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SUMMARY:Monte Paradiso
DESCRIPTION:alle sorgenti del torrente Garza\, una strana incisione\, a metà tra una valle e un canyon\, con a ovest delle montagne (Monte Doppo\, Monte Conche…)\, e a est invece un altipiano (la cosiddetta “Conca d’Oro”)\, costituisce una peculiarità quasi alpina\, eppure a pochi chilometri dallo sprawl (per questo termine si rimanda a https://www.totaldesign.it/citta-diffusa-urban-sprawl/)
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SUMMARY:PIZZO RABBIOSO
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SUMMARY:Cima Fontana Calda
DESCRIPTION:nell’altipiano di Treviso Bresciano\, tre diversi punti di osservazione per un’escursione al di fuori dei gusti dei collezionisti di cime\, ferrate o bollini dei rifugi. Niente “interminati spazi”… quanto ai “sovrumani silenzi”\, dipende dalla disposizione d’animo di chi cammina\, dalla volontà di recepire ed ascoltare\, piuttosto che imporre la propria presenza a una natura severa e discreta\, lasciandosi coinvolgere in un “escursionismo di ricerca” lontano dai sentieri battuti\, e strabordanti di relazioni in internet\, racconti e fotografie tutte uguali
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SUMMARY:Monte Lividino
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SUMMARY:Trekking Cilento - 8gg
DESCRIPTION:PROGRAMMA GENERALE \n** Martedì 7 maggio 2024 \nViaggio in treno da Cremona ad Agropoli; trasferimento con bus privato a S.Maria di Castellabate; sistemazione in albergo; incontro con la guida Andrea. \n** Mercoledì 8 maggio 2024 \nEscursione tra villaggi di pescatori\, fattorie e pinete: S.Maria di Castellabate / S.Marco di Castellabate / Monte e Punta Licosa / S.Maria di Castellabate. Pranzo al sacco in spiaggia\, visita del borgo di Castellabate e rientro in albergo. \n** Giovedì 9 maggio 2024 \nTrasferimento di 40′ al bivio di Punta Carpinina di Perdifumo. Escursione tra la flora tipica del Parco e visita al frantoio della cooperativa Nuovo Cilento a S.Mauro Cilento. \n** Venerdì 10 maggio 2024 \nGiornata turistica dedicata alle visite guidate degli scavi archeologici di Paestum\, delle caratteristiche Grotte dell’Angelo a Pertosa e della grandiosa Certosa di Padula\, dall’aspetto oggi prevalentemente barocco. \nTrasferimento in circa 90′ a Marina di Camerota per sistemazione in albergo. \n** Sabato 11 maggio 2024 \nTrasferimento di circa 45′ a San Giovanni a Piro per iniziare l’escursione sul Monte Bulgheria (1224 m)\, bellissima montagna alpina che domina la costa del Golfo di Policastro. \n** Domenica 12 maggio 2024 \nBreve trasferimento a Palinuro per l’escursione a piedi sul suggestivo promontorio di Capo di Palinuro\, ricco di grotte preistoriche\, baie e falesie. Possibilità di un bagno in mare. \n** Lunedì 13 maggio 2024 \nEscursione a piedi fino alla Cala degli Infreschi\, uno dei tratti più selvaggi e belli della costa del Parco\, totalmente immerso nella natura mediterranea. Rientro a Marina di Camerota in barca con sosta alle grotte marine. \n** Martedì 14 maggio 2024 \nSaluto con la guida; trasferimento con bus privato alla stazione di Pisciotta-Palinuro e rientro in treno a Cremona. \nDISLIVELLI e DURATA (soste comprese): \n** 08 Maggio: 370m in salita\, 370 m in discesa; 5 ore \n** 09 Maggio: 600m in salita\, 600m in discesa; 6 ore \n** 10 Maggio: giornata turistica \n** 11 Maggio: 690m in salita\, 685m in discesa; 7 ore \n** 12 Maggio: 200m in salita\, 200m in discesa; 5 ore \n** 13 Maggio: 350m in salita\, 350m in discesa; 6 ore \nNOTE DI CARATTERE STORICO\, AMBIENTALE E CULTURALE \nIl Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano\, istituito nel 1991 è inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO\, è il secondo parco in Italia per dimensioni (180.000 ha circa) e si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’Appennino campano-lucano. È un territorio ricco di boschi di castagni e di lecci\, di borghi affacciati sul mare o abbarbicati sulle rocce. \nLa fascia costiera\, caratterizzata da due parchi marini\, quello di S.M. di Castellabate e quello degli Infreschi\, ha un aspetto tipicamente mediterraneo\, con un succedersi di insenature\, piccole spiagge sabbiose\, pareti a picco sul mare e promontori dominati da antiche torri di guardia a difesa dei paesi interni. \nDal punto di vista storico il Parco è una testimonianza eccezionale dell’incontro culturale tra la Magna Grecia e le civiltà appenniniche: zone di antiche origini (Paestum\, Velia) e di miti (Capo Palinuro)\, territorio ricco di centri storici antichi (Agropoli\, Castellabate) e di borghi medioevali (San Severino\, Pisciotta) inseriti in un’oasi caratterizzata da una grande diversità di ambienti naturali
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SUMMARY:Capanna Grassi
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SUMMARY:GIRO DELLE MALGHE BONIPRATI
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SUMMARY:Monte Ventasso 1726m s.l.m.
