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SUMMARY:Monte Ciarello 716 m slm - Pranzo Sociale
DESCRIPTION:Dopo l’escursione ecco il duro compito che ci attende…\nPrimi (portate su vassoi)\n– tortelli di ricotta e spinaci al burro e salvia\n– tortelloni di zucca al gorgonzola\n– tagliatelle ai porcini\nSecondi (a scelta individuale)\n– stracotto di manzo con polenta\n– salsiccia in umido con sugo ai funghi\n– roastbeef\nContorni\n– patate arrosto\n– insalata mista\nDolci (a scelta individuale)\n– crostata artigianale\n– semifreddo artigianale\nAcqua\, vino\, caffè \nPossibili varianti per vegetariani e celiaci\, all’interno del conto stabilito. \nIl menu è fisso a € 30\, ogni “integrazione” individuale va regolata personalmente e\, meglio\, subito\, senza interferire con la raccolta finale del saldo da parte del capogita e/o dei suoi collaboratori.
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SUMMARY:Framura Levanto - max quota 210m s.l.m.
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDa dove ci lascia il pulman a Costa di Framura si prosegue sulla strada fino a prendere una scalinata che ci porta sulla SP4\, e ad incrociare un sentiero (a destra conduce alla spiaggia rocciosa di Punta dei Marmi) proseguendo in salita sui gradoni delle rocce\, con viste che si alternano tra calette e insenature\, in mezzo ai pini marittimi. Si arriva quindi nella frescura della boscosa Valle di Lame\, con il torrentello omonimo che forma piccole cascate\, si attraversa un ponticello\, si prosegue in salita e in modo abbastanza ripido attraverso un lecceto\, dopo poco si intravede in alto il paese di Montarett. Si arriva alla località di Salice\, si prosegue e alla curva si prende il sentierino sulla destra\, si arriva sul Rio Brino e all’incrocio di sentieri e sterrate con vista sulle prime case di Bonassola\, Continuando si arriva alla Sella di Carpaneggio. Si prosegue quindi sulla salita a sinistra\, si arriva a un incrocio\, si prosegue dritti\, poi si passa in discesa vicino ai resti di una costruzione che risale alla seconda guerra mondiale\, si prosegue dritti e si arriva al promontorio del Salto della Lepre\, con piazzole per i cannoni e ruderi di antichi bunker. Qui la vista spazia da Punta Manara al Promontorio di Portofino\, al blu cobalto del mare ed alle rocce a strapiombo (fare molta attenzione in quanto non c’è nessun tipo di protezione). Si torna ora indietro al bivio e si prosegue a destra in discesa\, per arrivare al bivio alla nostra destra per via Roma\, dopo alcuni tornanti\, si arriva sulla strada asfaltata\, e alla nostra destra si può arrivare fino al punto panoramico della cappelletta della Madonna della Punta. Ora per strada asfaltata si raggiunge Bonassola in un grande golfo risultato di un’antica piana alluvionale; subito dopo il campetto da calcio\, dove inizia anche la ciclopedonale. Qui il gruppo si può dividere: chi fa più dislivello segue la traccia nera e imbocca la scalinata di via Maxinara per poi seguire il sentiero che sale sul promontorio della Guardia\, raggiungendo la frazione di Poggio\,per via Scernio fino alla omonima frazione per poi seguire via Valle Santa e ridiscendere a Levanto. In alternativa arrivati a Bonassola il gruppo che segue la traccia blu che ha minor dislivello può seguire la ciclopedonale che percorre le gallerie dismesse della vecchia ferrovia\, che ogni tanto ha delle aperture all’esterno offrendo bellissimi scorci sulla costa e si arriva a collegarsi alla traccia nera a Levanto. Seguendola si arriva dietro al parcheggio della stazione ferroviaria punto dove dovrebbe esserci il pulman\, si sarà più precisi durante l’escursione. \nProssime Escursioni: \n08 febbraio (sabato) Ciaspolata m s.l.m. EAI \n12 febbraio (mercoledi ) Celleri 385 m s.l.m. E \n22 febbraio (sabato) Costermano 310 m s.l.m. E
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SUMMARY:Celleri - max quota 385m s.l.m.
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPartenza dalla chiesa di S.Agnese frazione di Rezzano si gira a sinistra sulla strada asfaltata per circa 3 km\, all’incrocio a destra si va a Sariano e a sinistra si va a Tavasca\, noi proseguiamo diritto per una carrareccia che ci porterà in mezzo a castagneti\, fino qui il percorso è tutto in leggera salita. Si prosegue fino ad incrociare la strada asfaltata che arriva da Tavasca punto più alto del percorso . Si va sinistra in discesa verso una bellissima casa in pietra dove appena dopo\,a destra\,si prende una carrareccia e si mantiene la destra che ci porta all’Eremo di San Espedito che solitamente è chiuso. Non si conosce l’anno esatto di costruzione della chiesa. Sono invece documentati i lavori di completa ristrutturazione sia della chiesa sia dell’attigua casa canonica commissionati da don Francesco Gorrara tra il 1874 e il 1896\, attestati anche da una lapide conservata sul fronte della chiesa. La lapide fu voluta da don Carlo Comolli\, successore di don Gorrara. Nel 1922 all’antica intitolazione a San Giovanni Battista fu aggiunta quella a San Espedito per desiderio dello stesso parroco don Comolli che espose una statua raffigurante il santo. La facciata principale della chiesa\, in stile neogotico\, è tripartita e racchiusa tra quattro lesene aggettanti\, disegnate a finta pietra\, con capitelli sommitali. Da qui il percorso riprende a salire verso sinistra fino all’incrocio della strada asfaltata che arriva da Rezzano. Punto panoramico dove si possono vedere tutte le Alp\,i dipende dalla giornata. Si prosegue attraversando vigneti di gotturnio e ortrugo\, si prende una carrareccia a sinistra che ci porterà al punto di partenza attorniati da vigneti e sperando nel panorama delle Alpi \nNOTE DÌ CARATTERE AMBIENTALE CULTURALE STORICO \nLa chiesa di sant’Agnese vergine e martire è del 1707.Una lapide collocata in controfaccia\, attesta che l’edificio attuale risale al 1707. Fu edificata da don Carlo Berni sulle fondamenta di una precedente chiesa trecentesca. Internamente gli affreschi sono opera del pittore Renato Feci\, mentre l’altare è di Paolo Perotti. Poco distante da Celleri\, sulla riva destra del Vezzeno\, si visita Torre Confalonieri\, appartenuto all’omonima famiglia un avo partecipò alla prima Crociata nel 1096. Nel 1520\, in una delle torri del castello\, fu allestito un oratorio dedicato a San Corrado. Una residenza di campagna fu costruita a ridosso dell’antico fortilizio nel 1875. Nel castello di Celleri – secondo altri nella Torre Confalonieri – sarebbe nato Corrado Confalonieri nel 1284 (o nel 1290): il nobile fu dichiarato Santo nella prima metà del Cinquecento. Ecco in breve la sua storia: durante una battuta di caccia\, Corrado fece incendiare il sottobosco dai suoi servi per stanare una preda\, causando danni ingenti ai campi e alle cascine della località oggi nota come Case Bruciate. Un innocente fu accusato al posto suo e\, quindi\, condannato a morte. Poco prima dell’esecuzione\, Corrado confessò e\, dopo aver venduto i beni suoi e della ricca moglie\, pagò i danni. Si unì poi al Terzo Ordine Regolare di San Francesco\, mentre la moglie entrò in un convento della Figlie di Santa Chiara. In seguito al naufragio della sua nave per la Terra Santa\, fu eremita in una valle nei pressi di Noto (Siracusa)\, di cui è Santo Patrono. Morì nel 1351. \nALL’ATTENZIONE DEI PARTECIPANTI : IL PRANZO SARA’ NELLA TRATTORIA A VIUSTINO\, TRATTORIA PAGANUZZI \nProssime Escursioni: \n22 febbraio (sabato) Costermano 300 m s.l.m. Lago di Garda E \n01 sabato (sabato) Ciaspolata m s.l.m. EAI \n15 marzo (sabato ) Placche di Baone m s.l.m. E
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SUMMARY:Malga Ritort - 1747m s.l.m. [SPOSTATA AL 15/2 - META DA CONFERMARE IN BASE ALL’INNEVAMENTO]
DESCRIPTION:LA  ESCURSIONE  E’  RINVIATA  A  SABATO  15  FEBBRAIO. \nLA  META  POTRA’  CAMBIARE  IN  BASE  ALLE  CONDIZIONI  DI  INNEVAMENTO. \nDESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSalita \nLasciato Sant’Antonio di Mavignola\, dopo il quarto tornante\, si parcheggia l’auto in prossimità del Ristorante al Fratè (località Paluac). Imbocchiamo un breve tratto di strada che ci conduce sul percorso SAT di lunga percorrenza (sentiero San Vili n° 300) che unisce in 5-6 tappe Trento a Madonna di Campiglio. Il sentiero sfocia in via Castelletto Inferiore\, percorso un tratto della quale\, svoltiamo a sinistra per attraversare la SS239 in prossimità della stazione di risalita Colarin (1 ora circa a seconda dell’innevamento). Procediamo quindi per intercettare l’itinerario n° 2 che sale alla Malga Ritort. Superato il ripido pendio iniziale\, sfruttando gli ampi tornanti del sentiero (questa è la parte più faticosa dell’itinerario)\, si arriva ad una zona pianeggiante a 1660m. L’itinerario si snoda in un bosco di elevato pregio naturalistico\, dove prevalgono abeti e larici ad alto fusto alternati a fitti cespugli di pino mugo e al pascolo in prossimità della malga. Da questo punto le pendenze diminuiscono e si inizia a percorrere verso sud-ovest una serie di falsipiani che portano all’ampia radura sottostante la malga. Procedendo diritti\, rimontando successivamente una strada forestale che offre accessibili pendenze\, in breve si giunge alla meta Malga Ritòrt\, 1.747m (ca 1\,30 h da Campiglio a seconda delle condizioni di innevamento). L’attiguo Rifugio Malga Ritorto è aperto\, ma spesso affollato\, per chi intendesse rifocillarsi con piatti tipici locali. \nDiscesa \nRitorniamo sui nostri passi sino al primo bivio e tenendo la destra imbocchiamo il percorso battuto (itinerario n° 15) scendendo\, in modo graduale\, prima al pascolo di Milegna e poi a Casa Capot. Proseguiamo sulla forestale che passa vicino ai Masi del Paluac ed esce sulla SS239. La percorriamo in direzione Sant’Antonio di Mavignola per circa un centinaio di metri raggiungendo il parcheggio. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nIl balcone naturale della Malga Ritort è un eccezionale punto panoramico sulle Dolomiti di Brenta. Tempo permettendo la vista spazia sulla Val Rendena a sud\, sui gruppi montuosi delle Dolomiti di Brenta a est e dell’Adamello a ovest. Il Sentiero San Vili venne ideato dalla SAT nel 1987 e inaugurato nel 1988. È formato da tre sentieri\, il 627\, il 613 e il 300: il primo va da Trento a Ranzo\, il secondo da Ranzo a Deggia\, il terzo prosegue contornando le propaggini meridionali del Gruppo di Brenta per poi risalire la Rendena fino a Madonna di Campiglio. Qui è dove la SAT fu fondata nel 1872. \nEQUIPAGGIAMENTO \n* Alta Montagna invernale\, ghette\, occhiali da sole \nATTREZZATURA \n* Ciaspole\, ARTVA\, pala\, sonda. Consigliati bastoncini con rondelle per neve\, ramponcini in caso di scarsa neve. \n  \nProssime escursioni: \n\n12 febbraio: Celleri Appennino Piacentino (E)\n22 febbraio: Costermano – Lago di Garda (E)
