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SUMMARY:Val Sedornia - Lago Spigorel (max quota 1830m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPartendo dal parcheggio di Tezzi Alti sopra Gandellino si imbocca la strada sterrata che sale\, seguendo le indicazione per il Lago di Vigna Vaga sentiero Flavio Tasca 309. Si sale attraversando un bosco di abeti con qualche tratto in piano e si raggiunge la località San Carlo presso una cappelletta dove c’è una fontanella. Si prosegue sulla Mulattiera e si arriva presso la località di Spiazzi D’acqua: una località attrezzata presso il torrente Sedornia. Qui\, arriva anche il sentiero che sale da Boario. Si guada il torrente Val Sedornia e si prosegue sul sentiero 309 sentiero delle Grazie. Si prosegue lungo l’ampia strada sulla sinistra idraulica del Torrente stesso fino ad arrivare ai pascoli della Stalla dei Prati di Vigna. Il percorso prosegue fino ad arrivare presso il Bivio col sentiero 314. Da qui\, si lascia la strada e si prosegue a destra su sentiero (sempre il 309) seguendo le indicazioni per il lago Spigorel. Il percorso è ancora nel bosco\, ma finalmente si apre\, una volta raggiunta la Baita Bassa di Vigna Vaga. Un ultimo piccolo tratto nel bosco e poi la vista si riapre una volta raggiunta la Baita di Mezzo di Vigna Vaga. Si prosegue seguendo sempre lo stesso sentiero che prosegue verso est con lo sfondo della massiccia e spoglia parete del Vigna Vaga. In breve tempo si arriva infine presso la piccola conca sede del bel Laghetto Spigorel . \nIl ritorno è lo stesso percorso di salita. \nProssime Escursioni: \n  ** 27 Giugno (sabato) – La Forra del Lupo 1600 m s.l.m. Sui Sentieri della grande guerra (E) \n  ** 11 luglio (sabato) – Sentiero dei 3 laghi 2294 m s.l.m. Nel gruppo Adamello Presanella Orientale poco noto (E) \n  ** 25 luglio (sabato) – Diga del Gleno e ex Rifugio Bissolati 1900 m s.l.m. nella valle del Gleno venne costruito e inaugurato nel 1922 un rifugio cremonese. Oggi solo i ruderi (E)
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SUMMARY:La Forra del Lupo (max quota 1650m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal parcheggio della Cogola imbocco il sentiero 137 che inizia subito a salire\, addentrandosi nel bosco. Proseguo in salita\, tenendo il sentiero per la palestra di roccia sulla destra\, godendomi di tanto in tanto le splendide vedute sulla valle del Taragnolo e sulle maestose cime del Pasubio. Continuando a salire\, raggiungo l’inizio della Forra del Lupo. Si tratta di una lunga trincea\, dell’esercito austroungarico\, con camminamenti e punti di osservazione\, costruiti tra le alte pareti di roccia a strapiombo sulla valle del Terragnolo. Dopo il tratto tra le alte rocce\, si continua in trincea immersi in una vegetazione dal verde quasi tropicale. Alla fine della Forra del Lupo\, raggiungo un ampio pianoro erboso\, da cui si intravede in lontananza sulla sinistra una strada in località Caserme. Giunto ad un altro prato\, prendo il sentiero in direzione Forte Dosso delle Somme e raggiungo i vasti prati che regalano viste splendide verso il Monte Stivo\, Vallarsa e Valle dell’Adige. Proseguo all’interno della “trincea” fino al bivio dove ci sono i cartelli per il forte ( a sinistra) o per la galleria del Fucilieri a destra lunga una decina di metri\, con viste a strapiombo. Da qui\, seguendo il sentiero che svolta a destra\, un ultimo strappo in salita mi conduce al forte (se non ve la sentite di fare questo tratto fuori dalla gallerie perchè “esposto”\, potete tornare indietro e proseguire sul sentiero di prima). Il forte Dosso delle Somme\, a suo tempo collegato con le trincee che abbiamo appena visitato\, disposto su tre piani\, era munito di due obici da 10 cm in cupola corazzata e di una torre osservatoio. La difesa ravvicinata era invece affidata a 18 postazioni di mitragliatrice. Questo è solo uno dei 7 forti austriaci che si trovano sugli altipiani di