione. La cappella però\, a causa della sua posizione sull’orlo di uno strapiombo\, era molto difficile da raggiungere e si decise così di costruire un sentiero\, con il famoso “Ponte del Tiglio” e scavare dei gradini nella roccia\, per facilitare il pellegrinaggio. Più verosimilmente il gruppo scultoreo fu donato al luogo di culto da Lodovico Castelbarco\, nobile roveretano\, nel 1432. \nProssime escursioni: \n\n 23 Aprile: (mercoledì)Monte Barigazzo 1260 m s.l.m. Appennino Parmense – E\n Dal 06 Maggio al 14 Maggio:Trekking della Sicilia – T/E – Iscrizioni dal 7 al 16 Gennaio (max 26 partecipanti)\n 24 Maggio: (sabato): Monte Osero Appennino Piacentino – E
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SUMMARY:FIORE MIO - Proiezione del film ed incontro con Paolo Cognetti
DESCRIPTION:FIORE MIO \nLUNEDÌ 14 APRILE 2025 alle ore 21:00 c/o CINEMA FILO in Piazza dei Filodrammatici\, 4 a CREMONA
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SUMMARY:NEPAL - serata a cura del Gruppo Cultura
DESCRIPTION:Serata NEPAL – Trekking 2024 \nGiovedì 17 Aprile alle ore 21 presso la sede della sezione CAI Cremona in Via Palestro 32.
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SUMMARY:Anello Monte Barigazzo (1284m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto sulla provinciale\, si prende il sentiero per la Sella delle Creste quindi\, dopo aver scollinato si segue la traccia 803 fino al bivio per Pianelleto. Si prosegue sulla traccia 803D fino a Quota 914 Rio Borrella dove si continua per il sentiero 803A fino alla Sella del Costone Sud. Da qui\, seguendo la traccia 811C\, dopo aver superato un breve tratto esposto\, si prosegue fino alla cima del Monte Barigazzo. Per tornare si segue il sentiero MTB Monte Barigazzo Tosca – Giallo ed evitando le due tracce 809 e 809A che portano sulle creste si giunge nuovamente alla Sella delle Creste da dove con un breve tratto in discesa si raggiungono le auto. \nNOTE CULTURALI \nCittà d’Umbria: nel 1861 l’archeologo americano Alessandro Wolf intraprese una campagna di scavi accanto a un piccolo specchio d’acqua\, ribattezzato Lago di Città\, su un altopiano del monte Cravedosso\, nei pressi della piccola frazione di Tosca; per 3 mesi\, grazie ad alcuni finanziamenti privati\, i lavori proseguirono\, consentendo di portare alla luce i resti di una torre angolare e dell’adiacente cinta muraria dell’antica città. Negli anni seguenti gli studiosi cercarono di datare il sito archeologico\, ma nessuno fu in grado di stabilire con certezza l’epoca delle rovine e la civiltà che le edificò; furono proposte molte ipotesi\, tra cui quella del paletnologo Luigi Pigorini\, incline a una datazione alto-medievale\, rigettata dalla maggioranza degli storici; furono considerate più verosimili le attribuzioni agli Umbri e ai Liguri. La storia si è spesso confusa con la leggenda. Già nei documenti antichi la città è avvolta in un’atmosfera favolosa\, custode di grandi tesori. La città d’Umbrìa era già un mito quando Wolf arrivò nell’Ottocento. La sua figura dovette destare una forte impressione tra i valligiani\, tanto da entrare nel folklore. Si racconta dello straniero venuto da lontano\, alla ricerca del tesoro con una bacchetta magica\, con la quale riesce ad aprire le montagne e trova dei nani\, custodi di grotte piene di monete d’oro\, argento e rame. Poi lo straniero se ne va\, senza portare via nulla\, ma il valligiano che lo aveva accompagnato gli chiede di lasciargli la bacchetta\, per recuperare il tesoro. Purtroppo farà una brutta fine\, perché un drago gli sbarrerà la strada. \nProssime escursioni: \n\n Dal 06 Maggio al 14Maggio: Trekking della Sicilia – T/E; Iscrizioni dal 7 al 16 Gennaio (max 26 partecipanti)\n 24 Maggio (sabato): Monte Osero Appennino Piacentino – E
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SUMMARY:Santa Messa - Coro Cai Cremona
DESCRIPTION:04/05/2025 ore 11\,00\nDUOMO DI CREMONA\nCANTO DELLA SANTA MESSA
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SUMMARY:Altopiano dei monti Iblei - Trekking 9gg
DESCRIPTION:PROGRAMMA GENERALE \n** Martedí 6 Mggio 2025 \nTrasferimento in pullman da Cremona all’aeroporto di Linate e volo aereo per Catania. \nTrasferimento dall’aeroporto di Catania a Scicli e visita del centro storico. \nTrasferimento a Modica per cena e pernottamento. \n** Mercoledí 7 Maggio 2025 \nTrasferimento a Ragusa per escursione ad anello: Ragusa Ibla / fiume S.Leonardo / cava Misericordia / Ragusa Ibla. \nVisita di Ragusa Ibla e rientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Giovedí 8 Maggio 2025 \nTrasferimento a Cava d’Ispica per escursione lungo il canyon\, ricco di insediamenti di varie epoche: Masebbi / Pernamazzone / Castello Sicano / necropoli di Calicantone / rifugio Scirocco / mulino di Cavallo d’Ispica. \nRientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Venerdí 9 Maggio 2025 \nTrasferimento a Cava d’Aliga per escursione: Cava d’Aliga / Costa di Carro / Sampieri. \nTrasferimento al castello di Donnafugata per la visita. Rientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Sabato 10 Maggio 2025 \nTrasferimento in località Carrubella per escursione ad anello: Cavagrande del Cassibile / Carrubella / centrale Enel / il laghetto Uruvu Tunnu / Carrubella. \nTrasferimento a Noto per la visita e successivo trasferimento a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Domenica 11 Maggio 2025 \nTrasferimento a località Eloro per escursione nella Riserva di Vendicari (possibilitá di bagno in mare). \nTrasferimento a Marzamemi per visita. Rientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Lunedí 12 Maggio 2025 \nTrasferimento a Sortino per escursione nella Riserva Naturale di Pantalica (necropoli). \nRientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Martedí 13 Maggio 2025 \nTrasferimento a Siracusa per visita della cittá. Rientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Mercoledí 14 Maggio 2025 \nTrasferimento all’aeroporto di Catania per il volo di rientro a Linate e successivo ritorno in pullman a Cremona. \nNOTE DI CARATTERE STORICO\, AMBIENTALE E CULTURALE \nL’altopiano degli Iblei\, di natura calcarea\, essendo di origine carsica è caratterizzato da un fitto reticolo idro-geologico. L’azione erosiva dell’acqua ha creato ampie gole profonde (cave) che incidono il territorio\, per lo più perpendicolarmente alle coste. Interessante fra questi canyon è la Cavagrande del Cassibile lunga 10 km e profonda 250 m\, giá abitata in epoca paleolitica. L’Anapo invece bagna la Riserva naturale di Pantalica\, dove molteplici tombe scavate nella roccia carsica sono sotto tutela naturalistica. La presenza di ruscelli e fiumi (il Cassibile\, l’Anapo\, il Tellaro…) che attraversano i pendii ha determinato all’interno delle “cave” la crescita di una rigogliosa vegetazione: querce\, platani\, canne\, nonché oleandri\, mandorli\, fichi e carrubi. \nIl territorio ibleo conserva tracce di storia millenaria ed è ricco di testimonianze archeologiche risalenti all’età preistorica (Cava d’Ispica\, Pantalica\, il quartiere rupestre di Chiafura a Scicli) e alla Sicilia greca (i teatri di Siracusa e di Palazzolo Acreide). \nNella splendida cornice paesaggistica spiccano anche il Barocco di Modica\, Noto\, Ragusa e di Palazzolo Acreide\, il tardo Barocco di Scicli\, il borgo settecentesco di Marzamemi sorto intorno all’antica Tonnara e alle case secentesche dei pescatori. \nDISLIVELLI e DURATA (soste comprese) \n** 07 Maggio: 370m in salita\, 370m in discesa; 6 ore; 12km \n** 08 Maggio: 150m in salita\, 200m in discesa; 6 ore; 8km \n** 09 Maggio: 130m in salita\, 70m in discesa; 4 ore; 9km \n** 10 Maggio: 350m in salita\, 350m in discesa; 6 ore; 8km \n** 11 Maggio: 100m in salita\, 100m in discesa; 6 ore; 10km \n** 12 Maggio: 400m in salita\, 400m in discesa; 6 ore; 12km \n>>> Immagine su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International (autore Davide Mauro – Codas) – Titolo: Panorama di Pantalica <<< \nProssime Escursioni: \n24 maggio (sabato) Monte Osero 1300 m s.l.m. – Appennino Piacentino E \n07 giugno (sabato) Monte Campioncino 2070 m s.l.m. – Dolomiti Scalvine (Schilpario) E \n21 giugno (sabato) Pietra Quadra 2356 m s.l.m. Alpi Orobiche E
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DESCRIPTION:18/05/2024 ore 11\,00\nCHIESA DI SAN PEDRETTO (PC)\nCANTO DELLA MESSA
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SUMMARY:CONCERTO PER I BAMBINI DI GAZA - CORO CAI CREMONA
DESCRIPTION:20/05/2025 ore 21\,00\nCHIESA DEL MARISTELLA (CR)\nCONCERTO PER I BAMBINI DI GAZA\nCON LA PARTECIPAZIONE DEL CORO PAULLI E DEL CORO GIOVENTU’ ALPINA
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SUMMARY:Monte Osero (quota 1301 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSi parte dalla chiesa di Calenzano si gira a DX e si ritorna sulla strada da dove siamo arrivati tra la Fontana e la Chiesa fino ad incrociare una sterrata si svolta a DX\, come segnalato dal bollo biancorosso indicante il sentiero n°181\, che occorrerà seguire lungo tutto l’itinerario. Si prende a sinistra una sterrata si sale e la si mantiene fino sul crinale dove si incrocia il sentiero 001\, si resta sul crinale fino in cima. Sulla sommità c’è un albero su cui è posta una piccola reliquia Religiosa. Si gode lo splendido panorama tra Val Trebbia e Val Nure e se la giornata e favorevole si vedono tutte le Alpi. Si prosegue sul crinale abbandonando successivamente il sentiero 001 collegandosi all’anello del sentiero 181. Con una discesa di ciottoli e un pò ripida\, si arriva nelle vicinanze delle case si prende una sterrata ritornando al parcheggio della Chiesa. \nProssime Escursioni: \n\n07 giugno (sabato): Monte Campioncino 2070m s.l.m. – Dolomite Scalvine (Schilpario) – E\n21 giugno (sabato): Pietra Quadra 2356m s.l.m. – Alpi Orobie Bergamasche – E\nDa 27 giugno (venerdì) a 29 giugno (domenica): Val Masino 2600m s.l.m. – EE
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SUMMARY:Pietra Perduca (PC)
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SUMMARY:CONCERTO CORO CAI CREMONA
DESCRIPTION:31/05/2025 ore 21\,00\nComune di GENIVOLTA\nCHIESA PARROCCHIALE\nCONCERTO
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SUMMARY:Monte Campioncino (max quota 2070m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nParcheggiata la macchina nei pressi del rifugio Cimon de la Bagozza prendiamo il sentiero 428 verso passo Campelli. Dopo un breve tratto nel bosco\, il sentiero sbuca nell’ampio pianoro a pascolo e seguendo la sterrata verso i Campelli\, si raggiunge la madonnina dei Campelli lasciando il sentiero che va verso Cimon de la Bagozza (217) (denominate le Dolomiti Scalvine) alla nostra destra. Si prosegue fino al bivio che sarà il nostro ritorno e prendiamo il sentiero 162. Con un ampio semicerchio raggiungiamo passo Campelli quota 1980 m\, punto di confine con la val Camonica. Proseguiamo verso sinistra con il sentiero 162A e raggiungiamo velocemente il rifugio Campione. Seguendo una evidente traccia di sentiero\, risaliamo la dorsale sinistra del monte Campioncino\, la salita è un pò impegnativa ma la vista paga la fatica. Dalla cima si vede cima Ladrinai e cima Bacchetta della Conca Arena e nei giorni di sereno si vede il monte Adamello. Il ritorno è uguale fino al bivio lasciato precedentemente; prendiamo il sentiero 428 che ci porta al passo del Giovetto e poi sempre su carrareccia si ritorna al rifugio Cimon de la Bagozza. \nProssime Escursioni: \n\n21 giugno (sabato): Pietra Quadra 2356m s.l.m. Alpi Orobiche – E\nDa 27 giugno (venerdì) a 29 giugno (domenica): Val Masino 2600 m s.l.m. – EE\nDa 09 luglio (mercoledì) a 10 luglio (giovedì): Rifugio Bignami 2401m s.l.m. – E
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SUMMARY:Laghetto e cima Pietra Quadra (quota 2356m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal parcheggio delle Baite di Mezzeno si prende il sentiero Cai 217 fino ad incrociare il sentiero 215 che va ai laghi gemelli\, noi proseguiamo sul 217. Si incontra uno dei numerosi roccoli presenti in zona fino ad incrociare il sentiero 272 che lasciamo alla nostra sinistra e proseguiamo sul 217 alla nostra destra. Si continua in salita\, si presentano davanti i Tre Pizzi e continuando sul sentiero 217 si arriva alla baita Tre Pizzi\, successivamente si arriva al Laghetto di Pietra Quadra. Da qui lasciamo il sentiero 217 che riprenderemo nel ritorno\, ora il sentiero si fa più ripido e ci porta al Passo. Ora si risale l’ultima cresta che porta ad una Madonnina successivamente ci sarà un tratto EE che ci porta al monte Petra Quadra cima panoramica dove a Nord Monte Spondone e il Monte del Tonale a Sud spiccano la cima di Menna\, il monte Vetro\, e in lontananza monte Alben. A Sud Ovest si vedono il lago di Pietra Quadra\, iTre Pizzi e il loro Bivacco. Si prende la discesa fino al lago di Pietra Quadra poi il sentiero 217 che va al bivacco di Tre Pizzi. Da qui si prosegue sul sentiero fino ad incrociare il sentiero 272 dei Roccoli. Si va a destra tra pini Mughi fino ad incrociare il sentiero 217 di salita che ci porterà alle Baite di Mezzeno. \nProssime Escursioni: \n\nda 27 giugno ( venerdì) a 29 giugno (domenica):  Val Masino 2600m s.l.m. – EE\nda 09 luglio (mercoledì) a 10 luglio (giovedì): Rifugio Bignami 2401m s.l.m. (Laghetto del Fellaria\, Valmalenco) – E\n16 luglio (mercoledì): Val Canale\, Passo del Branchino 1821 m s.l.m. – E
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SUMMARY:Trekking 27-29 giugno 2025: Rifugio Gianetti 2534m e Rifugio Rasega 1151 m
DESCRIPTION:DOTAZIONE OBBLIGATORIA: equipaggiamento da alta montagna\, tessera CAI\, tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: protezione solare\, sali minerali\, lampada frontale\, telo termico \nPERNOTTAMENTO: Hotel Rustichella => mezza pensione in camera doppia – 65€/g\, escluse bevande e servizio bar
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SUMMARY:Rifugio Bignami (quota 2401m) - 2 gg
DESCRIPTION:1° giorno : \nlasciate le autovetture al parcheggio di Campo Gera\, appena sotto l’omonima diga\, ci incamminiamo verso la cima di questa. Da qui a sinistra percorriamo i 530 metri del camminamento sopra la diga. Qui inizia un comodo sentiero che in circa un’ora e mezza ci porterà al rifugio Bignami (m 2401 slm)\, che già dopo qualche centinaio di metri in lontananza si intravede\, dove è previsto il pernottamento. \n2° giorno : \nusciti dal rifugio\, ci dirigiamo verso nord/ovest in direzione dell’Alpe Fellaria oltrepassando alcune costruzioni in pietra di un tipico alpeggio in quota. Proseguiamo lungo il segnavia 301/305\, superiamo il ponticello su un ruscello per giungere in corrispondenza di un grande prato fino a un bivio dove prenderemo a destra. Il sentiero si fa stretto e corre dapprima sul fianco leggermente esposto della montagna (senza comunque nessuna difficoltà). Si entra ora nel sistema di valli lasciate dalle lingue