DESCRIPTION:Il lago Calamone è un importante bacino lacustre di origine glaciale ricompreso nella Zona 1 – di rilevante interesse naturalistico\, paesaggistico e ambientale – del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e nel Sito della Rete Natura 2000 “Monte Ventasso”. Il lago è alimentato da un immissario e da tre sorgenti. È stato ampliato artificialmente nel 1956 con la costruzione\, da parte del Corpo Forestale dello Stato\, di una briglia-ponte sull’emissario (il Torrente Lonza)\, intervento che ha portato ad un aumento della sua profondità (c.ca 9 m profondità massima) e ha esteso in modo notevole la superficie ed il volume d’invaso\, modificandone anche la forma e gli ecosistemi presenti in precedenza. Come tutti i laghi di origine glaciale\, è un ambiente dinamico e soggetto a una lenta ma continua evoluzione che porterà con il trascorrere degli anni al progressivo interramento e al passaggio naturale da lago a stagno\, a torbiera e infine a prato umido. \nSegnaliamo altresì che buona parte del percorso si svolge sul Sentiero Partigiano n°9.
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SUMMARY:Laghetti di Ponteranica 2111 m s.l.m.
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SUMMARY:Trekking Valtournenche
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SUMMARY:Bivacco Casina Dosson 2363 m s.l.m.
DESCRIPTION:Si arriva al bivio di Valletta alta dove su un masso c’e una lapide che ricorda le vittime di una grande valanga abbattutasi sui soldati il 24 febbraio 1916 (60 vittime). Le creste di queste valli\, durante il primo conflitto mondiale\, furono terreno di combattimento\, prima linea\, fra gli italiani e gli austriaci e i segni lasciati della Guerra bianca sono ancora evidenti\, con innumerevoli fortificazioni\, postazioni militari\, reticolati e anche cannoni\, portati con incredibile fatica a tremila metri e ancora muti testimoni di un tragico passato. Le immense pietraie del Carè Alto sono quindi una opportunità anche per gli appassionati di reperti bellici.
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SUMMARY:Trek Odle-Puez
DESCRIPTION:il trek\, con doppio pernottamento in 3 rifugi\, consente digressioni\, come le citate cime Resciesa Dedora il primo giorno\, il Piz Duleda il giorno \, il Col de la Pierês il giorno 6 e la Piza il giorno 8\, con integrazioni\, ad esempio il giorno 5\, tornati al rif. Puez\, il Piz de Puez 2.913 m. (EE\, disl 450m – durata: and/rit. 2 1⁄2 ore – sviluppo 4 km)\, e varianti\, a seconda delle condizioni meteo e del terreno.
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SUMMARY:Monte Menegosa 1356 m s.l.m.
DESCRIPTION:Il Monte Menegosa (1360 m) è una massiccia montagna ofiolitica che sorge sullo spartiacque tra Nure e Arda. La sua complessa mole rocciosa emerge improvvisamente da dolci versanti coperti da vasti boschi\, dominando l’ampia testata della Val d’Arda con i paesi di Teruzzi e Morfasso. Oltre alla cima principale\, che è sormontata da una piccola croce metallica\, si contano ben tre anticime: la sud (1311 m) è un’impervia piramide di rocce e ghiaioni instabili\, sorge anch’essa lungo lo spartiacque tra Nure e Arda\, sovrastando con mole arcigna la stretta sella del Passo Menegosa; la est (1322 m) è un massiccio contrafforte roccioso che sporge verso la Val d’Arda con ripide pareti di rocce a sfacelo\, e culmina con un curioso anfiteatro di scuri roccioni; la nord-est (1332 m) è essenzialmente un’esile spuntone conico\, che emerge dal bosco che riveste il versante settentrionale della montagna. Nelle giornate limpide\, la cima del Menegosa offre un panorama straordinario\, specialmente verso la Pianura Padana e l’arco alpino fino al Veneto; dalla parte opposta si nota gran parte dell’Appennino Ligure-Piacentino\, con i monti Ràgola e Camulara in bell’evidenza; poi la Val d’Arda con il Lago di Mignano\, circondata dai massicci boscosi della Croce dei Segni e del Monte Mezzano\, quindi il Monte Carameto e\, in lontananza l’Appennino Tosco-Emiliano con il Monte Cervellino\, il Crinale dei Laghi\, l’Alpe di Succiso e il Monte Ventasso.