Folgaria\, Lavarone e Luserna\, territori compresi fino al 1918 nel Tirolo di lingua italiana e coinvolti nella Grande Guerra trovandosi sulla linea di confine con il Regno d’Italia. Da qui il panorama raggiunge le Dolomiti del Brenta ma anche i ghiacciai dell’Adamello\, le vette della Valsugana\, il Monte Maggio\, il Monte Baldo e il monte Pasubio dove c’è la Strada delle 52 Gallerie. Al forte prendo una stradina bianca sentiero 136 per il rifugio Baita Tonda e inizio la mia discesa verso Serrada. Proseguo dritto su comodo sentiero e poi entro nuovamente nel bosco seguendo la segnaletica per il centro di Serrada Giunto a questo bivio prendo il sentiero a sinistra in discesa arrivo al parcheggio dove ho lasciato la macchina. \nProssime Escursioni: \n  ** 11 luglio (sabato) – Sentiero dei 3 laghi 2294 m s.l.m. Nel gruppo Adamello Presanella Orientale poco noto E \n  ** 25 luglio (sabato) – Diga del Gleno e ex Rifugio Bissolati 1900 m s.l.m. nella valle del Gleno venne costruito e inaugurato nel 1922 un rifugio cremonese. Oggi solo i ruderi E \n  ** Dal 23 agosto (domenica) al 29 agosto (sabato) – Trekking Dolomiti del Trentino Alto Adige insieme al CAF Digne dallo Sciliar al Catinaccio\, attraverso l’Alpe di Siusi\, il Sassopiatto e il Sassolungo
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SUMMARY:Sentiero dei TRE LAGHI (quota max 2294 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nE’ un percorso ad anello ben segnalato\, a tratti con tracce che presenta una difficoltà media senza punti critici; è consigliabile comunque avere una buona resistenza viste le 5 ½ ore di cam- mino. L’escursione ha inizio a monte della malga Zeledria (1767m) da dove si raggiunge il sentiero 201 che si inoltra in un bosco di larici\, pini cembri e rododendri. In breve tempo si raggiunge un’ampia radura che si attraversa trascurando a destra la malga Vigo. Ora il sentiero affronta il maggior dislivello per raggiungere la malga e il lago delle Malghette (1880 m). Da qui l’itinerario prosegue sulla destra del lago seguendo il segnavia 201/267A\, Si continua prima sul 201 per poi abbandonarlo al primo bivio in direzione del lago Alto (2158 m) seguendo il segnavia 267A. Ora il sentiero diventa più faticoso\, lasciato il bosco si arriva alla conca del lago Alto incastonato sotto la cima Artuich. Il sentiero costeggia a sinistra il lago per raggiungere in breve un piccolo colle da dove si possono scorgere i Tre Laghi. Poco dopo si raggiunge il primo lago il Tre Laghi Medio (2271 m)\, a seguire con una breve salita il Tre Laghi Superiore (2283 m) e in disce- sa si raggiunge il Tre Laghi Inferiore (2256 m) il più profondo (n.b.: 16 m) e il più esteso\, Qui la sosta è obbligata per godersi il celebre profilo delle Dolomiti di Brenta\, patrimonio UNESCO dal 2009. Ora il sentiero riprende a salire brevemente sino a raggiungere un valico posto a 2294 m (n.b.: quota altimetrica massima); trascurando la segnaletica del sentiero 267A\, passo dopo passo si scende per tracce nel vallone di fronte a noi in direzione del lago Scuro (2160 m). Il sentiero costeggia il lato sinistro del lago\, che in un breve tratto potrebbe essere sommerso dall’acqua\, per poi scendere con qualche difficoltà per la presenza di grossi massi. Scendendo ancora il percorso raggiunge vasti boschi e un’estesa prateria paludosa ed in breve giunge al lago delle Malghette e all’omonimo rifugio. Dopo una doverosa sosta alla conclusione del percorso ad anello\, il rientro al parcheggio nei pressi della malga Zeledria avviene lungo il segnavia 201\, già percorso il mattino. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nI Tre Laghi sono maestosi specchi d’acqua alpini incastonati tra le rocce. Ci troviamo nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta\, in uno dei contesti più belli che offre una vista unica sul massiccio delle Dolomiti di Brenta. In questa area si snoda un percorso poco frequentato ma affascinante che permette di godere e vivere la vera montagna in tutti i suoi aspetti. Diversi laghi d’alta quota di natura glaciale e dalle acque limpidissime si alternano a pascoli verdeggianti. Alla suggestione del contesto naturale\, ricco di vegetazione alpina e fauna alpina\, contribuisce la presenza della Gentiana Punctata che\, in particolare\, nei prati scoscesi a monte del lago Alto ai piedi della cima Artuich ha trovato il suo abitat naturale. E’ una pianta erbacea perenne alta 20/60 cm\, le foglie sono ovali e opposte\, i fiori posti all’apice dei fusti sono di forma campanulata e colore giallo con fitta punteggiatura violacea o bruna. La Gentiana Punctata ha proprietà officinali e in passato era utilizzata come febbrifugo; viene utilizzata nella produzione di liquori\, amari e digestivi. CURIOSITA’: contiene composti organici naturali i glicosidi tra i più amari presenti in natura\, al punto che con questi composti si misura il livello di amarezza delle altre sostanze. La Gentiana punctata può essere confusa\, in assenza di fiori\, con il Veratrum album specie fortemente tossica che condivide lo stesso habitat. Da ricordare che questo settore orientale del Gruppo Adamello–Presanella è stato teatro di combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale e reperti bellici sono stati rinvenuti\, non solo nei ghiacciai\, ma anche nei laghi stessi. \nProssime Escursioni: \n  ** sabato 25 luglio: diga del Gleno ed ex rifugio L.Bissolati \n  ** da domenica 23 agosto a domenica 30 agosto: trekking Dolomiti del Trentino Alto Adige
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SUMMARY:Diga del Gleno e Rifugio Bissolati (max quota 1900m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nParcheggiata la macchina di fronte alla chiesa si prende il sentiero 411 che ci condurrà fino alla diga del Gleno. \nSintesi della Storiografia della diga del Gleno \nIl crollo della diga del Gleno\, il disastro “dimenticato”.1° dicembre 1923: il crollo della diga sul torrente Gleno riversò una fiumana d’acqua che travolse diversi paesi in Val di Scalve e in Val Camonica\, provocando 356 vittime. A 104 anni dal cosiddetto “altro Vajont” non sono ancora accertate colpe e responsabilità. Il crollo della diga del Gleno\, avvenuto il 1° dicembre 1923 nella Val di Scalve e nella Val Camonica\, tra Bergamo e Brescia\, è stato il primo disastro ingegneristico nelle Alpi. Un fenomeno ben differente dal più noto disastro del Vajont\, perché a differenza di quest’ultimo la diga crollò\, causando il riversamento di ingenti quantitativi di acqua e fango nei territori a valle\, e un disastro che ha segnato uno spartiacque di vita per chi invece è sopravvissuto. Il crollo\, immerso nell’orrore della tragedia\, manifesta ancora oggi opacità sulle cause e sulle dinamiche che lo hanno portato fino ai giorni nostri. Il processo dell’epoca e le indagini svolte successivamente non sono riusciti a identificare un’effettiva causa del crollo\, certamente da ricercare – come sempre – in una serie di concause. Le principali ipotesi vedono combinare: un errore di progettazione associato al collegamento strutturale muro-archi (zona debole\, certamente catalizzatore del crollo); la presenza di materiali scadenti da costruzione\, come cemento e calce non di ottima qualità; la mancanza di un efficace giunto idraulico tra la parte a gravità e quella ad arco della diga\, fonte di ulteriore indebolimento tra le due zone strutturali tipologiche. Arrivati alla diga si gira a sinistra costeggiando la destra del Lago del Gleno vedendo la rottura della diga. Successivamente si prende il sentiero 411 e in successione si arriva al Chiosco del Gleno\, poi a alla Baita bassa del Gleno ed infine alla Baita di Mezzo 3 punti di ristoro. Si prosegue sul 411 fino ad arrivare ai ruderi del Rifugio Bissolati. Il ritorno è sempre sul sentiero 411 fino al lago del Gleno\, costeggiando la parte sinistra si arriva alla diga del Gleno. Si riprende il sentiero 410 precedentemente fatto in salita che ci riporterà a Pianezza. \nPiccola sintesi della storia del Rifugio Bissolati \nGià al tempo della Grande Guerra si pensava ad un rifugio “Cremonese”\, tant’è che nel bilancio 1915 si rintraccia l’esistenza di un fondo “Pro Rifugio “ di L. 211\,15. Nel 1920 si parla concretamente di realizzare “un rifugio alpino nelle località più frequentate dai turisti cremonesi “ e si ricorda che nell’anno precedente l’attività alpinistica aveva toccato\, fra l’altro il Gleno\, l’Adamello\, la Presolana\, il Venerocolo\, i laghi Gemelli e la Vetta d’Italia. Finalmente all’assemblea del 15/4/1921 si approva la proposta del Presidente avv. Dario Ferrari di costruire in memoria dell’ On. Leonida Bissolati\, da poco scomparso\, un rifugio nella vallata del Gleno\, a 1900 m da finanziarsi con una sottoscrizione cittadina.La Capanna Bissolati viene inaugurata nel settembre del 1922 ma purtroppo nella primavera del 1925 una valanga la distrugge completamente e non si trovano i fondi per un rifugio in una zona più sicura anche se l’idea c’era. \nProssime Escursioni: \n   ** 12 settembre (sabato): monte Altissimo 2073 m s.l.m. La cima più alta del Monte Baldo che guarda il Lago di Garda (E) \n   ** Dal 26 settembre (sabato) al 30 settembre (mercoledì): Levanto 600 m s.l.m. Camminare sul Giurassico tra fronde e scaglie di mare (EE) \n   ** 10 ottobre (sabato): Monte Albano 615 m s.l.m. – BVia ferrata esposta e adrenalinica nata con l’arrampicata sportiva (EEA)
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SUMMARY:DOLOMITI CENTRALI
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEI PERCORSI \n1° GIORNO: \nLasciate le autovetture nel parcheggio libero dell’impianto funiviario di Siusi allo Sciliar\, con l’impianto stesso si raggiunge la stazione di arrivo (Compaccio m.1844). Individuato il sentiero 10\, lo si segue fino alla malga Prossliner Schwaige (m 1739). Si continua sul medesimo segnavia fino ad un bivio dove si seguirà la via di destra. Dopo qualche centinaio di metri un sentiero a sinistra ci porterà sul segnavia 1 (sentiero dei Turisti) che seguito a destra conduce al rifugio Bolzano ( m 2450) dove è previsto il primo pernottamento. \n2° GIORNO: \nDal rifugio Bolzano si segue a ritroso\, per un breve tratto il “Sentiero dei Turisti”e al primo bivio si segue a destra il segnavia nr.4 fino al Passo Alpe di Tires e all’omonimo rifugio (m 2440). I sentieri 4 ancora\, 594 \, 8 e infine 7 ci condurranno al rifugio Molignon ( m 2054) dove è previsto il 2° e 3° pernottamento. \n3° GIORNO: \nDal rifugio Molignon lungo il segnavia 7 fino nei pressi della baita Edlweiss. Continuando sul medesimo segnavia fino ad incrociare e seguire a destra il 6 e dopo qualche centinaia di metri prendere a sinistra il 30/B. Questo ci porterà\, più o meno a quota 1900\, sul sentiero 30 denominato “Hans u. Paula Steger-Weg” che prosegue a destra e arriva ad un bivio dove a sinistra\, percorso il segnavia 12\, raggiunge un secondo bivio. Qui a destra parte il sentiero 8 che andrà seguito fino ad incrociare l’indicazione 8/A che riporta al rifugio Molignon dove si pernotterà per la seconda volta\, terza complessiva. \n4° GIORNO: \nDal rifugio Molignon si segue\, in salita e verso sud\, il sentiero nr.7 che in pratica porta al rifugio Zallinger. Da qui inizialmente si prende il segnavia 531 che dopo qualche centinaio di metri a sinistra\, diventa 531/A. Quest’ultimo porta ad un bivio dove sempre a sinistra inizia e si segue il sentiero 527 (denominato Alta via dei Ladini). Si segue questo fino a giungere ad un secondo bivio dove a destra inizia il segnavia 525 che passando nei pressi del rifugio Vicenza\, porta al rifugio Toni Demetz dove è previsto il pernottamento. \n5° GIORNO: \nDal rifugio Toni Demetz in circa un’ora si scende lungo il segnavia 525 al passo Sella a quota 2180 circa. Qui individuata l’indicazione segnavia 557\, la si segue fino al rifugio