BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//CAI Cremona - ECPv6.15.17.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:CAI Cremona
X-ORIGINAL-URL:https://www.caicremona.it
X-WR-CALDESC:Eventi per CAI Cremona
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20250101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260725
DTEND;VALUE=DATE:20260726
DTSTAMP:20260410T021117
CREATED:20260313T180532Z
LAST-MODIFIED:20260313T181032Z
UID:4085-1784937600-1785023999@www.caicremona.it
SUMMARY:Diga del Gleno e Rifugio Bissolati (max quota 1900m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nParcheggiata la macchina di fronte alla chiesa si prende il sentiero 411 che ci condurrà fino alla diga del Gleno. \nSintesi della Storiografia della diga del Gleno \nIl crollo della diga del Gleno\, il disastro “dimenticato”.1° dicembre 1923: il crollo della diga sul torrente Gleno riversò una fiumana d’acqua che travolse diversi paesi in Val di Scalve e in Val Camonica\, provocando 356 vittime. A 104 anni dal cosiddetto “altro Vajont” non sono ancora accertate colpe e responsabilità. Il crollo della diga del Gleno\, avvenuto il 1° dicembre 1923 nella Val di Scalve e nella Val Camonica\, tra Bergamo e Brescia\, è stato il primo disastro ingegneristico nelle Alpi. Un fenomeno ben differente dal più noto disastro del Vajont\, perché a differenza di quest’ultimo la diga crollò\, causando il riversamento di ingenti quantitativi di acqua e fango nei territori a valle\, e un disastro che ha segnato uno spartiacque di vita per chi invece è sopravvissuto. Il crollo\, immerso nell’orrore della tragedia\, manifesta ancora oggi opacità sulle cause e sulle dinamiche che lo hanno portato fino ai giorni nostri. Il processo dell’epoca e le indagini svolte successivamente non sono riusciti a identificare un’effettiva causa del crollo\, certamente da ricercare – come sempre – in una serie di concause. Le principali ipotesi vedono combinare: un errore di progettazione associato al collegamento strutturale muro-archi (zona debole\, certamente catalizzatore del crollo); la presenza di materiali scadenti da costruzione\, come cemento e calce non di ottima qualità; la mancanza di un efficace giunto idraulico tra la parte a gravità e quella ad arco della diga\, fonte di ulteriore indebolimento tra le due zone strutturali tipologiche. Arrivati alla diga si gira a sinistra costeggiando la destra del Lago del Gleno vedendo la rottura della diga. Successivamente si prende il sentiero 411 e in successione si arriva al Chiosco del Gleno\, poi a alla Baita bassa del Gleno ed infine alla Baita di Mezzo 3 punti di ristoro. Si prosegue sul 411 fino ad arrivare ai ruderi del Rifugio Bissolati. Il ritorno è sempre sul sentiero 411 fino al lago del Gleno\, costeggiando la parte sinistra si arriva alla diga del Gleno. Si riprende il sentiero 410 precedentemente fatto in salita che ci riporterà a Pianezza. \nPiccola sintesi della storia del Rifugio Bissolati \nGià al tempo della Grande Guerra si pensava ad un rifugio “Cremonese”\, tant’è che nel bilancio 1915 si rintraccia l’esistenza di un fondo “Pro Rifugio “ di L. 211\,15. Nel 1920 si parla concretamente di realizzare “un rifugio alpino nelle località più frequentate dai turisti cremonesi “ e si ricorda che nell’anno precedente l’attività alpinistica aveva toccato\, fra l’altro il Gleno\, l’Adamello\, la Presolana\, il Venerocolo\, i laghi Gemelli e la Vetta d’Italia. Finalmente all’assemblea del 15/4/1921 si approva la proposta del Presidente avv. Dario Ferrari di costruire in memoria dell’ On. Leonida Bissolati\, da poco scomparso\, un rifugio nella vallata del Gleno\, a 1900 m da finanziarsi con una sottoscrizione cittadina.La Capanna Bissolati viene inaugurata nel settembre del 1922 ma purtroppo nella primavera del 1925 una valanga la distrugge completamente e non si trovano i fondi per un rifugio in una zona più sicura anche se l’idea c’era. \nProssime Escursioni: \n   ** 12 settembre (sabato): monte Altissimo 2073 m s.l.m. La cima più alta del Monte Baldo che guarda il Lago di Garda (E) \n   ** Dal 26 settembre (sabato) al 30 settembre (mercoledì): Levanto 600 m s.l.m. Camminare sul Giurassico tra fronde e scaglie di mare (EE) \n   ** 10 ottobre (sabato): Monte Albano 615 m s.l.m. – BVia ferrata esposta e adrenalinica nata con l’arrampicata sportiva (EEA)