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SUMMARY:Costermano (max quota 310m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPartenza dal parcheggio verso il cimitero militare tedesco di Costermano. Si prosegue su una ciclabile e poi su una strada sterrata che costeggia dei vigneti e si arriva all’eremo di san Giorgio dei Camandolesi che è visitabile . Si prosegue nel bosco per la rocca di Garda allestita al tempo dei Longobardi punto panoramico sul Lago di Garda. Si scende fino alle prime case di Garda su strade asfaltate\, sterrate\, vigneti e uliveti e si ritorna al punto di partenza. \nNOTE DÌ CARATTERE CULTURALE E STORICO \nIl cimitero militare tedesco di Costermano si trova in una zona collinare sulla riva orientale del lago di Garda nel comune di Costermano. È stato costruito tra il 1956 ed il 1967\, su progetto dell’architetto di Monaco Robert Tischler\, anno nel quale venne aperto a maggio al pubblico. È gestito dall’associazione umanitaria tedesca Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e.V. su incarico del Governo federale\, che si occupa del rilevamento delle tombe dei caduti germanici all’estero\, al loro mantenimento e cura. Ha suscitato polemiche la presenza nel cimitero di 43 ufficiali delle SS e di circa cinquecento fra sottufficiali e militi della stessa formazione\, alcuni dei quali responsabili di gravissimi crimini contro l’umanità. Fra di essi il tristemente celebre Cristian Wirth. Per tale motivo\, nel 2006 il console tedesco a Milano\, Axel Hartmann\, ha dichiarato che il cimitero vuole essere «un luogo di coscienza e ricordo\, ma anche di ammonimento”. Sono raccolte le salme di 22.028 caduti tedeschi e non solo\, della seconda guerra mondiale tratte dai cimiteri di guerra e da altri luoghi di sepoltura dell’Italia settentrionale. Tra i soldati qui inumati vi è Franz Gall generale di divisione della Wehrmacht. \nProssime Escursioni: \n\n01 sabato (sabato): Ciaspolata – EAI\n15 marzo (sabato): Placche di Baone 460m s.l.m. – E\n26 marzo (mercoledi): Monte Gallo 1144m s.l.m. – E
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SUMMARY:Passo dell’Asino - 2175m s.l.m.
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSalita: \nLasciate le auto nel parcheggio antistante il Bar Blumon Break si prende il sentiero che parte alla sua destra in direzione della strada che sale al Passo Crocedomini. Il percorso che si addentra subito nel bosco è segnalato\, nella prima parte\, con dei pali e ciaspole e consente di tagliare i tornanti che vengono attraversati in più punti. Sempre proseguendo in salita nella stessa direzione della strada (innevata e chiusa al traffico) si giunge attraverso il bosco all’ultimo tornante e quindi al Goletto di Gaver (1792 m 1\,10h). Seguendo la provinciale del passo Croce Domini\, costeggiando il Monte Colombina\, si procede prima in piano e poi in breve discesa fino alla malga Cadino della Banca (1796 m). Da qui si seguono le evidenti tracce e tenendosi prima a destra dell’ampio vallone sotto il monte Asino di Bazenina e poi al centro della valle si superano diversi cambi di pendenza mai troppo impegnativi. Avremo a quel punto guadagnando un panorama sempre più ampio sulla val Cadino\, i suoi dossi e le sue rade baite. L’ultimo breve tratto può essere spezzato con qualche zig- zag che ci consentirà di superare una pendenza appena più significativa e giungere al Passo dell’Asino (2175 m – 3h circa dalla partenza) posto tra il Monte Mattoni ed il Monte Cadino e si affaccia sulla Valfredda. Il passo dell’Asino è un ampio colle che mette in comunicazione la Val di Cadino con la Valle Bona che sale da Bazena nel comune di Breno. Da qui si può anche raggiungere il Monte Frerone più a nord. La vista spazia dal Cornone di Blumone\, alle Terre Fredde\, alla Corna Bianca\, al Monte Colombina ed al Monte Misa. \nDiscesa: \nSi ripercorre a ritroso il tragitto di salita (2h circa). \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nMALGA CADINO DELLA BANCA \nFa parte dell’alpeggio Camprass-Cadino della Banca\, di proprietà del comune di Breno e costituito dalle stazioni di Malga Camprass\, Malga Cadino della Banca\, Malga Casinetto della Banca e Malga Casinetto di Cima. Ha superficie di pertinenza di circa 680 ha\, di cui almeno 240 sono attualmente i pascoli propriamente detti tra cui spiccano i pascoli su matrice rocciosa calcarea\, dalla composizione floristica varia e assolutamente di pregio. Rappresenta quindi una delle realtà pascolive più produttive dell’intero Parco Adamello\, con sede principale delle attività di trasformazione presso Malga Cadino della Banca. \nFORMAGGI\, BURRO\, RICOTTE E FIURIT \nI formaggi vaccini sono i principali e più tradizionali prodotti realizzati nel Parco dell’Adamello. Piuttosto variegata è la gamma dei formaggi\, la maggior parte dei quali a latte crudo. Di assoluto rilievo la produzione realizzata in estate in malga\, con animali alimentati al pascolo per un prodotto aromatico e la cui origine è strettamente legata all’ambiente naturale. Il più importante formaggio tradizionale è prodotto a pasta semicotta con latte parzialmente scremato\, destinato ad una medio-lunga stagionatura: se prodotto seguendo il relativo disciplinare dà origine al “Silter Camuno-Sebino“\, per il quale è in corso l’attribuzione della Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.). Il suo nome deriva dal termine con il quale nel dialetto locale si indicava il fabbricato rurale adibito alla stagionatura del formaggio. Il Fiurit\, la prima più liquida ed apprezzata porzione della ricotta. \nEQUIPAGGIAMENTO \n* Alta Montagna invernale\, ghette\, occhiali da sole \nATTREZZATURA \n* Ciaspole\, ARTVA\, pala\, sonda. Consigliati bastoncini con rondelle per neve\, ramponcini in caso di scarsa neve. \nPROSSIME ESCURSIONI: \n** 15 marzo: Placche di Baone (E) \n** 26 marzo: Monte Gallo – Prealpi Bresciane (E)
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SUMMARY:Placche di Baone (Quota max 460 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSi parte dal parcheggio al calvario e si passa per le cave di Fontanelle su sentieri che attraversano oliveti. Si prosegue per la strada sterrata che è anche una ciclabile che ci porta a Laghel di sopra. Si prosegue fino a raggiungere la Bocchetta di Padaro . Da qui si punta verso il monte Baone\, punto più alto del percorso. Si gira verso destra raggiungendo un punto panoramico e proseguendo si raggiunge l’anello ciclabile Garda Sarche. La vista si apre sull’intera conca del Garda Trentino. Raggiunta località Sorgenti di Moline si rientra ad Arco attraversando l’olivaia di Romarzolo\, passando ai piedi della falesia di arrampicata delle Placche di Baone. La ciclabile la seguiremo fino al parcheggio tra ulivi e vigneti. \nProssime Escursioni: \n\n 26 marzo (mercoledi) : Monte 1144 m s.l.m. – Prealpi Bresciane – E\n 02 aprile (mercoledi) : Monte Castello di Gaino – 866 m s.l.m. – Lago di Garda – E\n 12 aprile (sabato) : Santuario della Corona 765 m s.l.m. – Valle dell’Adige – E
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SUMMARY:Monte Gallo (1144m slm)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nAndata: da via Roma svoltare a dx in via Passo del Giogo (cartello Chiesetta Monte Besume); la stradina cementata sale verso nord in salita\, e diviene sterrata al passo di cui sopra\, dove si prende a dx in piano. Presto si stacca in costa un sentiero (cartello tricolore); la traccia guadagna la cresta (Coste di Arveaco) evitando la deviazione per un roccolo e prosegue con pendenza abbastanza dolce fino al Passo Gioiello 1029 m. Siamo alle falde del monte Besum 1115 m ma noi proseguiamo in traverso sul suo versante nord\, passando sotto al Monte Cul 1050m. Prima di scendere al Passo del Cul è possibile ammirare l’elevazione del Monte Gallo\, dove saliremo con sentiero abbastanza erto. Al Passo (973m : su alcune cartine è posizionato a 1000m in modo sbagliato) i cartelli illustrano provenienza e destinazione di diverse tracce che qui si incrociano. Ora incontriamo la vera salita dell’escursione\, ma il dislivello è tutto sommato modesto. Raggiungiamo il “Vecchio Ricovero” ora ristrutturato ma non accessibile\, poi il boschetto di faggi che occupa la cima. Proseguendo qualche decina di metri l’anticima nord offre un aperto panorama sulle cime delle Prealpi Bresciane: a est la mole del Golem\, poi via via il Muffetto\, le cime dell’alta Val Trompia nascoste dalla Corna Blacca\, dietro il Dosso Alto\, invece piu vicino la Corna di Savallo\, e ancora le Piccole Dolomiti Bresciane fino alla fossa del Lago d’Idro con\, a est\, il Caplone. Lo Zingla 1497m è vicino e si presenta quasi imponente; insieme al dirimpettaio Spino 1504m lascia un varco (Valle Prato della Noce) alla vista del Monte Baldo. In secondo piano visibili le cime dell’Adamello meridionale\, l’inconfondibile Cornone di Blumone e il Re di Castello. Piu vicino\, in basso\, si apre il tormentato altopiano di Treviso Bresciano\, separato dalla Val Degagna dalla cresta che parte dalla cima Ones\, tocca la Gavarina 970 e culmina appunto col Monte Gallo da cui ci godiamo questo splendido panorama. \nRitorno: scendendo al Passo del Cul (con vista su uno spicchio del Garda) prendiamo la traccia (un tratturo) in traverso\, direzione sud. Nel bosco aggiriamo il Monte Besum e il Monte Folmone fino a sbucare nel suggestivo altipiano prativo di Case Paullo 900m. Poi la stradina diviene purtroppo cementata\, ma il percorso rimane piacevole a mezzacosta e raggiunge le case di Sereno di Sopra prima di scendere ad Arveaco. \nNOTE DI CARATTERE \, AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nQuesti monti\, come buona parte della Val Sabbia\, furono percorsi dai Partigiani durante la Resistenza. Oltre alla segnaletica tricolore\, anche la chiesetta sulla cima del Monte Besum ricorda i nostri patrioti\, tanto per stabilire\, di questi tempi\, da che parte è lecita la retorica. In profondità\, all’altezza circa del Passo del Cul\, passa la galleria idraulica che dal Lago d’Idro alimenta la centrale idroelettrica di Vobarno. \n 
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SUMMARY:Monte Castello (max quota 866m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciata l’auto nel parcheggio di via Andrea del Sarto ci si incammina verso il centro di Gaino fino a raggiungere via Camerate poi a destra per via Castello e a sinistra si prende la stradina che s’inoltra nella valle delle Camerate\, CAI 221. Qui si prende la strada in salita e superata una serie di abitazioni si prende un bivio con a sinistra le indicazioni della palestra di roccia per chi volesse arrampicare\, mentre procedendo avanti si segue il sentiero in falsopiano che corrisponde alla via normale per la cima sempre CAI 221. Superato un canalone detritico si raggiunge la parete rocciosa che verrà costeggiata fino ad un bivio dove a sinistra si sale per la vetta su un esile sentiero nel bosco mentre a destra prosegue il sentiero che scende a Navazzo ma che prenderemo solo dopo per il ritorno dal Monte Castello. La parte finale del sentiero è attrezzata con cavi d’acciaio utili come corrimano (NON necessario kit da ferrata)\, in circa 10 minuti dal bivio si arriva facilmente sulla cima. Per il ritorno si prosegue su CAI 221 che scende verso Navazzo. Si prosegue nel bosco fino a raggiunge Villa Lena di Navazzo. Si prende a destra CAI 241che ci porterà a Fornico. Qui ci fermeremo per il pranzo in trattoria\, poi ripartiremo per CAI 219B fino al santuario della Madonna di Supina. Dopo la visita prenderemo CAI 203 che ci porterà a Gaino incrociando CAI 219 che lasceremo girando a sinistra x via Andrea del Sarto che ci porterà al parcheggio. \nALL’ATTENZIONE DEI PARTECIPANTI : Il pranzo sarà nella Trattoria FORNICO\, a Fornico in Via del Sole. \nProssime Escursioni: \n\n12 aprile (sabato): Santuario della Corona 765 m s.l.m. – Val d’Adige – E\n23 aprile (mercoledi): Monte Barigazzo 1260 m s.l.m. – E\nDal 06 maggio al 14 maggio: Trekking della Sicilia – T/E
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SUMMARY:Santuario della Corona (775m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal centro del paese di Brentino seguiamo le indicazioni per il Santuario; dopo pochi minuti\, ai piedi di un grande albero\, troviamo un segnavia con l’indicazione per sentiero dei pellegrini\, Madonna della Corona\, Spiazzi (n73). Il percorso inizia con una scalinata\, quindi si restringe diventando un sentiero vero e proprio. Più avanti il sentiero costeggia un tratto di roccia attrezzato con un cordino (nulla di difficile né di pericoloso)\, per poi sfociare in una ripida scalinata che conduce prima al ponte del Tiglio poi finalmente al Santuario dove si gode di una splendida vista. \nNOTE CULTURALI \nLe origini della costruzione del santuario della Madonna della Corona risalgono ad una leggenda locale. La vicenda racconta del miracoloso ritrovamento di una statua raffigurante la Pietà sull’orlo dell’anfratto roccioso\, la quale però sarebbe stata originariamente custodita nell’isola di Rodi. Si narra che per sfuggire all’invasione dei turchi di Solimano II[2] ed ai saccheggiamenti dei tesori dell’isola\, la statua sia stata trasferita grazie ad un intervento angelico sul Monte Baldo\, trovando così riparo dai soprusi La leggenda racconta di un gruppo di locali che vide una luce accendersi e sentì un coro angelico provenire dalla parete rocciosa. Poiché il luogo era difficile da raggiungere si calarono con delle corde per poter assistere alla spettacolare presenza della misteriosa statua. Si decise quindi di erigere una cappella nel punto esatto del ritrovamento\, nella quale posizionare la scultura in questione. La cappella però\, a causa della sua posizione sull’orlo di uno strapiombo\, era molto difficile da raggiungere e si decise così di costruire un sentiero\, con il famoso “Ponte del Tiglio” e scavare dei gradini nella roccia\, per facilitare il pellegrinaggio. Più verosimilmente il gruppo scultoreo fu donato al luogo di culto da Lodovico Castelbarco\, nobile roveretano\, nel 1432. \nProssime escursioni: \n\n 23 Aprile: (mercoledì)Monte Barigazzo 1260 m s.l.m. Appennino Parmense – E\n Dal 06 Maggio al 14 Maggio:Trekking della Sicilia – T/E – Iscrizioni dal 7 al 16 Gennaio (max 26 partecipanti)\n 24 Maggio: (sabato): Monte Osero Appennino Piacentino – E
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SUMMARY:Anello Monte Barigazzo (1284m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto sulla provinciale\, si prende il sentiero per la Sella delle Creste quindi\, dopo aver scollinato si segue la traccia 803 fino al bivio per Pianelleto. Si prosegue sulla traccia 803D fino a Quota 914 Rio Borrella dove si continua per il sentiero 803A fino alla Sella del Costone Sud. Da qui\, seguendo la traccia 811C\, dopo aver superato un breve tratto esposto\, si prosegue fino alla cima del Monte Barigazzo. Per tornare si segue il sentiero MTB Monte Barigazzo Tosca – Giallo ed evitando le due tracce 809 e 809A che portano sulle creste si giunge nuovamente alla Sella delle Creste da dove con un breve tratto in discesa si raggiungono le auto. \nNOTE CULTURALI \nCittà d’Umbria: nel 1861 l’archeologo americano Alessandro Wolf intraprese una campagna di scavi accanto a un piccolo specchio d’acqua\, ribattezzato Lago di Città\, su un altopiano del monte Cravedosso\, nei pressi della piccola frazione di Tosca; per 3 mesi\, grazie ad alcuni finanziamenti privati\, i lavori proseguirono\, consentendo di portare alla luce i resti di una torre angolare e dell’adiacente cinta muraria dell’antica città. Negli anni seguenti gli studiosi cercarono di datare il sito archeologico\, ma nessuno fu in grado di stabilire con certezza l’epoca delle rovine e la civiltà che le edificò; furono proposte molte ipotesi\, tra cui quella del paletnologo Luigi Pigorini\, incline a una datazione alto-medievale\, rigettata dalla maggioranza degli storici; furono considerate più verosimili le attribuzioni agli Umbri e ai Liguri. La storia si è spesso confusa con la leggenda. Già nei documenti antichi la città è avvolta in un’atmosfera favolosa\, custode di grandi tesori. La città d’Umbrìa era già un mito quando Wolf arrivò nell’Ottocento. La sua figura dovette destare una forte impressione tra i valligiani\, tanto da entrare nel folklore. Si racconta dello straniero venuto da lontano\, alla ricerca del tesoro con una bacchetta magica\, con la quale riesce ad aprire le montagne e trova dei nani\, custodi di grotte piene di monete d’oro\, argento e rame. Poi lo straniero se ne va\, senza portare via nulla\, ma il valligiano che lo aveva accompagnato gli chiede di lasciargli la bacchetta\, per recuperare il tesoro. Purtroppo farà una brutta fine\, perché un drago gli sbarrerà la strada. \nProssime escursioni: \n\n Dal 06 Maggio al 14Maggio: Trekking della Sicilia – T/E; Iscrizioni dal 7 al 16 Gennaio (max 26 partecipanti)\n 24 Maggio (sabato): Monte Osero Appennino Piacentino – E
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SUMMARY:Altopiano dei monti Iblei - Trekking 9gg