Friedrich August prima\, poi il rifugio Pertini e al bivio dove a sinistra si scenderà alla malga Sasso Piatto. Dalla malga\, in discesa lungo il sentiero 533 che conduce in Val Duron nei pressi del rifugio Micheluzzi. Si segue la valle a destra lungo il segnavia 532 fino ad incrociare e prendere a sinistra il segnavia 578 prima e il 580 dopo. Quest’ultima indicazione porta al rifugio Antermoia dove è previsto il pernottamento. \n6° GIORNO: \nDal rifugio Antermoia lungo il segnavia 584 fino al passo Principe (m2600). Da qui\, inizialmente il discesa \, il segnavia 554 fino al passo del Molignon (m 2598) e quindi con brevi tratti attrezzati senza particolari difficoltà\, al rifugio Alpe di Tires (m2440) dove è previsto l’ultimo pernottamento. \n7° GIORNO: \nAlle spalle del rifugio il sentiero 2 porterà ad incrociare e seguire a sinistra il 13/A. Questo raggiunge il segnavia 13 che verrà seguito a destra fino alla malga “Laurinhutte”nei pressi di una seggiovia (m 2005). Da qui si prosegue lungo il sentiero 5/A fino ad incrociare e seguire a sinistra il segnavia 10 che porta alla malga “Prossliner Schwaige”a quota 1739. Nei pressi di questa struttura parte il segnavia 1/A che ci porterà fino ad un bivio dove a destra\, prima il segnavia 1\, poi a sinistra il nr.3 giunge nei pressi del parcheggio delle nostre autovetture. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE \nL’Alpe di Siusi è la zona più nota del Comune di Castelrotto\, costituita da una terrazza prativa che si estende per 5000 ettari a una quota di circa 2000 metri. Offre magnifiche fioriture che scandiscono l’avvicendarsi delle stagioni. Si tratta di uno degli altopiani più vasti e panoramici d’Italia\, ai piedi delle rocce dolomitiche dello Sciliar\, del Sassolungo\, del Catinaccio e degli strani Denti di Terrarossa. Le baite di legno che la mano dell’uomo ha costruito contribuiscono a creare quell’ambiente armonico che è difficile trovare altrove. \nEQUIPAGGIAMENTO: \nAmbiente dolomitico di fine agosto: scarponi\, giacca a vento\, berretto\, guanti\, borraccia\, antipioggia\, bastoncini\, ciabatte\, sacco lenzuolo e TESSERA CAI.
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SUMMARY:Monte Altissimo (max quota max 2073m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPartenza dal parcheggio del rifugio Graziani Bocca di Creer\, si imbocca sulla destra una stradina sterrata segnavia 650 fino ad incrociare il sentiero dei Cirmoli o Pino cembro dove si lascia il sentiero 650 sulla destra. (Il sentiero è in onore di Augusto Girardelli\, l’uomo che alla fine degli anni settanta mise a dimora 500 Cirmoli per rimboschire la montagna e prevenire le valanghe) Si prosegue fino ad incrociare il sentiero 622 che prendiamo sulla sinistra e ci porterà fino al rifugio Damiano Chiesa dedicato a un combattente della grande guerra. Il rifugio Damiano Chiesa domina dall’ alto del Monte Altissimo (a 2060 metri di quota\, nello splendido Parco Naturale del Baldo) tutta la parte settentrionale del lago di Garda\, con una vista mozzafiato a 360 gradi sulle cime circostanti: dalle Dolomiti alla Pianura Padana\, fino agli Appennini e al Garda. Il Monte Baldo fu dapprima zona fortificata austriaca\, poi fronte italiano; così fu per il monte Altissimo\, occupato dai militari italiani ancor nel primo giorno di guerra (24 maggio1915). Ci sono ancora i resti delle trincee in fianco alla chiesetta. Fatte le foto di rito si prosegue per il segnavia 633\, ex strada militare della Grande Guerra si arriva alla Busa Brodeghera punto panoramico. Si prosegue sul segnavia 633 che ci porterà alla Bocca del Creer. \nProssime Escursioni: \n  ** Dal 26 settembre (sabato) al 30 settembre (mercoledì): Levanto – EE \n  ** 10 ottobre (sabato): Monte Albano 615 m s.l.m. Via Ferrata EEA \n  ** Dal 15 ottobre (giovedi) al 17 ottobre (sabato): da Fornovo a Pontremoli 3 tappe della via Francigena – E
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