URL:https://www.caicremona.it/attivita/diga-del-gleno-e-rifugio-bissolati-max-quota-1900m-s-l-m/
CATEGORIES:Commissione Sezionale Escursionismo
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.caicremona.it/wp-content/uploads/2026/03/20260725-Bg_DigaGleno.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260823
DTEND;VALUE=DATE:20260830
DTSTAMP:20260410T021117
CREATED:20260305T191849Z
LAST-MODIFIED:20260305T191849Z
UID:4057-1787443200-1788047999@www.caicremona.it
SUMMARY:DOLOMITI CENTRALI
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEI PERCORSI \n1° GIORNO: \nLasciate le autovetture nel parcheggio libero dell’impianto funiviario di Siusi allo Sciliar\, con l’impianto stesso si raggiunge la stazione di arrivo (Compaccio m.1844). Individuato il sentiero 10\, lo si segue fino alla malga Prossliner Schwaige (m 1739). Si continua sul medesimo segnavia fino ad un bivio dove si seguirà la via di destra. Dopo qualche centinaio di metri un sentiero a sinistra ci porterà sul segnavia 1 (sentiero dei Turisti) che seguito a destra conduce al rifugio Bolzano ( m 2450) dove è previsto il primo pernottamento. \n2° GIORNO: \nDal rifugio Bolzano si segue a ritroso\, per un breve tratto il “Sentiero dei Turisti”e al primo bivio si segue a destra il segnavia nr.4 fino al Passo Alpe di Tires e all’omonimo rifugio (m 2440). I sentieri 4 ancora\, 594 \, 8 e infine 7 ci condurranno al rifugio Molignon ( m 2054) dove è previsto il 2° e 3° pernottamento. \n3° GIORNO: \nDal rifugio Molignon lungo il segnavia 7 fino nei pressi della baita Edlweiss. Continuando sul medesimo segnavia fino ad incrociare e seguire a destra il 6 e dopo qualche centinaia di metri prendere a sinistra il 30/B. Questo ci porterà\, più o meno a quota 1900\, sul sentiero 30 denominato “Hans u. Paula Steger-Weg” che prosegue a destra e arriva ad un bivio dove a sinistra\, percorso il segnavia 12\, raggiunge un secondo bivio. Qui a destra parte il sentiero 8 che andrà seguito fino ad incrociare l’indicazione 8/A che riporta al rifugio Molignon dove si pernotterà per la seconda volta\, terza complessiva. \n4° GIORNO: \nDal rifugio Molignon si segue\, in salita e verso sud\, il sentiero nr.7 che in pratica porta al rifugio Zallinger. Da qui inizialmente si prende il segnavia 531 che dopo qualche centinaio di metri a sinistra\, diventa 531/A. Quest’ultimo porta ad un bivio dove sempre a sinistra inizia e si segue il sentiero 527 (denominato Alta via dei Ladini). Si segue questo fino a giungere ad un secondo bivio dove a destra inizia il segnavia 525 che passando nei pressi del rifugio Vicenza\, porta al rifugio Toni Demetz dove è previsto il pernottamento. \n5° GIORNO: \nDal rifugio Toni Demetz in circa un’ora si scende lungo il segnavia 525 al passo Sella a quota 2180 circa. Qui individuata l’indicazione segnavia 557\, la si segue fino al rifugio Friedrich August prima\, poi il rifugio Pertini e al bivio dove a sinistra si scenderà alla malga Sasso Piatto. Dalla malga\, in discesa lungo il sentiero 533 che conduce in Val Duron nei pressi del rifugio Micheluzzi. Si segue la valle a destra lungo il segnavia 532 fino ad incrociare e prendere a sinistra il segnavia 578 prima e il 580 dopo. Quest’ultima indicazione porta al rifugio Antermoia dove è previsto il pernottamento. \n6° GIORNO: \nDal rifugio Antermoia lungo il segnavia 584 fino al passo Principe (m2600). Da qui\, inizialmente il discesa \, il segnavia 554 fino al passo del Molignon (m 2598) e quindi con brevi tratti attrezzati senza particolari