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SUMMARY:Trekking nel Mercantour - 7gg
DESCRIPTION:Perchè il Mercantour e la sua valle delle Meraviglie? Per i suoi numerosi laghi tutti diversi\, la ricchezza di minerali ma soprattutto per le testimonianze che i primi pastori hanno lasciato nella valle delle Meraviglie. Le meraviglie sono dei graffiti incisi 6000 anni fa. Prima della seconda guerra mondiale\, la valle era italiana\, da qui la denominazione dei cartografi francesi “valle delle meraviglie”\, meglio ancora valle dei misteri. Avremo una guida del parco per poter percorrere alcuni sentieri e avere spiegazioni esaurienti. \nI° giorno: domenica 24 agosto 2025 \nda Pont du Countet 1682 m al rifugio delle Merveilles a 2130 m \nsviluppo 6 km; durata 4 ore; dislivello +830 m -380 m \nDa Pont du Countet (06450 Belvédère) si sale al passo dell’Arpette 2511 m – palina 402 – attraverso il Vallon dell’Empuanrame lungo un sentiero segnato. Poi si scende verso il rifugio delle Meraviglie passando per i punti rosa 93 e 92 tra il lago Long superiore e il lago Fourca. \nOpzione 1: se partiamo verso mezzogiorno\, il percorso di questa giornata è finito \nOpzione 2: se abbiamo dormito in valle\, arriveremo presto. In questo caso sarà possibile fare il Monte Bego 2872 m con un passaggio esposto sviluppo 6\,3 km dislivello circa 550 m oppure passo Trem 5 km dislivello circa 350 m \n2° giorno: lunedì 25 agosto 2025 \ndal rifugio delle Meraviglie 2135 m al rifugio di Fontanalbe 2018 m \nsviluppo 7 km; durata 3 ore; dislivello +380 m -430 m \nPartenza alle 7.45/8 con una guida per 3 ore nella valle delle Meraviglie. Ritorno passando sopra i laghi Long superiore e inferiore. Si prende il sentiero non segnato sopra il punto rosa 90\, si scende fino al punto 1901 fino a intercettare il sentiero segnato. Si risale poi a sinistra verso il Gias di Vallaureta punto rosa 385 a 2279 m. Si prende a sinistra fino alla palina 386 poi a destra sempre su sentiero segnato palina 387 e il rifugio di Fontanalba punto rosa 389 a 2010 m. \n3° giorno: martedì 26 agosto 2025 \ndal rifugio di Fontanalbe a 2018 m al rifugio di Valmasque a 2233 m \nsviluppo 11 km; durata 5 ore; dislivello +820 m -600 m \nSi sale al sentiero scoperta della via sacra e alla tavola di orientamento punto rosa 396 sopra i laghi Gemelli. Si fa il percorso ad anello fino al lago Verde di Fontanalba e si continua fino ai punti rosa 388 e 387. Si prende a destra l’itinerario del giorno precedente fino al punto rosa 386 e si sale sempre lungo il sentiero segnato punto rosa 386 fino a una sella a 2573 m circa. Si scende verso il lago Basto punto 397 e 96; si risale in direzione nord il lago Basto\, il lago Nero e il lago Verde fino al rifugio di Valmasque. \n4° giorno: mercoledì 27 agosto 2025 \ndal rifugio Valmasque a 2233 m al rifugio Nice a 2232 m \nsviluppo 5 km; durata 4 ore; dislivello +630 m -610 m \nSi sale a tratti a vista lungo un sentiero non segnato partendo dietro il rifugio Valmasque fino al lago Gelé\, al lago Lusière e al passo della Fous a 2828 m con passaggi esposti. Si scende nel Vallon della Fous sulla traccia fino ai punti rosa 418 e 417 e al rifugio Nice. \nOpzione 1: laghetti del monte Clapier 3 km 350 m \nOpzione 2: Grande lago Long 4 km 400 m \n5° giorno: giovedì 28 agosto 2025 \ndal rifugio Nice a 2232 m al rifugio Madone de Fenestre a 1906 m \nsviluppo 8 km; durata 6 ore; dislivello +750 m -850 m \nSi fa il giro del lago della Fous lungo il GR 52 – punti rosa 416 e 400 – il passo del Monte Colomb con passaggi esposti. Si lascia il GR52 al Gias Cabret per salire fuori sentiero verso i laghi Balaour inferiore e superiore. Si rifà il percorso inverso fino al GR52\, lo si segue fino ai punti rosa 367\, 359 e 359b e al rifugio Madone de Fenestre a 1906 m. \n6° giorno: venerdì 29 agosto 2025 \ndal rifugio Madone de Fenestre a 1906 m al parcheggio lago di Saint Grat a 1682 m \nsviluppo 9 km; durata 6 ore; dislivello +650 m -1050 m \nSi scende alla Vacherie della Madone\, si risale il Vallon del Ponset verso la Baisse dei 5 laghi – punto rosa 366 – il lago di Prals e si scende al punto 364. Si risale sulla cresta al punto rosa 365 e si scende verso Saint Grat parcheggio e lago. \nESCURSIONI: \n   * 24 agosto: salita 830 m / discesa 380 m / 4 ore / 6 km \n   * 25 agosto: salita 380 m / discesa 430 m / 3 ore / 7 km \n   * 26 agosto: salita 820 m / discesa 600 m / 5 ore / 11 km \n   * 27 agosto: salita 630 m / discesa 610 m / 4 ore / 5 km \n   * 28 agosto: salita 750 m / discesa 850 m / 6 ore / 8 km \n   * 29 agosto: salita 650 m / discesa 1050 m / 6 ore / 9 km \nDOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n   * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n   * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico \nATTENZIONE \n   * i bastoncini devono avere i tappi in gomma per preservare le incisioni \n   * non è possibile ricaricare i cellulari \n   * raramente il wi-fi è disponibile
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SUMMARY:Trekking Valtournenche - 3gg
DESCRIPTION:DOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n  * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n  * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico \nPARTENZE ESCURSIONI: \n  * Valtournenche – Cervinia – Plan de la Galea \nESCURSIONI: \n  * 1 salita 770 m – discesa 770 m – 11\,3 km – 4.30 ore \n  * 2 salita 780 m – discesa 780 m – 11\,1 km – 4.30 ore \n  * 3 salita 180 m – discesa 180 m – 3\,5 km – 1.30 ore \nPERNOTTAMENTO: \n  * Hotel Al Caminetto – mezza pensione in camera doppia – 65€/gg escluse bevande e servizio bar
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SUMMARY:Giro dei 5 laghi Gruppo Adamello – Presanella (2393m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nIl sentiero è ben tracciato e segnalato\, presenta una difficoltà media senza punti critici E’ consigliabile avere buona resistenza viste le quasi 5 ½ ore di cammino e si raccomanda come sempre equipaggiamento adeguato\, attrezzatura e abbigliamento da montagna. \nIl percorso ad anello proposto ha inizio dalla località Patascoss (1722 m) lungo il sentiero sbarrierato B06. In circa 45 minuti si giunge allo splendido Lago Nambino (1768 m) che si trova in una grande conca e sulle cui rive sorge l’omonimo rifugio. Da qui l’itinerario ad anello prosegue sulla destra del lago seguendo il segnavia 266 guadagnando quota in un bosco di conifere con vista magnifica sulla conca del lago sottostante e verso Ma- donna di Campiglio\, dominata dalle cime del Brenta. Rimontato il costone\, dopo un’ora circa\, si giunge alla Busa dei Cavai (2170 m)\, un pascolo dismesso di particolare interesse naturalistico per la presenza di una torbiera. Qui la sosta è obbligata per godersi una visione d’insieme del celebre profilo delle Dolomiti di Brenta\, patrimonio UNESCO dal 2009. A parte un cartello la segnaletica a terra è scarsa\, individuato il segnavia 217\, dopo un’altra mezz’ora di cammino\, rimontando facili balze verso sud ovest\, ci si inoltra nella valletta che conduce al bellissimo Lago Nero (2246 m)\, Da qui si segue per un breve tratto la riva del lago sino ad individuare una traccia\, non segnalata\, che sale ripida sul fianco destro della conca per guadagnare il traverso scavato nella roccia durante i lavori idroelettrici realizzati per la captazione delle acque del Lago Serodoli (2370 m)\, che si raggiunge senza altre difficoltà. Pochi metri più in alto il bivacco Baito Seròdoli (2385 m); in direzione del Passo Nambrone\, seguendo il segnavia 217\, in pochi minuti ci si imbatte in diverse polle d’acqua trasparenti con belle colonie di candidi eriofori\, e dopo qualche centinaio di metri si raggiungono il Lago Bianco e il grande Lago Gelato (2393 m)\, dalle acque di un incredibile color cobalto inserito in un circo glaciale suggestivo. Dopo avere riguadagnato le rive del Lago Serodoli il percorso prevede un altro tratto in quota con dei lievi saliscendi lungo il segnavia 232 che arriva a costeggiare dopo circa 40 minuti il Lago Lambin (2326 m)\, spettacolare specchio d’acqua dalla forma a fiordo che sembra allungarsi fino a perdersi nel vuoto. Da qui inizia la discesa e dopo una decina di minuti\, ad un bivio\, si imbocca il segnavia 269\, piuttosto in pendenza ma ben sistemato che con un’ora di cammino arriva nuovamente al Rifugio Nambino. A questo punto il rientro al parcheggio in loc. Patascoss avviene lungo il segnavia B06\, già percorso il mattino. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nCi troviamo nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. Pascoli verdeggianti si alternano a tanti laghi d’alta quota dalle acque limpidissime color blu cobalto inseriti in un suggestivo contesto naturale le cui caratteristiche variano sensibilmente con la quota. Il Giro dei 5 Laghi è un’escursione molto rinomata a Madonna di Campiglio che offre spunti sia ambientali che culturali. Dal punto di vista ambientale\, il percorso si snoda tra magnifici paesaggi toccando laghi di origine glaciale e offrendo panorami mozzafiato sulle Dolomiti di Brenta. L’area è ricca di flora e fauna alpina\, non è raro avvistare animali selvatici. Inoltre\, questo settore orientale del Gruppo Adamello – Presanella è stato teatro di combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale e reperti bellici sono stati rinvenuti nei laghi stessi. \nProssime Escursioni: \n  * 27/09-01/10 Isola del Giglio (E) \n  * 11/10 Monte Guglielmo (E) \n  * 22/10 Pian dei Canali (E)
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SUMMARY:Isola del Giglio - 5gg
DESCRIPTION:1° giorno : giunti a Giglio Porto e sbarcati\, troveremo il nostro albergatore che a mezzo pick up baderà a caricare i nostri bagagli e portarli in hotel. Indossati gli scarponi\, ci incammineremo lungo via Del castello fino a giungere alla SP 15 che si seguirà per alcune decine di metri fino a incrociare a sinistra il sentiero nr. 310 che si seguirà fino a Giglio Castello. Duecento metri circa fuori dall’abitato troveremo\, sempre a sinistra\, il segnavia 322 che in discesa ci condurrà fino a Giglio Campese\, quindi al nostro hotel. \n2° giorno : dall’hotel si scende alla vicinissima spiaggia del Campese fino a raggiungere\, con direzione ovest\, la via dell’Allume che si percorrerà per circa 800 metri fino a incrociare a sinistra l’inizio del segnavia 309\, percorso il quale si giungerà a Giglio Castello. Qui è prevista una visita guidata al borgo medievale accompagnati da Marina Aldi\, guida turistica. Ritorno a Campese con bus di linea. \n  NB – La visita al borgo medievale\, su espressa richiesta della guida\, avverrà due ore prima del tramonto con la possibilità quindi della visione dello stesso\, s’ipotizza quindi di partire a piedi da Campese verso le 15\,30 circa\, lasciando la mattinata libera per vita di spiaggia e per chi vorrà una breve escursione a punta faraglione con minimo dislivello \n3° giorno : nelle immediate vicinanze dell’hotel parte il segnavia 320 che seguiremo fino a incontrare e percorrere a sinistra il 314\, continuando poi con il 315 che seguiremo sempre a sinistra. Raggiunta la località “Scopeto”il sentiero 316 ci condurrà a Punta del Fenaio\, dove chi vorrà\, potrà scendere verso il faro. La via del ritorno lungo il sentiero 315\, passando per il 315/A che porta (facoltativo) in circa 15 minuti in discesa alla bellissima e affascinante Cala Monella. Giunti a località “Scopeto” ritorneremo a Campese lungo i segnavia percorsi il mattino . \n4° giorno : l’ultima escursione è la più “impegnativa”\, almeno per quanto riguarda lo sviluppo\, è anche però quella che presenta i panorami più belli e spettacolari. Con il bus di linea ci porteremo a Giglio Castello . qui da Piazza Gloriosa inizia il segnavia 303 che porta alla “Punta Capelrosso”. Questa via attraversa il cuore dell’area protetta\, la zona più selvaggia dell’isola\, priva d’insediamenti abitativi. Giunti in località “Le Porte”\, il tracciato passa a est del Poggio della Pagana che\, con i suoi 496 m rappresenta la quota massima isolana. Il sentiero termina su un piccolo promontorio\, stretto tra le falesie di granito e i flutti marini delle belle “Cala Saracinesca” e “Cala dello Schizzatoio”.Per il ritorno si segue invece per circa 7\,00 km la strada carrabile in falsopiano che si snoda parallela al sentiero nr.303 e presenta panorami unici sul Tirreno. Giunti a Giglio Castello il bus ci riporterà a Campese. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: LE CAVE DI GRANITO \nFra le attività minerarie dei tempi passati all’isola del Giglio\, una delle più fiorenti è stata quella legata all’estrazione del granito. Numerose cave\, dai tempi di Roma antica fino alla prima metà del secolo scorso\, hanno fornito questo prezioso materiale da costruzione. Impiegato in ogni epoca e in ogni tipo di costruzione\, nei moli del porto di Ostia Antica\, in obelischi\, lastricati stradali\, opere civili Impiegato in ogni epoca e in ogni tipo di costruzione\, nei moli del porto di Ostia Antica\, in obelischi\, lastricati stradali\, opere civili (perfino nelle banchine del porto di Santa Fè in America)\, in tante importanti chiese: le imponenti colonne del Duomo in piazza dei Miracoli a Pisa\, furono cavate\, lavorate e incredibilmente trasportate via mare nel 1595\, dopo che un furibondo incendio aveva distrutto la cattedrale pisana. In molti periodi le numerose cave di granito del Giglio hanno rappresentato un’opportunità di lavoro addirittura per centinaia di scalpellini\, per una richiesta\, sempre ininterrotta\, legata alla qualità della pietra gigliese. Francesco Petrarca\, in una delle sue opere scritte in lingua latina (Viaggio in Terrasanta) passando nel 1358 davanti al Giglio la cita espressamente proprio perché anche allora Francesco Petrarca\, in una delle sue opere scritte in lingua latina (Viaggio in Terrasanta) passando nel 1358 davanti al Giglio la cita espressamente proprio perché anche allora molto famosa per il suo vino e per il suo granito (“vino et marmore nobilis”) – da “ISOLA DEL GIGLIO mappa itinerari escursionistici” – Assessorato al Turismo Comune di Isola del Giglio\, Parco Nazionale Arcipelago Toscano e Proloco Isola del Giglio e Giannutri. \nPRECISAZIONI: \n1) All’arrivo a porto Santo Stefano lasceremo le autovetture al parcheggio “Fanciulli” che si trova nelle immediate vicinanze dell’imbarco (Euro 15 giorno); \n2) Il costo del traghetto “Maregiglio” di andata e ritorno ammonta a Euro 40 circa a persona; \n3) Il costo della guida turistica che ci accompagnerà alla visita del borgo medievale di Giglio Castello ammonta a circa Euro 6 a persona (con gruppo di 20); \n4) Il servizio pubblico di bus ha un costo di Euro 2\,50 con biglietto standar (facilmente acquistabile in loco)\, Euro 3\,50 se acquistato a bordo del mezzo; \n5) Ricordo che da Cremona si partirà con abbigliamento da escursione\, consiglio uno zainetto leggero\, con all’interno almeno un litro d’acqua\, utili i bastoncini. \nN.B. – Il saldo del soggiorno\, che ammonta a Euro 240 per ognuno\, dovrà essere versato a mezzo bonifico\, non oltre il 31 agosto\, sul conto intestato alla nostra Sezione IBAN : IT25L0845411400000000083203. Causale: “Saldo soggiorno Isola del Giglio”. \n 
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SUMMARY:Presentazione Corso Base Arrampicata Libera AL1
DESCRIPTION:Incontro presso la sede CAI Crema\, via F.Donati 10
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SUMMARY:Presentazione Corso Base Arrampicata Libera AL1
DESCRIPTION:L’incontro si terrà presso la sede CAI di Cremona\, Via Palestro 32
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SUMMARY:Anello Monte Guglielmo (1948m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nAndata: Lasciate le auto in prossimità del parcheggio di Passabocche si imbocca la mulattiera per il Rifugio Medelet. Superato il Rifugio si devia a destra sul sentiero per Punta Caravina a quota 1850 m s.l.m. Da qui si imbocca la traccia 207 e la si segue fino alla sommità del Monte Guglielmo. \nRitorno: Si prende il sentiero basso fino a raggiungere il Rifugio Almici\, quindi si prosegue per Punta Caravina dove si imbocca in direzione opposta la traccia percorsain salita che porta al Rifugio Medelet\, quindi alle auto. \nNOTE CULTURALI \nIl Monte Guglielmo ha un tipico clima montano e alpino\, ma il versante occidentale è mitigato dalla presenza del lago di Iseo. Nella stessa area è anche possibile osservare aree boschive naturali non gestite\, falesie calcaree e frammenti di prateria alpina. La vegetazione è dominata da boschi (le specie arboree più rappresentative sono Quercus pubescens\, Acer pseudoplatanus\, Ulmus glabra\, Sorbus aria\, Laburnumanagyroides\, Fraxinusexcelsior\, Alnusincana\, Fagus sylvatica\, Laburnumalpinum\, Picea abies\, Larix decidua)\, mentre le aree non forestate comprendono pascoli d’alta quota e prateria alpina (le specie erbacee più rappresentative sono Sesleria varia\, Carexsempervirens\, Bromuserectus\, Festuca gr. rubra\, Polygonum bistorta\, Nardus striata).[5] A causa della sua geologia (dominata da rocce calcaree e fenomeni carsici)\, alle quote maggiori le acque superficiali sono praticamente assenti. In alta quota le fonti d’acqua più significative sono rappresentate dalle pozze d’alpeggio e abbeveratoi di antica origine antropica utilizzati per abbeverare il bestiame. La montagna bresciana è un’antica area di alpeggio per il bestiame (transumanza alpina) e ospita numerose malghe attive. La sopravvivenza della transumanza garantisce la conservazione di ecosistemi instabili (pascoli alpini) e di habitat acquatici di origine antropica (pozze e abbeveratoi d’alpeggio) che sono importanti siti di riproduzione per gli anfibi della zona. L’area sommitale del Monte Guglielmo è perciò un esempio ben conservato di paesaggio agricolo montano. La zona non presenta vincoli di conservazione. Nel 2016 la SocietasHerpetologica Italica ha riconosciuto il Monte Guglielmo come Area di Rilevanza Erpetologica Regionale (ARER) a causa delle presenza di specie protette dalla Direttiva Habitat (tritone crestato italiano Trituruscarnifex e ululone dal ventre giallo Bombina variegata). Il Monte Guglielmo ospita anche numerose specie di uccelli nidificanti e è un’importante area di passo per molti passeriformi migratori. \nN.B.: La denominazione di Monte Guglielmo deriva dalla storpiatura del vero nome ovvero Monte Gölem che significa Culmine in lingua Lombarda. \nProssime escursioni: \n\n22 Ottobre: Pian dei Canali 1150m s.l.m. – E\n08 Novembre: Appuntamento escursionistico/gastronomico
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SUMMARY:ASSEMBLEA STRAORDINARIA dei Soci della Sezione CAI di Cremona – Anno 2025
DESCRIPTION:Di seguito sono indicati i percorsi per reperire i documenti pubblicati sul sito: \n   A) La lettera di convocazione dell’assemblea straordinaria 2025 è disponibile in \n         La Sezione > Documenti > La Sezione CAI di Cremona > Documenti e Notizie \n   B) La proposta del nuovo Statuto della Sezione CAI di Cremona è disponibile in \n         La Sezione > Documenti > La Sezione CAI di Cremona > Statuto
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SUMMARY:Pian de Canai (1150 m slm)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nandata: la stradina che raggiunge e supera l’allevamento di trote è in piano e percorribile purché a velocità moderata. Alla fine\, prima del guado (fuoristrada e SUV lo attraversano senza troppi problemi) c’è un parcheggio e zona pic-nic. Detto guado lo affronteremo a piedi sfruttando le pietre collocate per facilitare l’attraversamento. Al di là prosegue la stradina sterrata fino alla cascata Acqua Bianca: una nota paesaggistica di indubbio rilievo. Oltrepassata una briglia (sbarramento artificiale allo scopo non di trattenere l’acqua ma di rallentare la corrente e contrastare l’erosione) si raggiunge un bel ponticello in legno\, che varca il torrente e porta il sentiero nel bosco\, dove si comincia a salire “per davvero”. Niente di particolarmente erto\, e poi il bosco è piuttosto bello; notevoli un paio di aceri\, rari di queste dimensioni. Si sbuca sulla stradina poderale di Cogne\, in ambiente bucolico rilassante\, in contrasto con l’apparente aridità delversante sud della Corna Blacca. Si raggiunge poi la strada sterrata che da Ono Degno porta alle malghe in zona Monte Tigaldine. Seguiremo questa direzione (442b) anziché la segnaletica che indica il faticoso ghiaione come percorso obbligato per la C.na Pian dei Canali. Dopo qualche curva\, infatti\, si diparte a dx (1031m) un sentiero\, rigorosamente assente dalla cartografia dei GPS (pfui!)\, che taglia\, a pendenza accettabile\, il bosco\, fino a intercettare ed attraversare il ghiaione che costituisce l’impluvio del complesso versante sud della Corna Blacca. Siamo ormai in prossimità della costruzione\, abbandonata e quasi diruta fino a pochi anni fa\, ma recuperata dagli Alpini e adibita a rifugio non custodito. Una perla immersa in un boschetto di faggi secolari\, con all’interno\, sorprendentemente\, acqua corrente\, convogliata da una sorgente: una rarità\, visto il carsismo di queste montagne. \nritorno: si segue il percorso di salita fino a oltrepassare i pascoli di Cogne. Giunti al punto in cui all’andata eravamo usciti dal bosco\, si prosegue dritti. La stradina diviene sentiero\, e alla fine\, in corrispondenza di un tratto piu assolato\, la vegetazione bassa si fa ingombrante. Ma si tratta di poche decine di metri: raggiunto un rudere e attraversato un impluvio\, si finisce sul sentiero che segue il torrente Degnone. All’ombra del bosco si sorpassano diverse pozze e cascatelle\, fino a ricongiurgersi al sentiero di andata\, in corrispondenza della briglia. Ancora uno sguardo alla cascata Acqua Bianca e arriviamo al guado e alle macchine. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nLa Val Sabbia viene percorsa dal turista di solito per raggiungere rinomate mete del Trentino\, la Val Rendena e Madonna di Campiglio\, Alle montagne e alle valli di questa zona si dedica uno sguardo per lo più distratto\, o peggio infastidito perché ostacolano il viaggio per le più prestigiose destinazioni. Qui però sopravvive una certa autenticità\, nonché il piacere della scoperta… a poco più di 100 km da Cremona.
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SUMMARY:XV rassegna montagna
DESCRIPTION:Torna la 15° Rassegna di Montagna del CAI Cremona!\n\n\nTre serate imperdibili dedicate all’avventura e all’esplorazione vi aspettano al Teatro Monteverdi.\n\n\nIl programma:\n 4 Novembre:  ETERNAL SOLO\n 11 Novembre:  THE DEVIL’S CLIMB\n 18 Novembre:  HOCHETI POCHETI (corto) +  ANDREA\n\n\nTre serate uniche per sognare ed emozionarsi.\n\n\nNon prendete impegni\, vi aspettiamo numerosi!
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SUMMARY:XV rassegna montagna - 4 novembre
DESCRIPTION:Martedì 4 Novembre\n ETERNAL SOLO\nUn film straordinario su esperienze di viaggio e arrampicata\, reduce dal successo dell’ultimo Trento Film Festival.\n\n\n Ospite speciale il protagonista del film\, Stefano Ragazzo\, che ci racconterà la sua avventura!
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SUMMARY:Cascate del Pessola (700m s.l.m.) - Pranzo fine attività CSE
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nParcheggiata la macchina lungo la strada\, si prosegue costeggiando la sponda destra del torrente Pessola fino ad un ponte che si attraversa\, proseguendo sulla strada asfaltata che va verso Castelcorniglio per 600 m\, da qui a sinistra si va verso Ca’ Schiappone. Dopo 200 m si attraversa il Rio Canova e dopo 1000 m si incrocia a destra un piccolo laghetto\, si prosegue sulla carrareccia sentiero CPI fino ad incrociare il sentiero che scenderà al torrente per vedere le cascatelle e le formazioni geologiche e poi si ritornerà per lo stesso percorso. \nNOTE DÌ CARATTERE AMBIENTALE CULTURALE STORICO \nParcheggio lungo la strada. Ad uguale distanza tra i corsi del Taro e del Ceno si trova la “Selvaggia” Val Pessola\, al centro di essa l’antico abitato “Castelcorniglio” (pochi edifici sparsi\, per lo più case rurali in pietra) notevolmente ricco di cultura\, storia e tradizioni e sede di un castello\, uno sperduto maniero “villa-castello” costruito nel 1220. Negli Statuti di Parma del XIII secolo\, viene citato come Corniliolum\, di proprietà del podestà di Mariano di Pellegrino\, costruito per difendere la val Ceno dalle ingerenze piacentine. A poca distanza dal castello scorre inoltre il torrente Pessola\, lungo le sue gole che hanno formato nel tempo stratificazioni di interesse geologico\, tanto da essere inserito come uno dei geositi di maggior rilievo dell’ Emilia Romagna.Qui si trovano delle splendide piccole cascate immerse nella natura selvaggia. Il torrente che nasce sul fianco verso l’est del monte Barigazzo scorre dall’ovest all’est per 15 kilometri\, e finisce nel Ceno nel luogo detto il Malzapello vicino a Varano de Melegari. \nMENU Pranzo fine attività CSE \nPrimi piatti: Tortelli di ricotta e spinaci al burro e salvia – Tagliatelle ai funghi porcini \nSecondi: Cinghiale con polenta – Roastbeef \nContorni: Verdure – Patate al forno \nDolci: Torte della casa \nAcqua\, Vino\, e Caffè \nPossibili varianti per vegetariani e celiaci\, all’interno del conto stabilito. Il menu è fisso a € 32\,00\, Ogni “integrazione” individuale va regolata personalmente e\, meglio\, subito\, senza interferire con la raccolta finale del saldo da parte del capogita e/o dei suoi collaboratori.
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SUMMARY:XV rassegna montagna - 11 novembre
DESCRIPTION:Martedì 11 novembre – ore 21:00 – “The Devil’s climb” \nLa scalata al Devil’s Thumb di Alex Hannold e Tommy Caldwell. Un docufilm di Renan Ozturk
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SUMMARY:XV rassegna montagna - 18 novembre
DESCRIPTION:“Andrea” L’avventura più emozionante di Nina Caprez in Marocco. Un film di Mazime Moulin \n“Hocheti pocheti” Il viaggio estremo tra le pareti della Val di Mello di Luca Schiera e Niccolò Bartoli. Un film di Andrea Pecora
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SUMMARY:Presentazione corso base di Scialpinismo SA1 2025-2026
DESCRIPTION:Incontro presso la Sede CAI di Crema in Via F.Donati\, 10
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SUMMARY:Presentazione corso base di Scialpinismo SA1 2025-2026
DESCRIPTION:Iincontro presso la sede CAI di Cremona\, via Palestro 32
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SUMMARY:Rinfresco con scambio auguri natalizi
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SUMMARY:Chiusura Sezione - festività Natale 2025
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SUMMARY:Genova Acquasanta - Pegli (max quota 605 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nIl pullman ci lascia alla stazione ferroviaria di Genova Acquasanta (224 m s.l.m.) sotto la quale ci sono le stazioni termali. Da qui parte il sentiero Frassati su strada asfaltata si va verso Colla Di Prà e inizia il sentiero 224 che è una strada sterrata verso le Lische Alte contrassegnato dal segnavia tre pallini rossi disposti a triangolo.. (Il termine Lisca deriva dalla presenza in zona di una caratteristica pianta erbacea che porta tale nome\, usata per lavori di intrecciatura\, tra cui i cestini e le corde). Saliamo verso il versante opposto con diversi tornanti in mezzo alla macchia mediterranea. Qui nel luglio 2023 è avvenuto un grosso incendio che ha distrutto tutta la macchia mediterranea\, la natura si è riappropriata del territorio. Si prosegue sul Sentiero SL verso Cian de Figge punto più alto e si prende il sentiero 251/C e inizia la discesa verso Pian delle Monache. Si prosegue con brevi scorci panoramici su Pegli e il Ponente Genovese. Si prosegue verso il Bric Cabania e successivamente supereremo l’autostrada e la Ferrovia fino a raggiungere una scalinata che ci porta alle prime case di Pegli. (attenzione gradini scivolosi nelle parti con muschio verde). Puntiamo verso la spiaggia dove faremo una sosta in attesa che l’autista dica dove è parcheggiato\, poi proseguiremo verso il pullman in funzione dell’orario. \nATTENZIONE se non si dovesse raggiungere il numero di 34 partecipanti alla gita si dovrà integrare l’ulteriore costo a persona\, costo che sarà in funzione del numero dei partecipanti. \nProssime Escursioni: \n** 07 febbraio (sabato) Castello della Pietra 560 m s.l.m. E \n** 14 febbraio (sabato) Ciaspolata EAI \n** 28 febbraio (sabato) Lazise 160 m s.l.m. E
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SUMMARY:Castello della Pietra (max quota 580 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciata l’auto nel parcheggio si attraversa il ponte sul Torrente Vobbia\, in destra idrografica\, una piccola stradina asfaltata sale ripida tra le case della frazione Torre di Vobbia. Appena oltre il nucleo abitato\, quando la stradina incomincia a scendere\, si imbocca una breve strada sterrata che si stacca a destra. Percorsi una ventina di metri\, a destra della sterrata ha inizio il “Sentiero dei Castellani”\, diretto al Castello della Pietra (pannello informativo del Parco dell’Antola). Si prosegue in un bosco di castagni e di carpini con la vista di fronte alle Rocche di Reopasso roccia sedimentaria costituita da un’infinità di ciottoli cementati tra di loro. La prima tappa è il Poggetto\, uno sperone di roccia con splendida vista sull’abitato di Vobbia; non stupisce che qui vi fosse una torre di avvistamento. Al termine della salita il sentiero spiana e prosegue a mezza costa. Si scavalcano quasi subito\, senza alcun problema\, due brevi tratti franati su altrettante passerelle\, quindi s’ignora un sentiero che si stacca a destra per il Monte Bricchetti e si continua diritti. Poco a poco si entra in un bosco più fitto\, e si supera il Rio Ronchetti su un ponticello di legno. Assecondando la complessa orografia del terreno\, si tagliano valloni e costoni: si scavalca un ulteriore piccolo rio sul solito ponticello\, quindi si entra nel profondo solco vallivo scavato dal Rio del Campo\, il cui imbocco costituisce un ottimo balcone panoramico sul Castello della Pietra. Ancora poco si va in discesa e si arriva al Castello della Pietra. \nIl Castello della Pietra \nLa storia di questa ardita costruzione\, posta a guardia della Val Vobbia\, pare sia decisamente lunga. C’è chi la colloca addirittura in data antecedente l’anno Mille\, sebbene le prime notizie più certe risalgono a documenti della metà del XIII secolo\, quando viene nominato il feudatario Opizzone della Pietra. Al pari di tante altre fortificazioni\, la sorte del Castello della Pietra fu segnata dal passaggio in Italia di Napoleone: con l’abolizione dei feudi imperiali anche il castello venne abbandonato e\, alcuni anni dopo\, dato alle fiamme. Dopo molteplici passaggi di mano\, i ruderi della struttura furono donati al Comune di Vobbia. La rinascita del castello incomincia con il restauro della cinta muraria esterna\, curato dalla Provincia di Genova\, che ha portato alla riapertura al pubblico dal 1994. \nLa visita al castello sarà con la guida \nProssime Escursioni: \n** 14 febbraio (sabato) Ciaspolata EAI \n** 28 febbraio (sabato) Lazise 160 m s.l.m. E \n** 07 marzo (sabato) Ciaspolata EAI
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SUMMARY:Ciaspolata - Passo dell’Asino (max quota 2175m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSalita: \nLasciate le auto nel parcheggio antistante il Bar Blumon Break si prende il sentiero che parte alla sua destra in direzione della strada che sale al Passo Crocedomini. Il percorso che si addentra subito nel bosco è segnalato\, nella prima parte\, con dei pali e ciaspole e consente di tagliare i tornanti che vengono attraversati in più punti. Sempre proseguendo in salita nella stessa direzione della strada (innevata e chiusa al traffico) si giunge attraverso il bosco all’ultimo tornante e quindi al Goletto di Gaver (1792 m 1\,10h). Seguendo la provinciale del passo Croce Domini\, costeggiando il Monte Colombina\, si procede prima in piano e poi in breve discesa fino alla malga Cadino della Banca (1796 m). Da qui si seguono le evidenti tracce e tenendosi prima a destra dell’ampio vallone sotto il monte Asino di Bazenina e poi al centro della valle si superano diversi cambi di pendenza mai troppo impegnativi. Avremo a quel punto guadagnando un panorama sempre più ampio sulla val Cadino\, i suoi dossi e le sue rade baite. L’ultimo breve tratto può essere spezzato con qualche zig- zag che ci consentirà di superare una pendenza appena più significativa e giungere al Passo dell’Asino (2175 m – 3h circa dalla partenza) posto tra il Monte Mattoni ed il Monte Cadino e si affaccia sulla Valfredda. Il passo dell’Asino è un ampio colle che mette in comunicazione la Val di Cadino con la Valle Bona che sale da Bazena nel comune di Breno. Da qui si può anche raggiungere il Monte Frerone più a nord. La vista spazia dal Cornone di Blumone\, alle Terre Fredde\, alla Corna Bianca\, al Monte Colombina ed al Monte Misa. \nDiscesa: \nSi ripercorre a ritroso il tragitto di salita (2h circa) \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nMalga Cadino Della Banca \nFa parte dell’alpeggio Camprass-Cadino della Banca\, di proprietà del comune di Breno e costituito dalle stazioni di Malga Camprass\, Malga Cadino della Banca\, Malga Casinetto della Banca e Malga Casinetto di Cima. Ha superficie di pertinenza di circa 680 ha\, di cui almeno 240 sono attualmente i pascoli propriamente detti tra cui spiccano i pascoli su matrice rocciosa calcarea\, dalla composizione floristica varia e assolutamente di pregio. Rappresenta quindi una delle realtà pascolive più produttive dell’intero Parco Adamello\, con sede principale delle attività di trasformazione presso Malga Cadino della Banca. \nFormaggi\, burro\, ricotte e Fiurit \nI formaggi vaccini sono i principali e più tradizionali prodotti realizzati nel Parco dell’Adamello. Piuttosto variegata è la gamma dei formaggi\, la maggior parte dei quali a latte crudo. Di assoluto rilievo la produzione realizzata in estate in malga\, con animali alimentati al pascolo per un prodotto aromatico e la cui origine è strettamente legata all’ambiente naturale. Il più importante formaggio tradizionale è prodotto a pasta semicotta con latte parzialmente scremato\, destinato ad una medio-lunga stagionatura: se prodotto seguendo il relativo disciplinare dà origine al “Silter Camuno-Sebino“\, per il quale è in corso l’attribuzione della Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.). Il suo nome deriva dal termine con il quale nel dialetto locale si indicava il fabbricato rurale adibito alla stagionatura del formaggio. Il Fiurit\, la prima più liquida ed apprezzata porzione della ricotta. \nProssime escursioni: \n  ** 28 febbraio: Lazise (E) \n  ** 7 marzo: Ciaspolata – meta da definire in base all’innevamento (EAI)
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SUMMARY:AG: Piana del Gaver - Escursione sulla neve
DESCRIPTION:PROGRAMMA DELLA GIORNATA \nIn occasione della nostra prossima uscita alla Piana del Gaver\, abbiamo organizzato per i ragazzi un’attività speciale dedicata alla sicurezza e all’autosoccorso in montagna. L’obiettivo non è solo godersi una giornata sulla neve\, ma trasmettere loro l’importanza della prevenzione e della responsabilità. La nostra giornata inizierà con una suggestiva escursione partendo dall’Albergo Blumon Break. Percorreremo la strada innevata fino a Malga Cadino: un percorso panoramico che ci permetterà di osservare l’ambiente montano invernale. Durante la giornata i ragazzi impareranno a conoscere e utilizzare il kit di emergenza professionale composto da: ARTVA – PALA – SONDA. Non mancheranno scherzi e giochi. \nVESTIARIO \nScarponcini idrorepellenti con suola in gomma \, Tuta o pantaloni da neve\, giacca a vento\, pile\, copricapo\, guanti\, ghette\, occhiali da sole\, crema solare. \nNELLO ZAINO \nBorraccia o bottiglietta di acqua. Pranzo al sacco\, borsina per i rifiuti. Eventuali medicinali personali\, tessera CAI. Scarpe di ricambio da lasciare in automobile. \nQUOTA \nDa versare all’atto dell’iscrizione: \n  **   4\,00€ Quota iscrizione SOCI \n  ** 17\,00€ Quota iscrizione non SOCI \n  ** 10\,00€  Rimborso veicolo
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SUMMARY:Lazise (max quota 160m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto al parcheggio\, si intraprende il seguente percorso: lungolago Marconi-viale Roma-via Toscanini-ciclovia“i Vigneti” fino alla svolta della strada a sx dopo l’incrocio con via Pastrengo.Quindi a dx su sentiero senza nome-via Pergole-via Verona-via Cioso-sentiero senza nome-via Molinei-ciclovia del Sole-via dello Sport-strada del Roccolo-località Fossalta-passaggio di accesso alla ciclovia Peschiera Lazise BNF. Da qui si percorre la ciclovia fino al parcheggio. Poiché il percorso è piuttosto tortuoso\, si consiglia ai partecipanti di non disperdersi\, seguendo scrupolosamente il Direttore di Escursione. A chi ne facesse richiesta invieremo la mappa mediante file GPX \nNOTE CULTURALI \nLazise\, comune sul Lago di Garda in Veneto\, è considerato il primo Comune libero d’Italia perché nel 983 d.C. l’imperatore Ottone II concesse alla comunità un’ampia autonomia civica e il diritto di fortificarsi\, molto prima che il movimento comunale si sviluppasse nel resto della penisola\, rendendolo un pioniere delle autonomie locali. Il nome Lazise deriva dal latino lacus che significa ”villaggio lacustre”\, come sembrano confermare documenti dell’Alto Medioevo che riportano il paese sotto il nome di Laceses. Importanti monumenti sono la Pieve romanica di S. Nicolò\, il Castello Scaligero\, le mura e l’antica Dogana Veneta. \nPROSSIME ESCURSIONI: \n  ** 7 Marzo: Ciaspolata – meta da definire in base all’innevamento – max 10 partecipanti (kit noleggiabile in sezione) – Direttore di escursione: Zavatti Marco \n  ** 18 Marzo: Ponte Tibetano 520 m s.l.m. – Torri del Benaco – Direttore di escursione: Deo Moreno
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SUMMARY:Ponte tibetano - Torri del Benaco (max quota 630m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO : \nSi parte da Pai di Sopra (m 123) seguendo il segnavia 38 e si sale in modo deciso per circa un’ora. Giunti ad un bivio si prende il sentiero 13 che porta alla località Le Tese a quota 527 metri. Si prosegue fino a giungere a San Zeno di Montagna a quota 594 metri. Si attraversa il paese verso la chiesa parocchiale dove\, poco prima di questa\, a destra\, si segue il segnavia 39 fino alla località Crero che si staglia a 135 metri di elevazione sopra il lago di Garda. Giunti alla chiesetta settecentesca di San Siro si segue il segnavia 41 fino al Ponte Tibetano\, attraversato il quale in poche decine di minuti si ritorna al parcheggio di Pai di Sopra. \nNOTE DI CARATTERE STORICO-AMBIENTALE: \nIl PONTE TIBETANO DI CRERO è una passerella larga poco più di 1 metro e si snoda per circa 34 metri di lunghezza. Ha un fondo in acciaio con griglie antiscivolo e adeguate protezioni su entrambi i lati. Si tratta quindi di un ponte tibetano stabile e che per sicurezza si può percorrere in un massimo di 15 persone per volta. Nell’attraversarlo presenta oscillazioni modeste. Attraversa un dirupo di circa 45 m \nIL BORGO DI CRERO E LA CHIESETTA DI SAN SIRO: \nIl borgo di Crero\, piccola frazione di Torri del Benaco (VR)\, è letteralmente un gioiello che ricorda i bei paesi acciottolati della Provenza. Vale la pena di visitare i suoi vicoli per scorgere casette di pietra finemente ristrutturate\, rustici in disuso abbracciati dall’edera\, terrazzi fioriti\, giardini nascosti\, scale antiche\, fienili e scorci che sembrano dipinti. La chiesetta di San Siro risale al 1713\, come si legge in carte dell’epoca e sullo stipite della porta. Il rustico campanile fu eretto nel 1880. La chiesetta e la contrada si animano il 9 dicembre\, festa appunto di San Siro. \nProssime Escursioni : \n  ** 28 marzo (sabato): Val Lauretta (App. Piacentino) – Escursionistica \n  ** 11 aprile (sabato): Balota del Coren 672m s.l.m. – Escursionistica \n  ** 22 aprile (mercoledì): Placche di Baone 460m s.l.m. – Escursionistica
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SUMMARY:I Giovedì del CAI - Caffè e solidarietà (Beppe Scolari)
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LOCATION:Sede CAI\, Via Palestro 32\, Cremona\, Italia
CATEGORIES:Gruppo Cultura
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SUMMARY:Ciaspolata Lago Branchino (1800m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPer ragioni di sicurezza il percorso evidenziato potrebbe subire variazioni. \nSalita: \nPoco oltre la località Babes\, dal parcheggio Alpe Corte (con pagamento di 5€ per l’intera giornata)\, si inizia a salire lungo la carrozzabile asfaltata nel primo tratto. Si incontra uno slargo e una sbarra da dove parte il sentiero 220 che seguiamo con le indicazioni per il Rifugio Alpe Corte. In costante salita su una strada agro-silvo-pastorale (ghiacciata in numerosi tratti) si giunge al Rifugio Alpe Corte (1410 m – circa 45 minuti dal parcheggio) superato il quale prendiamo il sentiero 218 e\, tenendo la sinistra al bivio\, attraversiamo il Torrente Acqualina. Si giunge ad un ulteriore bivio con la variante di sentiero che faremo in discesa e tenendo la destra proseguiamo sui tornanti del sentiero 218 sino a raggiungere il cartellone di benvenuto all’Alpe Nevel (o Neel). Al bivio sempre tenendo la destra si giunge prima alla Baita di Neel bassa (1559 m – in concessione all’associazione ARDES per uso escursionistico) e poi\, continuando a mantenere la destra al bivio successivo\, alla Baita del Neel di Mezzo (1613 m). Sopra vediamo la baita alta trasformata in piccolo Rifugio alpino nel 2008. Dopo un primo tratto in discreta salita affrontiamo con gli ultimi zig-zag l’ultimo tratto di ripida salita al Rifugio Branchino (1796 m) e quindi\, pochi metri sopra\, al Lago Branchino (1800 m). \nDiscesa: \nSi ripercorre a ritroso il tragitto di salita sino al bivio a quota 1450 m circa. Qui teniamo la destra su sentiero 218A che\, attraversando un piacevole boschetto\, si ricongiunge al sentiero 220. Da qui si scende al parcheggio facendo attenzione ai numerosi tratti ghiacciati della strada (2h circa dal Lago). \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nIl lago Branchino si trova nelle Prealpi Orobiche\, tra le valli Seriana e Brembana\, precisamente sul confine amministrativo tra i comuni di Ardesio e Oltre il Colle. Il lago rappresenta una rarità in quanto è collocato su un letto di rocce calcaree e si adagia in una conca naturale posta tra il Corno Branchino e la Corna Piana. Non avendo immissari\, si può comunque ritenere vivo in quanto è alimentato esclusivamente da sorgenti sotterranee e dallo scioglimento delle nevi. Il Rifugio Branchino è situato a 1796 mt a soli 2 minuti dall’omonimo lago. Il rifugio è sorto su ciò che restava del capanno per gli operai che lavorarono\, all’inizio del secolo\, alla “diga del Branchino”\, struttura di cui si vedono ancora\, salendo\, i plinti della teleferica per l’approvvigionamento del materiale. Dal rifugio si possono ammirare orizzonti infiniti\, la panoramica spazia dalla Valcanale in lontananza fino a distinguere alcune vette tra cui: la Presolana\, il Pradella\, la catena di calcare bianco simile alle Dolomiti con il Secco\, il Fop\, la cima Valmora\, il monte Arera e per finire la Corna Piana.
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SUMMARY:Pietra di Bismantova (RE)
DESCRIPTION:PROGRAMMA DELLA GIORNATA\nIl percorso che ci porterà a conoscere la Pietra di Bismantova è un sentiero ad anello di circa 5\,5 km\, accessibile\na tutti. Partiremo da Castelnovo nè Monti (RE) dal Piazzale Dante\, dove una scalinata c i condurrà all’Eremo\, una chiesa incastonata nella roccia\, con un belvedere che offre viste sulle cime del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano. Il sentiero\, ben segnalato dal CAI\, è semplice e con pendenza leggera. Dopo aver superato un tratto tra le rocce\, si raggiunge facilmente la sommità. Durante la giornata non mancheranno giochi e qualche attività didattica. \nIndosso:\nScarponcini con suola in gomma\, tuta o pantaloni comodi\, pile e copricapo\, giacca antivento. \nNello zaino:\nBorraccia o bottiglietta di acqua. Pranzo al sacco\, borsina per i rifiuti. Eventuali medicinali personali\, tessera CAI. Ricambio (scarpe comprese) da lasciare in macchina.
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SUMMARY:Assemblea Ordinaria dei Soci - 27 marzo 2026
DESCRIPTION:L’assemblea ordinaria dei soci è convocata: \n\nin prima convocazione per giovedì 26 marzo 2026 ore 7:00 presso la Sede di via Palestro\, 32 Cremona;\nin seconda convocazione (l’assemblea è regolarmente costituita qualsiasi sia il numero dei presenti) venerdì 27 marzo 2026\, ore 20:30 presso la sala Zanoni (via del Vecchio Passeggio\,1 Cremona).
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