DESCRIPTION:PROGRAMMA GENERALE \n** Martedí 6 Mggio 2025 \nTrasferimento in pullman da Cremona all’aeroporto di Linate e volo aereo per Catania. \nTrasferimento dall’aeroporto di Catania a Scicli e visita del centro storico. \nTrasferimento a Modica per cena e pernottamento. \n** Mercoledí 7 Maggio 2025 \nTrasferimento a Ragusa per escursione ad anello: Ragusa Ibla / fiume S.Leonardo / cava Misericordia / Ragusa Ibla. \nVisita di Ragusa Ibla e rientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Giovedí 8 Maggio 2025 \nTrasferimento a Cava d’Ispica per escursione lungo il canyon\, ricco di insediamenti di varie epoche: Masebbi / Pernamazzone / Castello Sicano / necropoli di Calicantone / rifugio Scirocco / mulino di Cavallo d’Ispica. \nRientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Venerdí 9 Maggio 2025 \nTrasferimento a Cava d’Aliga per escursione: Cava d’Aliga / Costa di Carro / Sampieri. \nTrasferimento al castello di Donnafugata per la visita. Rientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Sabato 10 Maggio 2025 \nTrasferimento in località Carrubella per escursione ad anello: Cavagrande del Cassibile / Carrubella / centrale Enel / il laghetto Uruvu Tunnu / Carrubella. \nTrasferimento a Noto per la visita e successivo trasferimento a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Domenica 11 Maggio 2025 \nTrasferimento a località Eloro per escursione nella Riserva di Vendicari (possibilitá di bagno in mare). \nTrasferimento a Marzamemi per visita. Rientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Lunedí 12 Maggio 2025 \nTrasferimento a Sortino per escursione nella Riserva Naturale di Pantalica (necropoli). \nRientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Martedí 13 Maggio 2025 \nTrasferimento a Siracusa per visita della cittá. Rientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Mercoledí 14 Maggio 2025 \nTrasferimento all’aeroporto di Catania per il volo di rientro a Linate e successivo ritorno in pullman a Cremona. \nNOTE DI CARATTERE STORICO\, AMBIENTALE E CULTURALE \nL’altopiano degli Iblei\, di natura calcarea\, essendo di origine carsica è caratterizzato da un fitto reticolo idro-geologico. L’azione erosiva dell’acqua ha creato ampie gole profonde (cave) che incidono il territorio\, per lo più perpendicolarmente alle coste. Interessante fra questi canyon è la Cavagrande del Cassibile lunga 10 km e profonda 250 m\, giá abitata in epoca paleolitica. L’Anapo invece bagna la Riserva naturale di Pantalica\, dove molteplici tombe scavate nella roccia carsica sono sotto tutela naturalistica. La presenza di ruscelli e fiumi (il Cassibile\, l’Anapo\, il Tellaro…) che attraversano i pendii ha determinato all’interno delle “cave” la crescita di una rigogliosa vegetazione: querce\, platani\, canne\, nonché oleandri\, mandorli\, fichi e carrubi. \nIl territorio ibleo conserva tracce di storia millenaria ed è ricco di testimonianze archeologiche risalenti all’età preistorica (Cava d’Ispica\, Pantalica\, il quartiere rupestre di Chiafura a Scicli) e alla Sicilia greca (i teatri di Siracusa e di Palazzolo Acreide). \nNella splendida cornice paesaggistica spiccano anche il Barocco di Modica\, Noto\, Ragusa e di Palazzolo Acreide\, il tardo Barocco di Scicli\, il borgo settecentesco di Marzamemi sorto intorno all’antica Tonnara e alle case secentesche dei pescatori. \nDISLIVELLI e DURATA (soste comprese) \n** 07 Maggio: 370m in salita\, 370m in discesa; 6 ore; 12km \n** 08 Maggio: 150m in salita\, 200m in discesa; 6 ore; 8km \n** 09 Maggio: 130m in salita\, 70m in discesa; 4 ore; 9km \n** 10 Maggio: 350m in salita\, 350m in discesa; 6 ore; 8km \n** 11 Maggio: 100m in salita\, 100m in discesa; 6 ore; 10km \n** 12 Maggio: 400m in salita\, 400m in discesa; 6 ore; 12km \n>>> Immagine su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International (autore Davide Mauro – Codas) – Titolo: Panorama di Pantalica <<< \nProssime Escursioni: \n24 maggio (sabato) Monte Osero 1300 m s.l.m. – Appennino Piacentino E \n07 giugno (sabato) Monte Campioncino 2070 m s.l.m. – Dolomiti Scalvine (Schilpario) E \n21 giugno (sabato) Pietra Quadra 2356 m s.l.m. Alpi Orobiche E
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SUMMARY:Monte Osero (quota 1301 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSi parte dalla chiesa di Calenzano si gira a DX e si ritorna sulla strada da dove siamo arrivati tra la Fontana e la Chiesa fino ad incrociare una sterrata si svolta a DX\, come segnalato dal bollo biancorosso indicante il sentiero n°181\, che occorrerà seguire lungo tutto l’itinerario. Si prende a sinistra una sterrata si sale e la si mantiene fino sul crinale dove si incrocia il sentiero 001\, si resta sul crinale fino in cima. Sulla sommità c’è un albero su cui è posta una piccola reliquia Religiosa. Si gode lo splendido panorama tra Val Trebbia e Val Nure e se la giornata e favorevole si vedono tutte le Alpi. Si prosegue sul crinale abbandonando successivamente il sentiero 001 collegandosi all’anello del sentiero 181. Con una discesa di ciottoli e un pò ripida\, si arriva nelle vicinanze delle case si prende una sterrata ritornando al parcheggio della Chiesa. \nProssime Escursioni: \n\n07 giugno (sabato): Monte Campioncino 2070m s.l.m. – Dolomite Scalvine (Schilpario) – E\n21 giugno (sabato): Pietra Quadra 2356m s.l.m. – Alpi Orobie Bergamasche – E\nDa 27 giugno (venerdì) a 29 giugno (domenica): Val Masino 2600m s.l.m. – EE
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SUMMARY:Monte Campioncino (max quota 2070m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nParcheggiata la macchina nei pressi del rifugio Cimon de la Bagozza prendiamo il sentiero 428 verso passo Campelli. Dopo un breve tratto nel bosco\, il sentiero sbuca nell’ampio pianoro a pascolo e seguendo la sterrata verso i Campelli\, si raggiunge la madonnina dei Campelli lasciando il sentiero che va verso Cimon de la Bagozza (217) (denominate le Dolomiti Scalvine) alla nostra destra. Si prosegue fino al bivio che sarà il nostro ritorno e prendiamo il sentiero 162. Con un ampio semicerchio raggiungiamo passo Campelli quota 1980 m\, punto di confine con la val Camonica. Proseguiamo verso sinistra con il sentiero 162A e raggiungiamo velocemente il rifugio Campione. Seguendo una evidente traccia di sentiero\, risaliamo la dorsale sinistra del monte Campioncino\, la salita è un pò impegnativa ma la vista paga la fatica. Dalla cima si vede cima Ladrinai e cima Bacchetta della Conca Arena e nei giorni di sereno si vede il monte Adamello. Il ritorno è uguale fino al bivio lasciato precedentemente; prendiamo il sentiero 428 che ci porta al passo del Giovetto e poi sempre su carrareccia si ritorna al rifugio Cimon de la Bagozza. \nProssime Escursioni: \n\n21 giugno (sabato): Pietra Quadra 2356m s.l.m. Alpi Orobiche – E\nDa 27 giugno (venerdì) a 29 giugno (domenica): Val Masino 2600 m s.l.m. – EE\nDa 09 luglio (mercoledì) a 10 luglio (giovedì): Rifugio Bignami 2401m s.l.m. – E
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SUMMARY:Laghetto e cima Pietra Quadra (quota 2356m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal parcheggio delle Baite di Mezzeno si prende il sentiero Cai 217 fino ad incrociare il sentiero 215 che va ai laghi gemelli\, noi proseguiamo sul 217. Si incontra uno dei numerosi roccoli presenti in zona fino ad incrociare il sentiero 272 che lasciamo alla nostra sinistra e proseguiamo sul 217 alla nostra destra. Si continua in salita\, si presentano davanti i Tre Pizzi e continuando sul sentiero 217 si arriva alla baita Tre Pizzi\, successivamente si arriva al Laghetto di Pietra Quadra. Da qui lasciamo il sentiero 217 che riprenderemo nel ritorno\, ora il sentiero si fa più ripido e ci porta al Passo. Ora si risale l’ultima cresta che porta ad una Madonnina successivamente ci sarà un tratto EE che ci porta al monte Petra Quadra cima panoramica dove a Nord Monte Spondone e il Monte del Tonale a Sud spiccano la cima di Menna\, il monte Vetro\, e in lontananza monte Alben. A Sud Ovest si vedono il lago di Pietra Quadra\, iTre Pizzi e il loro Bivacco. Si prende la discesa fino al lago di Pietra Quadra poi il sentiero 217 che va al bivacco di Tre Pizzi. Da qui si prosegue sul sentiero fino ad incrociare il sentiero 272 dei Roccoli. Si va a destra tra pini Mughi fino ad incrociare il sentiero 217 di salita che ci porterà alle Baite di Mezzeno. \nProssime Escursioni: \n\nda 27 giugno ( venerdì) a 29 giugno (domenica):  Val Masino 2600m s.l.m. – EE\nda 09 luglio (mercoledì) a 10 luglio (giovedì): Rifugio Bignami 2401m s.l.m. (Laghetto del Fellaria\, Valmalenco) – E\n16 luglio (mercoledì): Val Canale\, Passo del Branchino 1821 m s.l.m. – E
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SUMMARY:Trekking 27-29 giugno 2025: Rifugio Gianetti 2534m e Rifugio Rasega 1151 m
DESCRIPTION:DOTAZIONE OBBLIGATORIA: equipaggiamento da alta montagna\, tessera CAI\, tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: protezione solare\, sali minerali\, lampada frontale\, telo termico \nPERNOTTAMENTO: Hotel Rustichella => mezza pensione in camera doppia – 65€/g\, escluse bevande e servizio bar
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SUMMARY:Rifugio Bignami (quota 2401m) - 2 gg
DESCRIPTION:1° giorno : \nlasciate le autovetture al parcheggio di Campo Gera\, appena sotto l’omonima diga\, ci incamminiamo verso la cima di questa. Da qui a sinistra percorriamo i 530 metri del camminamento sopra la diga. Qui inizia un comodo sentiero che in circa un’ora e mezza ci porterà al rifugio Bignami (m 2401 slm)\, che già dopo qualche centinaio di metri in lontananza si intravede\, dove è previsto il pernottamento. \n2° giorno : \nusciti dal rifugio\, ci dirigiamo verso nord/ovest in direzione dell’Alpe Fellaria oltrepassando alcune costruzioni in pietra di un tipico alpeggio in quota. Proseguiamo lungo il segnavia 301/305\, superiamo il ponticello su un ruscello per giungere in corrispondenza di un grande prato fino a un bivio dove prenderemo a destra. Il sentiero si fa stretto e corre dapprima sul fianco leggermente esposto della montagna (senza comunque nessuna difficoltà). Si entra ora nel sistema di valli lasciate dalle lingue glaciali\, si superano notevoli rocce montonate salendo fino al punto panoramico a quota 2600 m circa. Dal lago di Fellaria il panorama toglie il fiato. La vista oltre il lago raggiunge la vera fronte glaciale della Vedretta di Fellaria Orientale\, di uno sfuggente colore tra l’azzurro e il bianco. Il ritorno al rifugio avviene per la stessa via della salita. Alle spalle del rifugio\, segnavia n 305\, si scende la testata del bacino idroelettrico\, ricca di torrenti che impetuosi scendono dalle cime\, e si risale verso la magica Alpe di Gembrè (2217 m slm)\, meraviglioso alpeggio in quota fermo nel tempo. Si continua verso sud sui sentieri 305/342 in direzione val Poschiavina\, che non si raggiunge ma percorrendo tutto il lato orientale del bacino artificiale di campo Moro fino alla diga. Da qui in breve al parcheggio autovetture \nDISLIVELLO\, SVILUPPO E TEMPI DEI PERCORSI: \n– 1° giorno: ↑ 400 m \, sviluppo 3\,7km – 3h circa; (i tempi descritti comprendono le soste)\n \n– 2° giorno: ↑ 430 m – ↓ 780 m\, sviluppo 11 km – 6½h circa; (i tempi descritti comprendono le soste) \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nL’escursionista e i suoi rifiuti: erroneamente molti pensano che non sia un problema lasciare in giro le bucce della frutta o altri residui di cibo\, in quanto essendo sostanze organiche\, sono considerate non inquinanti perché biodegradabili. Nulla di più sbagliato. \nMEDITIAMO PRIMA SUI TEMPI DEL LORO DEGRADO: torsolo mela da 3 a 6 mesi; buccia di banana fino a 2 anni; buccia di arancia da 16 mesi a 4 anni; buccia di mela da 1 a 2 mesi. \nALTRI ESEMPI: tovagliolo di carta da 2 a 4 settimane; tappi metallici birra o altre bevande da 2 a 4 anni; fazzolettino di carta da 2 a 3 mesi; tetrapak succhi di frutta 3 mesi; lattina di birra o bevande in genere da 50 a 200 anni; carta plastificata d’involucri da 4 a 5 anni;; gomma da masticare 5 anni; bottiglia di plastica da 200 a 1000 anni; mozzicone di sigaretta con filtro da 1 a 5 anni; bottiglia di vetro per l’eternità. \nQUINDI Ė BUONA ABITUDINE PORTARE CON SĖ UN SACCHETTO PER LA RACCOLTA DEI PROPRI RIFIUTI E ANCHE QUELLI DEI NOSTRI COMPAGNI D’ESCURSIONE. \nPERNOTTARE IN RIFUGIO \nPer chi va in montagna\, il rifugio d’alta quota è come per il marinaio il faro che si staglia sulla costa. Ė un punto d’approdo e di ristoro\, una casa lontano da casa. Un rifugio non è un albergo\, ma un luogo dove poter vivere un’esperienza unica nel suo genere. Può essere spartano e a volte severo\, non è un luogo in cui cercare il lusso. Ogni rifugio è un grande centro wellness totalmente gratuito\, dove trovare l’aria pura per respirare a pieni polmoni\, il sole per la vitamina D\, il vento che porterà con sé i pensieri\, il silenzio che vi aiuterà a guardarvi dentro\, l’alba che caricherà la vostra giornata\, il tramonto che vi farà capire quanto siete fortunati a godere di tanta bellezza\, e il cielo pieno di stelle\, che vi farà addormentare felici ! (in parte tratto da un poster affisso all’interno del rifugio Bignami)
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SUMMARY:Val Canale - Passo del Branchino (quota 1800m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal parcheggio Alpe Corte in località Babes\, ampio parcheggio a pagamento alla sinistra subito prima di un laghetto artificiale\, ci si incammina lungo la carrozzabile asfaltata. Si incontra uno slargo e una sbarra da dove parte il nostro sentiero\, seguiamo le indicazioni per il rifugio Alpe Corte sentiero CAI 220. Dopo qualche tornante tra boschi ombreggiati\, appena prima del Rifugio Alpe Corte prendiamo il sentiero CAI 218 e si attraversa il bel torrente Acquolina. Si continua fino ad una progressiva riduzione della copertura arborea che lascia spazio a qualche arbusto e ai pascoli. Il sentiero diventa sempre più impervio ma non difficile da percorrere. Raggiungiamo una bacheca con un cartellone che mostra una cartina della zona e parla dell’Alpe Neel e un bivio dove seguiamo il sentiero CAI 218. Pochi passi più avanti c’è l’Alpe Nevel Bassa ben ristrutturata. Davanti in alto vediamo il Rifugio Branchino. Si prosegue tra prati e qualche pietra. Poi in salita raggiungiamo la Baita Neel di Mezzo. E’ possibile acquistare i formaggi e i salumi locali. Infatti si possono osservare galline\, capre e mucche nei dintorni. Raggiungiamo una bacheca con una cartina della zona. Un cartello informa se il rifugio è chiuso o aperto. Più avanti c’è il Lago Branchino e girando a destra poco dopo si arriva al rifugio. Il percorso di discesa è quasi uguale con una piccola variante passando per il rifugio Alpe Corte poi si prosegue per il sentiero CAI 220 fino al parcheggio. \nProssime Escursioni: \n\nda 25 luglio (venerdì) a 27 luglio (domenica): Val d’Aosta (2600m slm) – EE\nda 23 agosto (sabato) a 30 agosto (domenica): Trekking nel Mercatour – EE\nDa 05 settembre (venerdì) a 07 settembre (domenica): Valtournenche (2800m slm) – EE
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SUMMARY:Trekking Val di Fassa - dal 25 al 27 luglio 2025 - 3gg
DESCRIPTION:ESCURSIONI: \n   1^ giorno: salita 520 m – discesa 520 m – 9\,1 km – 3 ore \n   2^ giorno: salita 560 m – discesa 560 m – 10\,6 km – 3.30 ore \n   3^ giorno: salita 585 m – discesa 585 m – 8\,3 km – 3.30 ore \nRIFUGI: \n  * Rifugio Maria 1681 m \n  * Rifugio Castiglioni 2057 m \n  * Rifugio Fedaia 2057 m \n  * Rifugio Dolomia 2070 m \n  * Rifugio Padon 2407 m \n  * Rifugio Viel dal Pan 2432 m \n  * Rifugio Gorza 2478 m \nPERNOTTAMENTO: \n  * Rifugio Dolomia: mezza pensione in camera doppia 70€/gg   (escluse bevande e servizio bar) \nDOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n  * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n  * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico
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SUMMARY:Trekking nel Mercantour - 7gg
DESCRIPTION:Perchè il Mercantour e la sua valle delle Meraviglie? Per i suoi numerosi laghi tutti diversi\, la ricchezza di minerali ma soprattutto per le testimonianze che i primi pastori hanno lasciato nella valle delle Meraviglie. Le meraviglie sono dei graffiti incisi 6000 anni fa. Prima della seconda guerra mondiale\, la valle era italiana\, da qui la denominazione dei cartografi francesi “valle delle meraviglie”\, meglio ancora valle dei misteri. Avremo una guida del parco per poter percorrere alcuni sentieri e avere spiegazioni esaurienti. \nI° giorno: domenica 24 agosto 2025 \nda Pont du Countet 1682 m al rifugio delle Merveilles a 2130 m \nsviluppo 6 km; durata 4 ore; dislivello +830 m -380 m \nDa Pont du Countet (06450 Belvédère) si sale al passo dell’Arpette 2511 m – palina 402 – attraverso il Vallon dell’Empuanrame lungo un sentiero segnato. Poi si scende verso il rifugio delle Meraviglie passando per i punti rosa 93 e 92 tra il lago Long superiore e il lago Fourca. \nOpzione 1: se partiamo verso mezzogiorno\, il percorso di questa giornata è finito \nOpzione 2: se abbiamo dormito in valle\, arriveremo presto. In questo caso sarà possibile fare il Monte Bego 2872 m con un passaggio esposto sviluppo 6\,3 km dislivello circa 550 m oppure passo Trem 5 km dislivello circa 350 m \n2° giorno: lunedì 25 agosto 2025 \ndal rifugio delle Meraviglie 2135 m al rifugio di Fontanalbe 2018 m \nsviluppo 7 km; durata 3 ore; dislivello +380 m -430 m \nPartenza alle 7.45/8 con una guida per 3 ore nella valle delle Meraviglie. Ritorno passando sopra i laghi Long superiore e inferiore. Si prende il sentiero non segnato sopra il punto rosa 90\, si scende fino al punto 1901 fino a intercettare il sentiero segnato. Si risale poi a sinistra verso il Gias di Vallaureta punto rosa 385 a 2279 m. Si prende a sinistra fino alla palina 386 poi a destra sempre su sentiero segnato palina 387 e il rifugio di Fontanalba punto rosa 389 a 2010 m. \n3° giorno: martedì 26 agosto 2025 \ndal rifugio di Fontanalbe a 2018 m al rifugio di Valmasque a 2233 m \nsviluppo 11 km; durata 5 ore; dislivello +820 m -600 m \nSi sale al sentiero scoperta della via sacra e alla tavola di orientamento punto rosa 396 sopra i laghi Gemelli. Si fa il percorso ad anello fino al lago Verde di Fontanalba e si continua fino ai punti rosa 388 e 387. Si prende a destra l’itinerario del giorno precedente fino al punto rosa 386 e si sale sempre lungo il sentiero segnato punto rosa 386 fino a una sella a 2573 m circa. Si scende verso il lago Basto punto 397 e 96; si risale in direzione nord il lago Basto\, il lago Nero e il lago Verde fino al rifugio di Valmasque. \n4° giorno: mercoledì 27 agosto 2025 \ndal rifugio Valmasque a 2233 m al rifugio Nice a 2232 m \nsviluppo 5 km; durata 4 ore; dislivello +630 m -610 m \nSi sale a tratti a vista lungo un sentiero non segnato partendo dietro il rifugio Valmasque fino al lago Gelé\, al lago Lusière e al passo della Fous a 2828 m con passaggi esposti. Si scende nel Vallon della Fous sulla traccia fino ai punti rosa 418 e 417 e al rifugio Nice. \nOpzione 1: laghetti del monte Clapier 3 km 350 m \nOpzione 2: Grande lago Long 4 km 400 m \n5° giorno: giovedì 28 agosto 2025 \ndal rifugio Nice a 2232 m al rifugio Madone de Fenestre a 1906 m \nsviluppo 8 km; durata 6 ore; dislivello +750 m -850 m \nSi fa il giro del lago della Fous lungo il GR 52 – punti rosa 416 e 400 – il passo del Monte Colomb con passaggi esposti. Si lascia il GR52 al Gias Cabret per salire fuori sentiero verso i laghi Balaour inferiore e superiore. Si rifà il percorso inverso fino al GR52\, lo si segue fino ai punti rosa 367\, 359 e 359b e al rifugio Madone de Fenestre a 1906 m. \n6° giorno: venerdì 29 agosto 2025 \ndal rifugio Madone de Fenestre a 1906 m al parcheggio lago di Saint Grat a 1682 m \nsviluppo 9 km; durata 6 ore; dislivello +650 m -1050 m \nSi scende alla Vacherie della Madone\, si risale il Vallon del Ponset verso la Baisse dei 5 laghi – punto rosa 366 – il lago di Prals e si scende al punto 364. Si risale sulla cresta al punto rosa 365 e si scende verso Saint Grat parcheggio e lago. \nESCURSIONI: \n   * 24 agosto: salita 830 m / discesa 380 m / 4 ore / 6 km \n   * 25 agosto: salita 380 m / discesa 430 m / 3 ore / 7 km \n   * 26 agosto: salita 820 m / discesa 600 m / 5 ore / 11 km \n   * 27 agosto: salita 630 m / discesa 610 m / 4 ore / 5 km \n   * 28 agosto: salita 750 m / discesa 850 m / 6 ore / 8 km \n   * 29 agosto: salita 650 m / discesa 1050 m / 6 ore / 9 km \nDOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n   * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n   * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico \nATTENZIONE \n   * i bastoncini devono avere i tappi in gomma per preservare le incisioni \n   * non è possibile ricaricare i cellulari \n   * raramente il wi-fi è disponibile
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SUMMARY:Trekking Valtournenche - 3gg
DESCRIPTION:DOTAZIONE OBBLIGATORIA: \n  * equipaggiamento da alta montagna – tessera CAI – tessera sanitaria \nDOTAZIONE CONSIGLIATA: \n  * protezione solare – sali minerali – lampada frontale – telo termico \nPARTENZE ESCURSIONI: \n  * Valtournenche – Cervinia – Plan de la Galea \nESCURSIONI: \n  * 1 salita 770 m – discesa 770 m – 11\,3 km – 4.30 ore \n  * 2 salita 780 m – discesa 780 m – 11\,1 km – 4.30 ore \n  * 3 salita 180 m – discesa 180 m – 3\,5 km – 1.30 ore \nPERNOTTAMENTO: \n  * Hotel Al Caminetto – mezza pensione in camera doppia – 65€/gg escluse bevande e servizio bar
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SUMMARY:Giro dei 5 laghi Gruppo Adamello – Presanella (2393m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nIl sentiero è ben tracciato e segnalato\, presenta una difficoltà media senza punti critici E’ consigliabile avere buona resistenza viste le quasi 5 ½ ore di cammino e si raccomanda come sempre equipaggiamento adeguato\, attrezzatura e abbigliamento da montagna. \nIl percorso ad anello proposto ha inizio dalla località Patascoss (1722 m) lungo il sentiero sbarrierato B06. In circa 45 minuti si giunge allo splendido Lago Nambino (1768 m) che si trova in una grande conca e sulle cui rive sorge l’omonimo rifugio. Da qui l’itinerario ad anello prosegue sulla destra del lago seguendo il segnavia 266 guadagnando quota in un bosco di conifere con vista magnifica sulla conca del lago sottostante e verso Ma- donna di Campiglio\, dominata dalle cime del Brenta. Rimontato il costone\, dopo un’ora circa\, si giunge alla Busa dei Cavai (2170 m)\, un pascolo dismesso di particolare interesse naturalistico per la presenza di una torbiera. Qui la sosta è obbligata per godersi una visione d’insieme del celebre profilo delle Dolomiti di Brenta\, patrimonio UNESCO dal 2009. A parte un cartello la segnaletica a terra è scarsa\, individuato il segnavia 217\, dopo un’altra mezz’ora di cammino\, rimontando facili balze verso sud ovest\, ci si inoltra nella valletta che conduce al bellissimo Lago Nero (2246 m)\, Da qui si segue per un breve tratto la riva del lago sino ad individuare una traccia\, non segnalata\, che sale ripida sul fianco destro della conca per guadagnare il traverso scavato nella roccia durante i lavori idroelettrici realizzati per la captazione delle acque del Lago Serodoli (2370 m)\, che si raggiunge senza altre difficoltà. Pochi metri più in alto il bivacco Baito Seròdoli (2385 m); in direzione del Passo Nambrone\, seguendo il segnavia 217\, in pochi minuti ci si imbatte in diverse polle d’acqua trasparenti con belle colonie di candidi eriofori\, e dopo qualche centinaio di metri si raggiungono il Lago Bianco e il grande Lago Gelato (2393 m)\, dalle acque di un incredibile color cobalto inserito in un circo glaciale suggestivo. Dopo avere riguadagnato le rive del Lago Serodoli il percorso prevede un altro tratto in quota con dei lievi saliscendi lungo il segnavia 232 che arriva a costeggiare dopo circa 40 minuti il Lago Lambin (2326 m)\, spettacolare specchio d’acqua dalla forma a fiordo che sembra allungarsi fino a perdersi nel vuoto. Da qui inizia la discesa e dopo una decina di minuti\, ad un bivio\, si imbocca il segnavia 269\, piuttosto in pendenza ma ben sistemato che con un’ora di cammino arriva nuovamente al Rifugio Nambino. A questo punto il rientro al parcheggio in loc. Patascoss avviene lungo il segnavia B06\, già percorso il mattino. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nCi troviamo nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. Pascoli verdeggianti si alternano a tanti laghi d’alta quota dalle acque limpidissime color blu cobalto inseriti in un suggestivo contesto naturale le cui caratteristiche variano sensibilmente con la quota. Il Giro dei 5 Laghi è un’escursione molto rinomata a Madonna di Campiglio che offre spunti sia ambientali che culturali. Dal punto di vista ambientale\, il percorso si snoda tra magnifici paesaggi toccando laghi di origine glaciale e offrendo panorami mozzafiato sulle Dolomiti di Brenta. L’area è ricca di flora e fauna alpina\, non è raro avvistare animali selvatici. Inoltre\, questo settore orientale del Gruppo Adamello – Presanella è stato teatro di combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale e reperti bellici sono stati rinvenuti nei laghi stessi. \nProssime Escursioni: \n  * 27/09-01/10 Isola del Giglio (E) \n  * 11/10 Monte Guglielmo (E) \n  * 22/10 Pian dei Canali (E)
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SUMMARY:Isola del Giglio - 5gg
DESCRIPTION:1° giorno : giunti a Giglio Porto e sbarcati\, troveremo il nostro albergatore che a mezzo pick up baderà a caricare i nostri bagagli e portarli in hotel. Indossati gli scarponi\, ci incammineremo lungo via Del castello fino a giungere alla SP 15 che si seguirà per alcune decine di metri fino a incrociare a sinistra il sentiero nr. 310 che si seguirà fino a Giglio Castello. Duecento metri circa fuori dall’abitato troveremo\, sempre a sinistra\, il segnavia 322 che in discesa ci condurrà fino a Giglio Campese\, quindi al nostro hotel. \n2° giorno : dall’hotel si scende alla vicinissima spiaggia del Campese fino a raggiungere\, con direzione ovest\, la via dell’Allume che si percorrerà per circa 800 metri fino a incrociare a sinistra l’inizio del segnavia 309\, percorso il quale si giungerà a Giglio Castello. Qui è prevista una visita guidata al borgo medievale accompagnati da Marina Aldi\, guida turistica. Ritorno a Campese con bus di linea. \n  NB – La visita al borgo medievale\, su espressa richiesta della guida\, avverrà due ore prima del tramonto con la possibilità quindi della visione dello stesso\, s’ipotizza quindi di partire a piedi da Campese verso le 15\,30 circa\, lasciando la mattinata libera per vita di spiaggia e per chi vorrà una breve escursione a punta faraglione con minimo dislivello \n3° giorno : nelle immediate vicinanze dell’hotel parte il segnavia 320 che seguiremo fino a incontrare e percorrere a sinistra il 314\, continuando poi con il 315 che seguiremo sempre a sinistra. Raggiunta la località “Scopeto”il sentiero 316 ci condurrà a Punta del Fenaio\, dove chi vorrà\, potrà scendere verso il faro. La via del ritorno lungo il sentiero 315\, passando per il 315/A che porta (facoltativo) in circa 15 minuti in discesa alla bellissima e affascinante Cala Monella. Giunti a località “Scopeto” ritorneremo a Campese lungo i segnavia percorsi il mattino . \n4° giorno : l’ultima escursione è la più “impegnativa”\, almeno per quanto riguarda lo sviluppo\, è anche però quella che presenta i panorami più belli e spettacolari. Con il bus di linea ci porteremo a Giglio Castello . qui da Piazza Gloriosa inizia il segnavia 303 che porta alla “Punta Capelrosso”. Questa via attraversa il cuore dell’area protetta\, la zona più selvaggia dell’isola\, priva d’insediamenti abitativi. Giunti in località “Le Porte”\, il tracciato passa a est del Poggio della Pagana che\, con i suoi 496 m rappresenta la quota massima isolana. Il sentiero termina su un piccolo promontorio\, stretto tra le falesie di granito e i flutti marini delle belle “Cala Saracinesca” e “Cala dello Schizzatoio”.Per il ritorno si segue invece per circa 7\,00 km la strada carrabile in falsopiano che si snoda parallela al sentiero nr.303 e presenta panorami unici sul Tirreno. Giunti a Giglio Castello il bus ci riporterà a Campese. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: LE CAVE DI GRANITO \nFra le attività minerarie dei tempi passati all’isola del Giglio\, una delle più fiorenti è stata quella legata all’estrazione del granito. Numerose cave\, dai tempi di Roma antica fino alla prima metà del secolo scorso\, hanno fornito questo prezioso materiale da costruzione. Impiegato in ogni epoca e in ogni tipo di costruzione\, nei moli del porto di Ostia Antica\, in obelischi\, lastricati stradali\, opere civili Impiegato in ogni epoca e in ogni tipo di costruzione\, nei moli del porto di Ostia Antica\, in obelischi\, lastricati stradali\, opere civili (perfino nelle banchine del porto di Santa Fè in America)\, in tante importanti chiese: le imponenti colonne del Duomo in piazza dei Miracoli a Pisa\, furono cavate\, lavorate e incredibilmente trasportate via mare nel 1595\, dopo che un furibondo incendio aveva distrutto la cattedrale pisana. In molti periodi le numerose cave di granito del Giglio hanno rappresentato un’opportunità di lavoro addirittura per centinaia di scalpellini\, per una richiesta\, sempre ininterrotta\, legata alla qualità della pietra gigliese. Francesco Petrarca\, in una delle sue opere scritte in lingua latina (Viaggio in Terrasanta) passando nel 1358 davanti al Giglio la cita espressamente proprio perché anche allora Francesco Petrarca\, in una delle sue opere scritte in lingua latina (Viaggio in Terrasanta) passando nel 1358 davanti al Giglio la cita espressamente proprio perché anche allora molto famosa per il suo vino e per il suo granito (“vino et marmore nobilis”) – da “ISOLA DEL GIGLIO mappa itinerari escursionistici” – Assessorato al Turismo Comune di Isola del Giglio\, Parco Nazionale Arcipelago Toscano e Proloco Isola del Giglio e Giannutri. \nPRECISAZIONI: \n1) All’arrivo a porto Santo Stefano lasceremo le autovetture al parcheggio “Fanciulli” che si trova nelle immediate vicinanze dell’imbarco (Euro 15 giorno); \n2) Il costo del traghetto “Maregiglio” di andata e ritorno ammonta a Euro 40 circa a persona; \n3) Il costo della guida turistica che ci accompagnerà alla visita del borgo medievale di Giglio Castello ammonta a circa Euro 6 a persona (con gruppo di 20); \n4) Il servizio pubblico di bus ha un costo di Euro 2\,50 con biglietto standar (facilmente acquistabile in loco)\, Euro 3\,50 se acquistato a bordo del mezzo; \n5) Ricordo che da Cremona si partirà con abbigliamento da escursione\, consiglio uno zainetto leggero\, con all’interno almeno un litro d’acqua\, utili i bastoncini. \nN.B. – Il saldo del soggiorno\, che ammonta a Euro 240 per ognuno\, dovrà essere versato a mezzo bonifico\, non oltre il 31 agosto\, sul conto intestato alla nostra Sezione IBAN : IT25L0845411400000000083203. Causale: “Saldo soggiorno Isola del Giglio”. \n 
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SUMMARY:Anello Monte Guglielmo (1948m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nAndata: Lasciate le auto in prossimità del parcheggio di Passabocche si imbocca la mulattiera per il Rifugio Medelet. Superato il Rifugio si devia a destra sul sentiero per Punta Caravina a quota 1850 m s.l.m. Da qui si imbocca la traccia 207 e la si segue fino alla sommità del Monte Guglielmo. \nRitorno: Si prende il sentiero basso fino a raggiungere il Rifugio Almici\, quindi si prosegue per Punta Caravina dove si imbocca in direzione opposta la traccia percorsain salita che porta al Rifugio Medelet\, quindi alle auto. \nNOTE CULTURALI \nIl Monte Guglielmo ha un tipico clima montano e alpino\, ma il versante occidentale è mitigato dalla presenza del lago di Iseo. Nella stessa area è anche possibile osservare aree boschive naturali non gestite\, falesie calcaree e frammenti di prateria alpina. La vegetazione è dominata da boschi (le specie arboree più rappresentative sono Quercus pubescens\, Acer pseudoplatanus\, Ulmus glabra\, Sorbus aria\, Laburnumanagyroides\, Fraxinusexcelsior\, Alnusincana\, Fagus sylvatica\, Laburnumalpinum\, Picea abies\, Larix decidua)\, mentre le aree non forestate comprendono pascoli d’alta quota e prateria alpina (le specie erbacee più rappresentative sono Sesleria varia\, Carexsempervirens\, Bromuserectus\, Festuca gr. rubra\, Polygonum bistorta\, Nardus striata).[5] A causa della sua geologia (dominata da rocce calcaree e fenomeni carsici)\, alle quote maggiori le acque superficiali sono praticamente assenti. In alta quota le fonti d’acqua più significative sono rappresentate dalle pozze d’alpeggio e abbeveratoi di antica origine antropica utilizzati per abbeverare il bestiame. La montagna bresciana è un’antica area di alpeggio per il bestiame (transumanza alpina) e ospita numerose malghe attive. La sopravvivenza della transumanza garantisce la conservazione di ecosistemi instabili (pascoli alpini) e di habitat acquatici di origine antropica (pozze e abbeveratoi d’alpeggio) che sono importanti siti di riproduzione per gli anfibi della zona. L’area sommitale del Monte Guglielmo è perciò un esempio ben conservato di paesaggio agricolo montano. La zona non presenta vincoli di conservazione. Nel 2016 la SocietasHerpetologica Italica ha riconosciuto il Monte Guglielmo come Area di Rilevanza Erpetologica Regionale (ARER) a causa delle presenza di specie protette dalla Direttiva Habitat (tritone crestato italiano Trituruscarnifex e ululone dal ventre giallo Bombina variegata). Il Monte Guglielmo ospita anche numerose specie di uccelli nidificanti e è un’importante area di passo per molti passeriformi migratori. \nN.B.: La denominazione di Monte Guglielmo deriva dalla storpiatura del vero nome ovvero Monte Gölem che significa Culmine in lingua Lombarda. \nProssime escursioni: \n\n22 Ottobre: Pian dei Canali 1150m s.l.m. – E\n08 Novembre: Appuntamento escursionistico/gastronomico
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SUMMARY:Pian de Canai (1150 m slm)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nandata: la stradina che raggiunge e supera l’allevamento di trote è in piano e percorribile purché a velocità moderata. Alla fine\, prima del guado (fuoristrada e SUV lo attraversano senza troppi problemi) c’è un parcheggio e zona pic-nic. Detto guado lo affronteremo a piedi sfruttando le pietre collocate per facilitare l’attraversamento. Al di là prosegue la stradina sterrata fino alla cascata Acqua Bianca: una nota paesaggistica di indubbio rilievo. Oltrepassata una briglia (sbarramento artificiale allo scopo non di trattenere l’acqua ma di rallentare la corrente e contrastare l’erosione) si raggiunge un bel ponticello in legno\, che varca il torrente e porta il sentiero nel bosco\, dove si comincia a salire “per davvero”. Niente di particolarmente erto\, e poi il bosco è piuttosto bello; notevoli un paio di aceri\, rari di queste dimensioni. Si sbuca sulla stradina poderale di Cogne\, in ambiente bucolico rilassante\, in contrasto con l’apparente aridità delversante sud della Corna Blacca. Si raggiunge poi la strada sterrata che da Ono Degno porta alle malghe in zona Monte Tigaldine. Seguiremo questa direzione (442b) anziché la segnaletica che indica il faticoso ghiaione come percorso obbligato per la C.na Pian dei Canali. Dopo qualche curva\, infatti\, si diparte a dx (1031m) un sentiero\, rigorosamente assente dalla cartografia dei GPS (pfui!)\, che taglia\, a pendenza accettabile\, il bosco\, fino a intercettare ed attraversare il ghiaione che costituisce l’impluvio del complesso versante sud della Corna Blacca. Siamo ormai in prossimità della costruzione\, abbandonata e quasi diruta fino a pochi anni fa\, ma recuperata dagli Alpini e adibita a rifugio non custodito. Una perla immersa in un boschetto di faggi secolari\, con all’interno\, sorprendentemente\, acqua corrente\, convogliata da una sorgente: una rarità\, visto il carsismo di queste montagne. \nritorno: si segue il percorso di salita fino a oltrepassare i pascoli di Cogne. Giunti al punto in cui all’andata eravamo usciti dal bosco\, si prosegue dritti. La stradina diviene sentiero\, e alla fine\, in corrispondenza di un tratto piu assolato\, la vegetazione bassa si fa ingombrante. Ma si tratta di poche decine di metri: raggiunto un rudere e attraversato un impluvio\, si finisce sul sentiero che segue il torrente Degnone. All’ombra del bosco si sorpassano diverse pozze e cascatelle\, fino a ricongiurgersi al sentiero di andata\, in corrispondenza della briglia. Ancora uno sguardo alla cascata Acqua Bianca e arriviamo al guado e alle macchine. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nLa Val Sabbia viene percorsa dal turista di solito per raggiungere rinomate mete del Trentino\, la Val Rendena e Madonna di Campiglio\, Alle montagne e alle valli di questa zona si dedica uno sguardo per lo più distratto\, o peggio infastidito perché ostacolano il viaggio per le più prestigiose destinazioni. Qui però sopravvive una certa autenticità\, nonché il piacere della scoperta… a poco più di 100 km da Cremona.
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SUMMARY:Cascate del Pessola (700m s.l.m.) - Pranzo fine attività CSE
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nParcheggiata la macchina lungo la strada\, si prosegue costeggiando la sponda destra del torrente Pessola fino ad un ponte che si attraversa\, proseguendo sulla strada asfaltata che va verso Castelcorniglio per 600 m\, da qui a sinistra si va verso Ca’ Schiappone. Dopo 200 m si attraversa il Rio Canova e dopo 1000 m si incrocia a destra un piccolo laghetto\, si prosegue sulla carrareccia sentiero CPI fino ad incrociare il sentiero che scenderà al torrente per vedere le cascatelle e le formazioni geologiche e poi si ritornerà per lo stesso percorso. \nNOTE DÌ CARATTERE AMBIENTALE CULTURALE STORICO \nParcheggio lungo la strada. Ad uguale distanza tra i corsi del Taro e del Ceno si trova la “Selvaggia” Val Pessola\, al centro di essa l’antico abitato “Castelcorniglio” (pochi edifici sparsi\, per lo più case rurali in pietra) notevolmente ricco di cultura\, storia e tradizioni e sede di un castello\, uno sperduto maniero “villa-castello” costruito nel 1220. Negli Statuti di Parma del XIII secolo\, viene citato come Corniliolum\, di proprietà del podestà di Mariano di Pellegrino\, costruito per difendere la val Ceno dalle ingerenze piacentine. A poca distanza dal castello scorre inoltre il torrente Pessola\, lungo le sue gole che hanno formato nel tempo stratificazioni di interesse geologico\, tanto da essere inserito come uno dei geositi di maggior rilievo dell’ Emilia Romagna.Qui si trovano delle splendide piccole cascate immerse nella natura selvaggia. Il torrente che nasce sul fianco verso l’est del monte Barigazzo scorre dall’ovest all’est per 15 kilometri\, e finisce nel Ceno nel luogo detto il Malzapello vicino a Varano de Melegari. \nMENU Pranzo fine attività CSE \nPrimi piatti: Tortelli di ricotta e spinaci al burro e salvia – Tagliatelle ai funghi porcini \nSecondi: Cinghiale con polenta – Roastbeef \nContorni: Verdure – Patate al forno \nDolci: Torte della casa \nAcqua\, Vino\, e Caffè \nPossibili varianti per vegetariani e celiaci\, all’interno del conto stabilito. Il menu è fisso a € 32\,00\, Ogni “integrazione” individuale va regolata personalmente e\, meglio\, subito\, senza interferire con la raccolta finale del saldo da parte del capogita e/o dei suoi collaboratori.
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SUMMARY:Genova Acquasanta - Pegli (max quota 605 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nIl pullman ci lascia alla stazione ferroviaria di Genova Acquasanta (224 m s.l.m.) sotto la quale ci sono le stazioni termali. Da qui parte il sentiero Frassati su strada asfaltata si va verso Colla Di Prà e inizia il sentiero 224 che è una strada sterrata verso le Lische Alte contrassegnato dal segnavia tre pallini rossi disposti a triangolo.. (Il termine Lisca deriva dalla presenza in zona di una caratteristica pianta erbacea che porta tale nome\, usata per lavori di intrecciatura\, tra cui i cestini e le corde). Saliamo verso il versante opposto con diversi tornanti in mezzo alla macchia mediterranea. Qui nel luglio 2023 è avvenuto un grosso incendio che ha distrutto tutta la macchia mediterranea\, la natura si è riappropriata del territorio. Si prosegue sul Sentiero SL verso Cian de Figge punto più alto e si prende il sentiero 251/C e inizia la discesa verso Pian delle Monache. Si prosegue con brevi scorci panoramici su Pegli e il Ponente Genovese. Si prosegue verso il Bric Cabania e successivamente supereremo l’autostrada e la Ferrovia fino a raggiungere una scalinata che ci porta alle prime case di Pegli. (attenzione gradini scivolosi nelle parti con muschio verde). Puntiamo verso la spiaggia dove faremo una sosta in attesa che l’autista dica dove è parcheggiato\, poi proseguiremo verso il pullman in funzione dell’orario. \nATTENZIONE se non si dovesse raggiungere il numero di 34 partecipanti alla gita si dovrà integrare l’ulteriore costo a persona\, costo che sarà in funzione del numero dei partecipanti. \nProssime Escursioni: \n** 07 febbraio (sabato) Castello della Pietra 560 m s.l.m. E \n** 14 febbraio (sabato) Ciaspolata EAI \n** 28 febbraio (sabato) Lazise 160 m s.l.m. E
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SUMMARY:Castello della Pietra (max quota 580 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciata l’auto nel parcheggio si attraversa il ponte sul Torrente Vobbia\, in destra idrografica\, una piccola stradina asfaltata sale ripida tra le case della frazione Torre di Vobbia. Appena oltre il nucleo abitato\, quando la stradina incomincia a scendere\, si imbocca una breve strada sterrata che si stacca a destra. Percorsi una ventina di metri\, a destra della sterrata ha inizio il “Sentiero dei Castellani”\, diretto al Castello della Pietra (pannello informativo del Parco dell’Antola). Si prosegue in un bosco di castagni e di carpini con la vista di fronte alle Rocche di Reopasso roccia sedimentaria costituita da un’infinità di ciottoli cementati tra di loro. La prima tappa è il Poggetto\, uno sperone di roccia con splendida vista sull’abitato di Vobbia; non stupisce che qui vi fosse una torre di avvistamento. Al termine della salita il sentiero spiana e prosegue a mezza costa. Si scavalcano quasi subito\, senza alcun problema\, due brevi tratti franati su altrettante passerelle\, quindi s’ignora un sentiero che si stacca a destra per il Monte Bricchetti e si continua diritti. Poco a poco si entra in un bosco più fitto\, e si supera il Rio Ronchetti su un ponticello di legno. Assecondando la complessa orografia del terreno\, si tagliano valloni e costoni: si scavalca un ulteriore piccolo rio sul solito ponticello\, quindi si entra nel profondo solco vallivo scavato dal Rio del Campo\, il cui imbocco costituisce un ottimo balcone panoramico sul Castello della Pietra. Ancora poco si va in discesa e si arriva al Castello della Pietra. \nIl Castello della Pietra \nLa storia di questa ardita costruzione\, posta a guardia della Val Vobbia\, pare sia decisamente lunga. C’è chi la colloca addirittura in data antecedente l’anno Mille\, sebbene le prime notizie più certe risalgono a documenti della metà del XIII secolo\, quando viene nominato il feudatario Opizzone della Pietra. Al pari di tante altre fortificazioni\, la sorte del Castello della Pietra fu segnata dal passaggio in Italia di Napoleone: con l’abolizione dei feudi imperiali anche il castello venne abbandonato e\, alcuni anni dopo\, dato alle fiamme. Dopo molteplici passaggi di mano\, i ruderi della struttura furono donati al Comune di Vobbia. La rinascita del castello incomincia con il restauro della cinta muraria esterna\, curato dalla Provincia di Genova\, che ha portato alla riapertura al pubblico dal 1994. \nLa visita al castello sarà con la guida \nProssime Escursioni: \n** 14 febbraio (sabato) Ciaspolata EAI \n** 28 febbraio (sabato) Lazise 160 m s.l.m. E \n** 07 marzo (sabato) Ciaspolata EAI
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SUMMARY:Ciaspolata - Passo dell’Asino (max quota 2175m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSalita: \nLasciate le auto nel parcheggio antistante il Bar Blumon Break si prende il sentiero che parte alla sua destra in direzione della strada che sale al Passo Crocedomini. Il percorso che si addentra subito nel bosco è segnalato\, nella prima parte\, con dei pali e ciaspole e consente di tagliare i tornanti che vengono attraversati in più punti. Sempre proseguendo in salita nella stessa direzione della strada (innevata e chiusa al traffico) si giunge attraverso il bosco all’ultimo tornante e quindi al Goletto di Gaver (1792 m 1\,10h). Seguendo la provinciale del passo Croce Domini\, costeggiando il Monte Colombina\, si procede prima in piano e poi in breve discesa fino alla malga Cadino della Banca (1796 m). Da qui si seguono le evidenti tracce e tenendosi prima a destra dell’ampio vallone sotto il monte Asino di Bazenina e poi al centro della valle si superano diversi cambi di pendenza mai troppo impegnativi. Avremo a quel punto guadagnando un panorama sempre più ampio sulla val Cadino\, i suoi dossi e le sue rade baite. L’ultimo breve tratto può essere spezzato con qualche zig- zag che ci consentirà di superare una pendenza appena più significativa e giungere al Passo dell’Asino (2175 m – 3h circa dalla partenza) posto tra il Monte Mattoni ed il Monte Cadino e si affaccia sulla Valfredda. Il passo dell’Asino è un ampio colle che mette in comunicazione la Val di Cadino con la Valle Bona che sale da Bazena nel comune di Breno. Da qui si può anche raggiungere il Monte Frerone più a nord. La vista spazia dal Cornone di Blumone\, alle Terre Fredde\, alla Corna Bianca\, al Monte Colombina ed al Monte Misa. \nDiscesa: \nSi ripercorre a ritroso il tragitto di salita (2h circa) \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nMalga Cadino Della Banca \nFa parte dell’alpeggio Camprass-Cadino della Banca\, di proprietà del comune di Breno e costituito dalle stazioni di Malga Camprass\, Malga Cadino della Banca\, Malga Casinetto della Banca e Malga Casinetto di Cima. Ha superficie di pertinenza di circa 680 ha\, di cui almeno 240 sono attualmente i pascoli propriamente detti tra cui spiccano i pascoli su matrice rocciosa calcarea\, dalla composizione floristica varia e assolutamente di pregio. Rappresenta quindi una delle realtà pascolive più produttive dell’intero Parco Adamello\, con sede principale delle attività di trasformazione presso Malga Cadino della Banca. \nFormaggi\, burro\, ricotte e Fiurit \nI formaggi vaccini sono i principali e più tradizionali prodotti realizzati nel Parco dell’Adamello. Piuttosto variegata è la gamma dei formaggi\, la maggior parte dei quali a latte crudo. Di assoluto rilievo la produzione realizzata in estate in malga\, con animali alimentati al pascolo per un prodotto aromatico e la cui origine è strettamente legata all’ambiente naturale. Il più importante formaggio tradizionale è prodotto a pasta semicotta con latte parzialmente scremato\, destinato ad una medio-lunga stagionatura: se prodotto seguendo il relativo disciplinare dà origine al “Silter Camuno-Sebino“\, per il quale è in corso l’attribuzione della Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.). Il suo nome deriva dal termine con il quale nel dialetto locale si indicava il fabbricato rurale adibito alla stagionatura del formaggio. Il Fiurit\, la prima più liquida ed apprezzata porzione della ricotta. \nProssime escursioni: \n  ** 28 febbraio: Lazise (E) \n  ** 7 marzo: Ciaspolata – meta da definire in base all’innevamento (EAI)
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SUMMARY:Lazise (max quota 160m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto al parcheggio\, si intraprende il seguente percorso: lungolago Marconi-viale Roma-via Toscanini-ciclovia“i Vigneti” fino alla svolta della strada a sx dopo l’incrocio con via Pastrengo.Quindi a dx su sentiero senza nome-via Pergole-via Verona-via Cioso-sentiero senza nome-via Molinei-ciclovia del Sole-via dello Sport-strada del Roccolo-località Fossalta-passaggio di accesso alla ciclovia Peschiera Lazise BNF. Da qui si percorre la ciclovia fino al parcheggio. Poiché il percorso è piuttosto tortuoso\, si consiglia ai partecipanti di non disperdersi\, seguendo scrupolosamente il Direttore di Escursione. A chi ne facesse richiesta invieremo la mappa mediante file GPX \nNOTE CULTURALI \nLazise\, comune sul Lago di Garda in Veneto\, è considerato il primo Comune libero d’Italia perché nel 983 d.C. l’imperatore Ottone II concesse alla comunità un’ampia autonomia civica e il diritto di fortificarsi\, molto prima che il movimento comunale si sviluppasse nel resto della penisola\, rendendolo un pioniere delle autonomie locali. Il nome Lazise deriva dal latino lacus che significa ”villaggio lacustre”\, come sembrano confermare documenti dell’Alto Medioevo che riportano il paese sotto il nome di Laceses. Importanti monumenti sono la Pieve romanica di S. Nicolò\, il Castello Scaligero\, le mura e l’antica Dogana Veneta. \nPROSSIME ESCURSIONI: \n  ** 7 Marzo: Ciaspolata – meta da definire in base all’innevamento – max 10 partecipanti (kit noleggiabile in sezione) – Direttore di escursione: Zavatti Marco \n  ** 18 Marzo: Ponte Tibetano 520 m s.l.m. – Torri del Benaco – Direttore di escursione: Deo Moreno
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