difficoltà\, al rifugio Alpe di Tires (m2440) dove è previsto l’ultimo pernottamento. \n7° GIORNO: \nAlle spalle del rifugio il sentiero 2 porterà ad incrociare e seguire a sinistra il 13/A. Questo raggiunge il segnavia 13 che verrà seguito a destra fino alla malga “Laurinhutte”nei pressi di una seggiovia (m 2005). Da qui si prosegue lungo il sentiero 5/A fino ad incrociare e seguire a sinistra il segnavia 10 che porta alla malga “Prossliner Schwaige”a quota 1739. Nei pressi di questa struttura parte il segnavia 1/A che ci porterà fino ad un bivio dove a destra\, prima il segnavia 1\, poi a sinistra il nr.3 giunge nei pressi del parcheggio delle nostre autovetture. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE \nL’Alpe di Siusi è la zona più nota del Comune di Castelrotto\, costituita da una terrazza prativa che si estende per 5000 ettari a una quota di circa 2000 metri. Offre magnifiche fioriture che scandiscono l’avvicendarsi delle stagioni. Si tratta di uno degli altopiani più vasti e panoramici d’Italia\, ai piedi delle rocce dolomitiche dello Sciliar\, del Sassolungo\, del Catinaccio e degli strani Denti di Terrarossa. Le baite di legno che la mano dell’uomo ha costruito contribuiscono a creare quell’ambiente armonico che è difficile trovare altrove. \nEQUIPAGGIAMENTO: \nAmbiente dolomitico di fine agosto: scarponi\, giacca a vento\, berretto\, guanti\, borraccia\, antipioggia\, bastoncini\, ciabatte\, sacco lenzuolo e TESSERA CAI.
URL:https://www.caicremona.it/attivita/dolomiti-centrali/
CATEGORIES:Commissione Sezionale Escursionismo
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.caicremona.it/wp-content/uploads/2026/03/20260823-Bz_caiCr_TrekDolomitiCentrali_AlpeDiSiusi.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261010
DTEND;VALUE=DATE:20261011
DTSTAMP:20260410T021117
CREATED:20260320T193036Z
LAST-MODIFIED:20260320T193036Z
UID:4121-1791590400-1791676799@www.caicremona.it
SUMMARY:Monte Altissimo (max quota max 2073m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPartenza dal parcheggio del rifugio Graziani Bocca di Creer\, si imbocca sulla destra una stradina sterrata segnavia 650 fino ad incrociare il sentiero dei Cirmoli o Pino cembro dove si lascia il sentiero 650 sulla destra. (Il sentiero è in onore di Augusto Girardelli\, l’uomo che alla fine degli anni settanta mise a dimora 500 Cirmoli per rimboschire la montagna e prevenire le valanghe) Si prosegue fino ad incrociare il sentiero 622 che prendiamo sulla sinistra e ci porterà fino al rifugio Damiano Chiesa dedicato a un combattente della grande guerra. Il rifugio Damiano Chiesa domina dall’ alto del Monte Altissimo (a 2060 metri di quota\, nello splendido Parco Naturale del Baldo) tutta la parte settentrionale del lago di Garda\, con una vista mozzafiato a 360 gradi sulle cime circostanti: dalle Dolomiti alla Pianura Padana\, fino agli Appennini e al Garda. Il Monte Baldo fu dapprima zona fortificata austriaca\, poi fronte italiano; così fu per il monte Altissimo\, occupato dai militari italiani ancor nel primo giorno di guerra (24 maggio1915). Ci sono ancora i resti delle trincee in fianco alla chiesetta. Fatte le foto di rito si prosegue per il segnavia 633\, ex strada militare della Grande Guerra si arriva alla Busa Brodeghera punto panoramico. Si prosegue sul segnavia 633 che ci porterà alla Bocca del Creer. \nProssime Escursioni: \n  ** Dal 26 settembre (sabato) al 30 settembre (mercoledì): Levanto – EE \n  ** 10 ottobre (sabato): Monte Albano 615 m s.l.m. Via Ferrata EEA \n  ** Dal 15 ottobre (giovedi) al 17 ottobre (sabato): da Fornovo a Pontremoli 3 tappe della via Francigena – E
URL:https://www.caicremona.it/attivita/monte-altissimo-max-quota-max-2073m-s-l-m/
CATEGORIES:Commissione Sezionale Escursionismo
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.caicremona.it/wp-content/uploads/2026/03/20261010_MteAltissimo.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR