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SUMMARY:Valle Madonna del Rio - Passo La Stacca 460 m slm
DESCRIPTION:La Madonna del Rio è un piccolo e nascosto Santuario a pochi chilometri da Salò. Una piccola gemma è anche la cascatella che si trova dietro la chiesa. La chiesina fu eretta nel XVIII dove la Vergine lasciò nella grotta scavata dalle acque del Rio l’impronta del suo piede su una pietra bianca.\nIn posizione panoramica\, il Santuario della Madonna del Buon Consiglio è situato a un valico speculare col Passo La Stacca\, entrambi con vista sul Garda.\nInsieme al Santuario di San Bartolomeo\, fuori dal nostro percorso\, le due chiesette fanno parte di un assai noto itinerario che parte da Salò: il Giro dei 3 Santuari\, anello che collega i Sentieri della Devozione.
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SUMMARY:Valle Albina (Selvino) 1000 m slm
DESCRIPTION:Firma iscrizione e ritiro autocertificazione COVID. L’organizzazione della gita NON si occupa della formazione degli equipaggi né delle “soste caffè” lungo il tragitto. Si raccomanda il rispetto della normativa anticovid. \nLa Valle Albina si sviluppa\, tortuosa e stretta\, da una frazione di Albino (Bondo Petello) all’inizio della Val Seriana\, fino alle soglie di Selvino.\nPeculiarità di questa poco conosciuta valletta è la presenza di numerose cavità\, anfratti e grotte distribuite lungo i suoi fianchi. Alcune di queste sono facilmente visitabili\, come\, la Grotta della Scabla e quella della Comar.\nLa Grotta Paradiso di Asegn\, ampia e ricca di concrezioni\, si trova in un luogo impervio\, tra alte pareti strapiombanti e placche verticali\, su terreno spesso umido e scivoloso\, ed inoltre dopo la pioggia un po’ esposto a caduta sassi. La Grotta della Scabla è quella con la storia più affascinante\, grazie ai numerosi reperti trovati\, tra cui interi scheletri umani\, elementi di artigianato (collane e “perle” di osso) e monete di epoca romana.\nLa Grotta Comar è un’affascinante galleria naturale\, con le curiose concrezioni tipiche del carsismo.
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SUMMARY:el Potesél (Puntsèl)
DESCRIPTION:Dal 2002 a Prabione si può visitare il Centro Visitatori del Parco Alto Garda Bresciano\, un museo moderno dove lungo le 10 sale si succedono immagini e suoni\, rievocazioni di epoche passate e ricostruzioni di ambienti\, collezioni naturalistiche e raccolte di vecchi attrezzi da lavoro\, con filmati e postazioni interattive\, incentrati sugli\naspetti socio-culturali\, storico-ambientali e antropologici del territorio. Storie di antichi tracciati e antichi mestieri: il\ngiardiniere da agrumi\, il cartaio\, il carbonaio\, la caseificazione… e il bandito!
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SUMMARY:Isola di Palmaria 400 m s.l.m.
DESCRIPTION:L’arcipelago della Palmaria con le isole del Tino e Tinetto è uno dei siti inseriti nel Patrimonio dell’umanità UNESCO. L’isola ha vissuto varie vicissitudini negli ultimi 140 anni (dal 1860 al 2000): nel 1860 è diventata una delle cave da cui estrarre il materiale per la costruzione dell’arsenale Militare di La Spezia\, è stata sottoposta a servitù militare (1862) con la costruzione di fortificazioni a difesa del Porto Militare\, è stata utilizzata come cava per l’estrazione del marmo portoro (fino al 1970)\, è stata dismessa dal demanio militare (nel 1977). In seguito oltre al degrado del territorio\, un incendio ha distrutto buona parte della vegetazione. Nel 1997 è entrata a far parte del Parco Naturale Regionale di Portovenere. L’isola è abitata stabilmente da un ridotto numero di abitanti che contribuiscono\, con la loro presenza\, a mantenerla viva proseguendo nelle tradizionali colture degli orti\, della vite e dell’ulivo. Interessanti le specie botaniche presenti sull’isola\, oltre agli arbusti tipici della macchia mediterranea (euforbia arborea\, ginestra\, ampelodesma)\, e sono poi presenti rarità per la Liguria come il cisto rosso (Cistus creticus L.s.l. ex-Cistus incanus)\, il Ginepro fenicio (Juniperus phoenicea) ed endemismi come il fiordaliso di Porto Venere (Centaurea veneris).
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SUMMARY:Vigolo Marchese 400 m s.l.m.
DESCRIPTION:Vigolo Marchese piccolo borgo del comune di Castell’Arquato è noto per essere tra i nuclei abitati più antichi del Piacentino ed è situato sulla sponda destra del torrente Chiavenna\, all’altezza in cui la Pianura Padana comincia a ondularsi di belle colline ricoperte di vigneti. Su questo sfondo sorge un complesso romanico di notevole rilevanza\, composto da una chiesa e un battistero che risalgono all’inizio dell’XI secolo.\nFondato da Oberto II\, nel 1008 o secondo una variante nel 1012. In origine il complesso era composto da un monastero benedettino dedicato a S. Giovanni Battista con annessa una chiesa e un “hospitale”\, ossia un ospizio per i pellegrini che percorrevano la via Francigena. Il castello-maniero\, “la Pusterla”\, si colloca appena fuori dal centro del Paese (sede anche di una azienda vinicola). Nella valle del Chiavenna si produce dell’ottimo Gotturnio\, Ortrugo\, Malvasia\, Monterosso.
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SUMMARY:Cima Vezzena 1908 m s.l.m.
DESCRIPTION:La zona di Vezzena è caratterizzata da ampie distese pascolive contraddistinte da ondulazioni dovute ai bombardamenti della prima guerra mondiale. Nel 1918 il Passo si trovava vicino al confine fra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico. Numerosi sono i manufatti rimasti che testimoniano la presenza di truppe militari nella zona durante la prima guerra mondiale: nei pressi del passo sorgono due fortezze austroungariche\, lo Spitz di Levico e il forte Verle. Il forte Vezzena (o Spitz di\nLevico) si trova a quota 1.908 m s.l.m. ed è collocato sulla cima del Pizzo di Levico (o Cima Vezzena) in Provincia di Trento. Il forte appartiene al grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano. Gli italiani cercarono più volte di conquistare questo forte\, tra il 1915 e 1916\, ma senza successo. La fortezza si rivelò inespugnabile.
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SUMMARY:Soave 330 m s.l.m.
DESCRIPTION:Soave\, sorge ai piedi dei Monti Lessini\, si presenta come un’amena cittadina medioevale\, dominata dal Castello e circondata interamente da mura merlate alla ghibellina\, ripartite tra 24 torri\, lambite dal fiume Tramigna. I primi insediamenti umani risalgono all’età della pietra. In epoca romana esisteva un importante “pagus” lungo la via Postumia. Il centro storico\, da fonti attendibili fu però fondato in epoca longobarda\, nel 500\, da una tribù di Svevi dai quali deriverebbe il nome “Suaves”\, “Suevi” divenuto poi “Soavi”e finalmente Soave.\nI primi documenti che nominano il Castello risalgono al secolo X; il maniero si presenta come un tipico manufatto militare Medioevale\, sorge sul Monte Tenda e domina la valle. Il fortilizio\, secondo un diploma rilasciato da Federico Barbarossa nel 1100\, appartenne ai Sambonifacio Conti di Verona. Nel 1237 fu posseduto dalla famiglia feudale dei Greppi che nel 1270 lo cedette al Comune di Verona. Si evidenzia la valenza storico-rurale del comprensorio produttivo del Soave al cui interno\, nella zona classica\, sono stati individuati 1700 ettari collinari\, microparcellizati\, coltivati secondo le tecniche della viticoltura eroica.\nRisale infatti al 1816 la prima mappa\, tratta dal catasto napoleonico\, che censisce i vigneti del Soave\, in base alla quale poi nel 1931\, con decreto regio\, è stata istituita la prima denominazione italiana.
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SUMMARY:Vigoleno 390 m s.l.m.
DESCRIPTION:Visita del borgo e del castello di Vigoleno: superato l’arco d’ingresso e il lungo rivellino\, si entra nella piazza con al centro la fontana cinquecentesca.\nAccanto si erge il Mastio\, poderosa torre che domina tutto il paesaggio circostante e attraverso il camminamento di ronda porta alla torre sud e alla parte residenziale del castello. All’interno\, il castello conserva il piano nobile e un grazioso teatrino da dodici posti. Di fronte\, si trova l’Oratorio della Madonna delle Grazie\, elegante edificio seicentesco\, costruito sui resti di un antico ospitale per i fedeli in viaggio lungo la strada romea. Andando verso est\, si raggiunge la Pieve di San Giorgio\, uno degli esempi più suggestivi del romanico padano.
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SUMMARY:Corna Blacca
DESCRIPTION:Salita: parcheggiate le automobili presso gli impianti sciistici del Passo del Maniva\, si percorre in direzione Est la strada che scende verso il Lago d’Idro (strada del Baremone); opera del Genio Militare nei primi anni del ‘900\, si snoda lungo le pendici meridionali del Dosso Alto. Ne percorreremo due chilometri circa quasi interamente pianeggianti. Arrivati al P.so del Dosso Alto si abbandona la carrabile per un comodo sentiero. In breve discesa si raggiunge la Capanna Tita Secchi al P.so delle Portole 1726m; piccolo rifugio\, sempre aperto ma non gestito\, di grande aiuto in caso di maltempo per la sosta pranzo. Fino al Passo di Paio il percorso non presenta particolari difficoltà\, mentre da qui fino alla cima della Corna Blacca è opportuno prestare un po’ più di attenzione per la presenza di sfasciumi\, roccette e versanti strapiombanti. Dalla cima panorama dal Garda all’Adamello Meridionale (Cornone di Blumone)\, dal Monte Baldo al Guglielmo\, fino alle Orobie Bergamasche. \nDiscesa: medesimo itinerario di andata\, ad eccezione di una iniziale breve variante in discesa dalla Corna Blacca.
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