glaciali\, si superano notevoli rocce montonate salendo fino al punto panoramico a quota 2600 m circa. Dal lago di Fellaria il panorama toglie il fiato. La vista oltre il lago raggiunge la vera fronte glaciale della Vedretta di Fellaria Orientale\, di uno sfuggente colore tra l’azzurro e il bianco. Il ritorno al rifugio avviene per la stessa via della salita. Alle spalle del rifugio\, segnavia n 305\, si scende la testata del bacino idroelettrico\, ricca di torrenti che impetuosi scendono dalle cime\, e si risale verso la magica Alpe di Gembrè (2217 m slm)\, meraviglioso alpeggio in quota fermo nel tempo. Si continua verso sud sui sentieri 305/342 in direzione val Poschiavina\, che non si raggiunge ma percorrendo tutto il lato orientale del bacino artificiale di campo Moro fino alla diga. Da qui in breve al parcheggio autovetture \nDISLIVELLO\, SVILUPPO E TEMPI DEI PERCORSI: \n– 1° giorno: ↑ 400 m \, sviluppo 3\,7km – 3h circa; (i tempi descritti comprendono le soste)\n \n– 2° giorno: ↑ 430 m – ↓ 780 m\, sviluppo 11 km – 6½h circa; (i tempi descritti comprendono le soste) \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nL’escursionista e i suoi rifiuti: erroneamente molti pensano che non sia un problema lasciare in giro le bucce della frutta o altri residui di cibo\, in quanto essendo sostanze organiche\, sono considerate non inquinanti perché biodegradabili. Nulla di più sbagliato. \nMEDITIAMO PRIMA SUI TEMPI DEL LORO DEGRADO: torsolo mela da 3 a 6 mesi; buccia di banana fino a 2 anni; buccia di arancia da 16 mesi a 4 anni; buccia di mela da 1 a 2 mesi. \nALTRI ESEMPI: tovagliolo di carta da 2 a 4 settimane; tappi metallici birra o altre bevande da 2 a 4 anni; fazzolettino di carta da 2 a 3 mesi; tetrapak succhi di frutta 3 mesi; lattina di birra o bevande in genere da 50 a 200 anni; carta plastificata d’involucri da 4 a 5 anni;; gomma da masticare 5 anni; bottiglia di plastica da 200 a 1000 anni; mozzicone di sigaretta con filtro da 1 a 5 anni; bottiglia di vetro per l’eternità. \nQUINDI Ė BUONA ABITUDINE PORTARE CON SĖ UN SACCHETTO PER LA RACCOLTA DEI PROPRI RIFIUTI E ANCHE QUELLI DEI NOSTRI COMPAGNI D’ESCURSIONE. \nPERNOTTARE IN RIFUGIO \nPer chi va in montagna\, il rifugio d’alta quota è come per il marinaio il faro che si staglia sulla costa. Ė un punto d’approdo e di ristoro\, una casa lontano da casa. Un rifugio non è un albergo\, ma un luogo dove poter vivere un’esperienza unica nel suo genere. Può essere spartano e a volte severo\, non è un luogo in cui cercare il lusso. Ogni rifugio è un grande centro wellness totalmente gratuito\, dove trovare l’aria pura per respirare a pieni polmoni\, il sole per la vitamina D\, il vento che porterà con sé i pensieri\, il silenzio che vi aiuterà a guardarvi dentro\, l’alba che caricherà la vostra giornata\, il tramonto che vi farà capire quanto siete fortunati a godere di tanta bellezza\, e il cielo pieno di stelle\, che vi farà addormentare felici ! (in parte tratto da un poster affisso all’interno del rifugio Bignami)
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SUMMARY:Val Canale - Passo del Branchino (quota 1800m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal parcheggio Alpe Corte in località Babes\, ampio parcheggio a pagamento alla sinistra subito prima di un laghetto artificiale\, ci si incammina lungo la carrozzabile asfaltata. Si incontra uno slargo e una sbarra da dove parte il nostro sentiero\, seguiamo le indicazioni per il rifugio Alpe Corte sentiero CAI 220. Dopo qualche tornante tra boschi ombreggiati\, appena prima del Rifugio Alpe Corte prendiamo il sentiero CAI 218 e si attraversa il bel torrente Acquolina. Si continua fino ad una progressiva riduzione della copertura arborea che lascia spazio a qualche arbusto e ai pascoli. Il sentiero diventa sempre più impervio ma non difficile da percorrere. Raggiungiamo una bacheca con un cartellone che mostra una cartina della zona e parla dell’Alpe Neel e un bivio dove seguiamo il sentiero CAI 218. Pochi passi più avanti c’è l’Alpe Nevel Bassa ben ristrutturata. Davanti in alto vediamo il Rifugio Branchino. Si prosegue tra prati e qualche pietra. Poi in salita raggiungiamo la Baita Neel di Mezzo. E’ possibile acquistare i formaggi e i salumi locali. Infatti si possono osservare galline\, capre e mucche nei dintorni. Raggiungiamo una bacheca con una cartina della zona. Un cartello informa se il rifugio è chiuso o aperto. Più avanti c’è il Lago Branchino e girando a destra poco dopo si arriva al rifugio. Il percorso di discesa è quasi uguale con una piccola variante passando per il rifugio Alpe Corte poi si prosegue per il sentiero CAI 220 fino al parcheggio. \nProssime Escursioni: \n\nda 25 luglio (venerdì) a 27 luglio (domenica): Val d’Aosta (2600m slm) – EE\nda 23 agosto (sabato) a 30 agosto (domenica): Trekking nel Mercatour – EE\nDa 05 settembre (venerdì) a 07 settembre (domenica): Valtournenche (2800m slm) – EE
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SUMMARY:Trekking Val di Fassa - dal 25 al 27 luglio 2025 - 3gg
DESCRIPTION:ESCURSIONI: \n   1^ giorno: salita 520 m – discesa 520 m – 9\,1 km – 3 ore \n   2^ giorno: salita 560 m – discesa 560 m – 10\,6 km – 3.30 ore \n   3^ giorno: salita 585 m – discesa 585 m – 8\,3 km – 3.30 ore \nRIFUGI: \n  * Rifugio Maria 1681 m \n  * Rifugio Castiglioni 2057 m \n  * Rifugio Fedaia 2057 m \n  * Rifugio Dolomia 2070 m \n  * Rifugio Padon 2407 m \n  * Rifugio Viel dal Pan 2432 m \n  * Rifugio Gorza 2478 m \nPERNOTTAMENTO: \n  * Rifugio Dolomia: mezza pensione in camera doppia 70€/gg   (escluse bevande e servizio bar) \nDOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n  * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n  * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico
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SUMMARY:Trekking nel Mercantour - 7gg
DESCRIPTION:Perchè il Mercantour e la sua valle delle Meraviglie? Per i suoi numerosi laghi tutti diversi\, la ricchezza di minerali ma soprattutto per le testimonianze che i primi pastori hanno lasciato nella valle delle Meraviglie. Le meraviglie sono dei graffiti incisi 6000 anni fa. Prima della seconda guerra mondiale\, la valle era italiana\, da qui la denominazione dei cartografi francesi “valle delle meraviglie”\, meglio ancora valle dei misteri. Avremo una guida del parco per poter percorrere alcuni sentieri e avere spiegazioni esaurienti. \nI° giorno: domenica 24 agosto 2025 \nda Pont du Countet 1682 m al rifugio delle Merveilles a 2130 m \nsviluppo 6 km; durata 4 ore; dislivello +830 m -380 m \nDa Pont du Countet (06450 Belvédère) si sale al passo dell’Arpette 2511 m – palina 402 – attraverso il Vallon dell’Empuanrame lungo un sentiero segnato. Poi si scende verso il rifugio delle Meraviglie passando per i punti rosa 93 e 92 tra il lago Long superiore e il lago Fourca. \nOpzione 1: se partiamo verso mezzogiorno\, il percorso di questa giornata è finito \nOpzione 2: se abbiamo dormito in valle\, arriveremo presto. In questo caso sarà possibile fare il Monte Bego 2872 m con un passaggio esposto sviluppo 6\,3 km dislivello circa 550 m oppure passo Trem 5 km dislivello circa 350 m \n2° giorno: lunedì 25 agosto 2025 \ndal rifugio delle Meraviglie 2135 m al rifugio di Fontanalbe 2018 m \nsviluppo 7 km; durata 3 ore; dislivello +380 m -430 m \nPartenza alle 7.45/8 con una guida per 3 ore nella valle delle Meraviglie. Ritorno passando sopra i laghi Long superiore e inferiore. Si prende il sentiero non segnato sopra il punto rosa 90\, si scende fino al punto 1901 fino a intercettare il sentiero segnato. Si risale poi a sinistra verso il Gias di Vallaureta punto rosa 385 a 2279 m. Si prende a sinistra fino alla palina 386 poi a destra sempre su sentiero segnato palina 387 e il rifugio di Fontanalba punto rosa 389 a 2010 m. \n3° giorno: martedì 26 agosto 2025 \ndal rifugio di Fontanalbe a 2018 m al rifugio di Valmasque a 2233 m \nsviluppo 11 km; durata 5 ore; dislivello +820 m -600 m \nSi sale al sentiero scoperta della via sacra e alla tavola di orientamento punto rosa 396 sopra i laghi Gemelli. Si fa il percorso ad anello fino al lago Verde di Fontanalba e si continua fino ai punti rosa 388 e 387. Si prende a destra l’itinerario del giorno precedente fino al punto rosa 386 e si sale sempre lungo il sentiero segnato punto rosa 386 fino a una sella a 2573 m circa. Si scende verso il lago Basto punto 397 e 96; si risale in direzione nord il lago Basto\, il lago Nero e il lago Verde fino al rifugio di Valmasque. \n4° giorno: mercoledì 27 agosto 2025 \ndal rifugio Valmasque a 2233 m al rifugio Nice a 2232 m \nsviluppo 5 km; durata 4 ore; dislivello +630 m -610 m \nSi sale a tratti a vista lungo un sentiero non segnato partendo dietro il rifugio Valmasque fino al lago Gelé\, al lago Lusière e al passo della Fous a 2828 m con passaggi esposti. Si scende nel Vallon della Fous sulla traccia fino ai punti rosa 418 e 417 e al rifugio Nice. \nOpzione 1: laghetti del monte Clapier 3 km 350 m \nOpzione 2: Grande lago Long 4 km 400 m \n5° giorno: giovedì 28 agosto 2025 \ndal rifugio Nice a 2232 m al rifugio Madone de Fenestre a 1906 m \nsviluppo 8 km; durata 6 ore; dislivello +750 m -850 m \nSi fa il giro del lago della Fous lungo il GR 52 – punti rosa 416 e 400 – il passo del Monte Colomb con passaggi esposti. Si lascia il GR52 al Gias Cabret per salire fuori sentiero verso i laghi Balaour inferiore e superiore. Si rifà il percorso inverso fino al GR52\, lo si segue fino ai punti rosa 367\, 359 e 359b e al rifugio Madone de Fenestre a 1906 m. \n6° giorno: venerdì 29 agosto 2025 \ndal rifugio Madone de Fenestre a 1906 m al parcheggio lago di Saint Grat a 1682 m \nsviluppo 9 km; durata 6 ore; dislivello +650 m -1050 m \nSi scende alla Vacherie della Madone\, si risale il Vallon del Ponset verso la Baisse dei 5 laghi – punto rosa 366 – il lago di Prals e si scende al punto 364. Si risale sulla cresta al punto rosa 365 e si scende verso Saint Grat parcheggio e lago. \nESCURSIONI: \n   * 24 agosto: salita 830 m / discesa 380 m / 4 ore / 6 km \n   * 25 agosto: salita 380 m / discesa 430 m / 3 ore / 7 km \n   * 26 agosto: salita 820 m / discesa 600 m / 5 ore / 11 km \n   * 27 agosto: salita 630 m / discesa 610 m / 4 ore / 5 km \n   * 28 agosto: salita 750 m / discesa 850 m / 6 ore / 8 km \n   * 29 agosto: salita 650 m / discesa 1050 m / 6 ore / 9 km \nDOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n   * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n   * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico \nATTENZIONE \n   * i bastoncini devono avere i tappi in gomma per preservare le incisioni \n   * non è possibile ricaricare i cellulari \n   * raramente il wi-fi è disponibile
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SUMMARY:Trekking Valtournenche - 3gg
DESCRIPTION:DOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n  * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n  * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico \nPARTENZE ESCURSIONI: \n  * Valtournenche – Cervinia – Plan de la Galea \nESCURSIONI: \n  * 1 salita 770 m – discesa 770 m – 11\,3 km – 4.30 ore \n  * 2 salita 780 m – discesa 780 m – 11\,1 km – 4.30 ore \n  * 3 salita 180 m – discesa 180 m – 3\,5 km – 1.30 ore \nPERNOTTAMENTO: \n  * Hotel Al Caminetto – mezza pensione in camera doppia – 65€/gg escluse bevande e servizio bar
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SUMMARY:Giro dei 5 laghi Gruppo Adamello – Presanella (2393m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nIl sentiero è ben tracciato e segnalato\, presenta una difficoltà media senza punti critici E’ consigliabile avere buona resistenza viste le quasi 5 ½ ore di cammino e si raccomanda come sempre equipaggiamento adeguato\, attrezzatura e abbigliamento da montagna. \nIl percorso ad anello proposto ha inizio dalla località Patascoss (1722 m) lungo il sentiero sbarrierato B06. In circa 45 minuti si giunge allo splendido Lago Nambino (1768 m) che si trova in una grande conca e sulle cui rive sorge l’omonimo rifugio. Da qui l’itinerario ad anello prosegue sulla destra del lago seguendo il segnavia 266 guadagnando quota in un bosco di conifere con vista magnifica sulla conca del lago sottostante e verso Ma- donna di Campiglio\, dominata dalle cime del Brenta. Rimontato il costone\, dopo un’ora circa\, si giunge alla Busa dei Cavai (2170 m)\, un pascolo dismesso di particolare interesse naturalistico per la presenza di una torbiera. Qui la sosta è obbligata per godersi una visione d’insieme del celebre profilo delle Dolomiti di Brenta\, patrimonio UNESCO dal 2009. A parte un cartello la segnaletica a terra è scarsa\, individuato il segnavia 217\, dopo un’altra mezz’ora di cammino\, rimontando facili balze verso sud ovest\, ci si inoltra nella valletta che conduce al bellissimo Lago Nero (2246 m)\, Da qui si segue per un breve tratto la riva del lago sino ad individuare una traccia\, non segnalata\, che sale ripida sul fianco destro della conca per guadagnare il traverso scavato nella roccia durante i lavori idroelettrici realizzati per la captazione delle acque del Lago Serodoli (2370 m)\, che si raggiunge senza altre difficoltà. Pochi metri più in alto il bivacco Baito Seròdoli (2385 m); in direzione del Passo Nambrone\, seguendo il segnavia 217\, in pochi minuti ci si imbatte in diverse polle d’acqua trasparenti con belle colonie di candidi eriofori\, e dopo qualche centinaio di metri si raggiungono il Lago Bianco e il grande Lago Gelato (2393 m)\, dalle acque di un incredibile color cobalto inserito in un circo glaciale suggestivo. Dopo avere riguadagnato le rive del Lago Serodoli il percorso prevede un altro tratto in quota con dei lievi saliscendi lungo il segnavia 232 che arriva a costeggiare dopo circa 40 minuti il Lago Lambin (2326 m)\, spettacolare specchio d’acqua dalla forma a fiordo che sembra allungarsi fino a perdersi nel vuoto. Da qui inizia la discesa e dopo una decina di minuti\, ad un bivio\, si imbocca il segnavia 269\, piuttosto in pendenza ma ben sistemato che con un’ora di cammino arriva nuovamente al Rifugio Nambino. A questo punto il rientro al parcheggio in loc. Patascoss avviene lungo il segnavia B06\, già percorso il mattino. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nCi troviamo nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. Pascoli verdeggianti si alternano a tanti laghi d’alta quota dalle acque limpidissime color blu cobalto inseriti in un suggestivo contesto naturale le cui caratteristiche variano sensibilmente con la quota. Il Giro dei 5 Laghi è un’escursione molto rinomata a Madonna di Campiglio che offre spunti sia ambientali che culturali. Dal punto di vista ambientale\, il percorso si snoda tra magnifici paesaggi toccando laghi di origine glaciale e offrendo panorami mozzafiato sulle Dolomiti di Brenta. L’area è ricca di flora e fauna alpina\, non è raro avvistare animali selvatici. Inoltre\, questo settore orientale del Gruppo Adamello – Presanella è stato teatro di combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale e reperti bellici sono stati rinvenuti nei laghi stessi. \nProssime Escursioni: \n  * 27/09-01/10 Isola del Giglio (E) \n  * 11/10 Monte Guglielmo (E) \n  * 22/10 Pian dei Canali (E)
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SUMMARY:Isola del Giglio - 5gg
DESCRIPTION:1° giorno : giunti a Giglio Porto e sbarcati\, troveremo il nostro albergatore che a mezzo pick up baderà a caricare i nostri bagagli e portarli in hotel. Indossati gli scarponi\, ci incammineremo lungo via Del castello fino a giungere alla SP 15 che si seguirà per alcune decine di metri fino a incrociare a sinistra il sentiero nr. 310 che si seguirà fino a Giglio Castello. Duecento metri circa fuori dall’abitato troveremo\, sempre a sinistra\, il segnavia 322 che in discesa ci condurrà fino a Giglio Campese\, quindi al nostro hotel. \n2° giorno : dall’hotel si scende alla vicinissima spiaggia del Campese fino a raggiungere\, con direzione ovest\, la via dell’Allume che si percorrerà per circa 800 metri fino a incrociare a sinistra l’inizio del segnavia 309\, percorso il quale si giungerà a Giglio Castello. Qui è prevista una visita guidata al borgo medievale accompagnati da Marina Aldi\, guida turistica. Ritorno a Campese con bus di linea. \n  NB – La visita al borgo medievale\, su espressa richiesta della guida\, avverrà due ore prima del tramonto con la possibilità quindi della visione dello stesso\, s’ipotizza quindi di partire a piedi da Campese verso le 15\,30 circa\, lasciando la mattinata libera per vita di spiaggia e per chi vorrà una breve escursione a punta faraglione con minimo dislivello \n3° giorno : nelle immediate vicinanze dell’hotel parte il segnavia 320 che seguiremo fino a incontrare e percorrere a sinistra il 314\, continuando poi con il 315 che seguiremo sempre a sinistra. Raggiunta la località “Scopeto”il sentiero 316 ci condurrà a Punta del Fenaio\, dove chi vorrà\, potrà scendere verso il faro. La via del ritorno lungo il sentiero 315\, passando per il 315/A che porta (facoltativo) in circa 15 minuti in discesa alla bellissima e affascinante Cala Monella. Giunti a località “Scopeto” ritorneremo a Campese lungo i segnavia percorsi il mattino . \n4° giorno : l’ultima escursione è la più “impegnativa”\, almeno per quanto riguarda lo sviluppo\, è anche però quella che presenta i panorami più belli e spettacolari. Con il bus di linea ci porteremo a Giglio Castello . qui da Piazza Gloriosa inizia il segnavia 303 che porta alla “Punta Capelrosso”. Questa via attraversa il cuore dell’area protetta\, la zona più selvaggia dell’isola\, priva d’insediamenti abitativi. Giunti in località “Le Porte”\, il tracciato passa a est del Poggio della Pagana che\, con i suoi 496 m rappresenta la quota massima isolana. Il sentiero termina su un piccolo promontorio\, stretto tra le falesie di granito e i flutti marini delle belle “Cala Saracinesca” e “Cala dello Schizzatoio”.Per il ritorno si segue invece per circa 7\,00 km la strada carrabile in falsopiano che si snoda parallela al sentiero nr.303 e presenta panorami unici sul Tirreno. Giunti a Giglio Castello il bus ci riporterà a Campese. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: LE CAVE DI GRANITO \nFra le attività minerarie dei tempi passati all’isola del Giglio\, una delle più fiorenti è stata quella legata all’estrazione del granito. Numerose cave\, dai tempi di Roma antica fino alla prima metà del secolo scorso\, hanno fornito questo prezioso materiale da costruzione. Impiegato in ogni epoca e in ogni tipo di costruzione\, nei moli del porto di Ostia Antica\, in obelischi\, lastricati stradali\, opere civili Impiegato in ogni epoca e in ogni tipo di costruzione\, nei moli del porto di Ostia Antica\, in obelischi\, lastricati stradali\, opere civili (perfino nelle banchine del porto di Santa Fè in America)\, in tante importanti chiese: le imponenti colonne del Duomo in piazza dei Miracoli a Pisa\, furono cavate\, lavorate e incredibilmente trasportate via mare nel 1595\, dopo che un furibondo incendio aveva distrutto la cattedrale pisana. In molti periodi le numerose cave di granito del Giglio hanno rappresentato un’opportunità di lavoro addirittura per centinaia di scalpellini\, per una richiesta\, sempre ininterrotta\, legata alla qualità della pietra gigliese. Francesco Petrarca\, in una delle sue opere scritte in lingua latina (Viaggio in Terrasanta) passando nel 1358 davanti al Giglio la cita espressamente proprio perché anche allora Francesco Petrarca\, in una delle sue opere scritte in lingua latina (Viaggio in Terrasanta) passando nel 1358 davanti al Giglio la cita espressamente proprio perché anche allora molto famosa per il suo vino e per il suo granito (“vino et marmore nobilis”) – da “ISOLA DEL GIGLIO mappa itinerari escursionistici” – Assessorato al Turismo Comune di Isola del Giglio\, Parco Nazionale Arcipelago Toscano e Proloco Isola del Giglio e Giannutri. \nPRECISAZIONI: \n1) All’arrivo a porto Santo Stefano lasceremo le autovetture al parcheggio “Fanciulli” che si trova nelle immediate vicinanze dell’imbarco (Euro 15 giorno); \n2) Il costo del traghetto “Maregiglio” di andata e ritorno ammonta a Euro 40 circa a persona; \n3) Il costo della guida turistica che ci accompagnerà alla visita del borgo medievale di Giglio Castello ammonta a circa Euro 6 a persona (con gruppo di 20); \n4) Il servizio pubblico di bus ha un costo di Euro 2\,50 con biglietto standar (facilmente acquistabile in loco)\, Euro 3\,50 se acquistato a bordo del mezzo; \n5) Ricordo che da Cremona si partirà con abbigliamento da escursione\, consiglio uno zainetto leggero\, con all’interno almeno un litro d’acqua\, utili i bastoncini. \nN.B. – Il saldo del soggiorno\, che ammonta a Euro 240 per ognuno\, dovrà essere versato a mezzo bonifico\, non oltre il 31 agosto\, sul conto intestato alla nostra Sezione IBAN : IT25L0845411400000000083203. Causale: “Saldo soggiorno Isola del Giglio”. \n 
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SUMMARY:Presentazione Corso Base Arrampicata Libera AL1
DESCRIPTION:Incontro presso la sede CAI Crema\, via F.Donati 10
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DESCRIPTION:L’incontro si terrà presso la sede CAI di Cremona\, Via Palestro 32
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SUMMARY:Anello Monte Guglielmo (1948m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nAndata: Lasciate le auto in prossimità del parcheggio di Passabocche si imbocca la mulattiera per il Rifugio Medelet. Superato il Rifugio si devia a destra sul sentiero per Punta Caravina a quota 1850 m s.l.m. Da qui si imbocca la traccia 207 e la si segue fino alla sommità del Monte Guglielmo. \nRitorno: Si prende il sentiero basso fino a raggiungere il Rifugio Almici\, quindi si prosegue per Punta Caravina dove si imbocca in direzione opposta la traccia percorsain salita che porta al Rifugio Medelet\, quindi alle auto. \nNOTE CULTURALI \nIl Monte Guglielmo ha un tipico clima montano e alpino\, ma il versante occidentale è mitigato dalla presenza del lago di Iseo. Nella stessa area è anche possibile osservare aree boschive naturali non gestite\, falesie calcaree e frammenti di prateria alpina. La vegetazione è dominata da boschi (le specie arboree più rappresentative sono Quercus pubescens\, Acer pseudoplatanus\, Ulmus glabra\, Sorbus aria\, Laburnumanagyroides\, Fraxinusexcelsior\, Alnusincana\, Fagus sylvatica\, Laburnumalpinum\, Picea abies\, Larix decidua)\, mentre le aree non forestate comprendono pascoli d’alta quota e prateria alpina (le specie erbacee più rappresentative sono Sesleria varia\, Carexsempervirens\, Bromuserectus\, Festuca gr. rubra\, Polygonum bistorta\, Nardus striata).[5] A causa della sua geologia (dominata da rocce calcaree e fenomeni carsici)\, alle quote maggiori le acque superficiali sono praticamente assenti. In alta quota le fonti d’acqua più significative sono rappresentate dalle pozze d’alpeggio e abbeveratoi di antica origine antropica utilizzati per abbeverare il bestiame. La montagna bresciana è un’antica area di alpeggio per il bestiame (transumanza alpina) e ospita numerose malghe attive. La sopravvivenza della transumanza garantisce la conservazione di ecosistemi instabili (pascoli alpini) e di habitat acquatici di origine antropica (pozze e abbeveratoi d’alpeggio) che sono importanti siti di riproduzione per gli anfibi della zona. L’area sommitale del Monte Guglielmo è perciò un esempio ben conservato di paesaggio agricolo montano. La zona non presenta vincoli di conservazione. Nel 2016 la SocietasHerpetologica Italica ha riconosciuto il Monte Guglielmo come Area di Rilevanza Erpetologica Regionale (ARER) a causa delle presenza di specie protette dalla Direttiva Habitat (tritone crestato italiano Trituruscarnifex e ululone dal ventre giallo Bombina variegata). Il Monte Guglielmo ospita anche numerose specie di uccelli nidificanti e è un’importante area di passo per molti passeriformi migratori. \nN.B.: La denominazione di Monte Guglielmo deriva dalla storpiatura del vero nome ovvero Monte Gölem che significa Culmine in lingua Lombarda. \nProssime escursioni: \n\n22 Ottobre: Pian dei Canali 1150m s.l.m. – E\n08 Novembre: Appuntamento escursionistico/gastronomico
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SUMMARY:ASSEMBLEA STRAORDINARIA dei Soci della Sezione CAI di Cremona – Anno 2025
DESCRIPTION:Di seguito sono indicati i percorsi per reperire i documenti pubblicati sul sito: \n   A) La lettera di convocazione dell’assemblea straordinaria 2025 è disponibile in \n         La Sezione > Documenti > La Sezione CAI di Cremona > Documenti e Notizie \n   B) La proposta del nuovo Statuto della Sezione CAI di Cremona è disponibile in \n         La Sezione > Documenti > La Sezione CAI di Cremona > Statuto
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