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SUMMARY:Cima di Vallumbrina 3220 m s.l.m.
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SUMMARY:Cima Capi 909 m slm
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SUMMARY:Cima Durmont (1837 m s.l.m.)
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SUMMARY:Foreste Casentinesi 1230 slm
DESCRIPTION:FORESTE CASENTINESI (Il Parco): copre un’area di circa 368 km quadrati equamente divisi fra l’Emilia Romagna e la Toscana\, comprendente territori delle provincie di Forlì – Cesena\, Arezzo e Firenze. Si estende lungo la dorsale appenninica tosco-romagnola\, scendendo ripidamente lungo il versante romagnolo e più graduale nel versante toscano. Il paesaggio è caratterizzato dalle rocce sedimentarie\, prevalentemente arenarie che in Romagna appaiono frequentemente. Differente è la conformazione nella zona sud/est del Parco\, dove il Monte della Verna\, con le sue rupi calcaree\, si distingue in un paesaggio con ampie pendici tondeggianti che rivelano la presenza di argille. Il Parco eccelle\, dal punto di vista\nnaturalistico\, come una delle aree forestali più pregiate d’Europa nella fascia montana e submontana troviamo abetine secolari\, boschi di faggio e acero montano\, boschi misti di faggi\, aceri\, frassini\, olmi\, tigli\, querce e castagneti. Il territorio del parco si contraddistingue per la grande ricchezza e varietà faunistica. La scarsa densità abitativa dell’uomo fa del parco un territorio ottimale per la presenza e diffusione della fauna selvatica\, sia vertebrata sia invertebrata. Tra la vertebrata\, quella di maggiore fascino è rappresentata dai grandi mammiferi\, in particolare dagli ungulati\, che sono presenti con cinque specie – Cervo\, Daino\, Capriolo\, Cinghiale e Muflone e dal Lupo.\nMONASTERO DÌ CAMALDOLI: immerso in una foresta di abeti secolari il monastero\, suddiviso in due nuclei\, è dal 1012 la casa madre dei monaci camaldolesi. La parte più antica del complesso\, l’Eremo\, sorge a 1103 metri d’altitudine e fu fondato da san Romualdo. Si possono visitare la chiesa\, la piccola cappella di Sant’Antonio e l’originale cella di san Romualdo. Separati da una cancellata si allineano venti celle abitate dagli eremiti. Più in basso\, a circa due chilometri di distanza\, sorge il grande Monastero\, che subì pesanti rifacimenti nel XIII secolo. Sono aperti al pubblico la chiesa barocca\, che custodisce all’interno dipinti di Vasari\, il chiostro cinquecentesco e l’antica farmacia.\nSANTUARIO DELLA VERNA: La Verna\, montagna sacra nel cuore del Casentino\, fu donata a San Francesco dal conte Orlando Cattani di Chiusi nel 1213. In questo stupendo posto immerso nel verde il 17 settembre 1224\, San Francesco d’Assisi ricevette il sigillo delle stigmate. la prima costruzione del complesso fu la cappella di Santa Maria degli Angeli sorta tra il 1216 e il 1218 e dedicata\, per espressa volontà di Francesco\, alla Vergine degli Angeli\, la quale\, apparendo al Santo\, aveva indicato il luogo e le dimensioni della prima chiesetta della Verna. La costruzione della Basilica maggiore fu iniziata a ridosso della predetta chiesetta soltanto nel 1348. Si entra nel complesso attraverso un portico rinascimentale. L’interno a croce latina è a navata unica dove sono custodite alcune delle opere più belle della famiglia di scultori fiorentini Della Robbia che nel XV secolo abbellirono il convento con le loro terrecotte. All’interno\, contraddistinta da una cancellata di ferro battuto troviamo la Cappella delle Reliquie dove sono conservati il saio del santo\,\nUna teca con il suo sangue\, più altre reliquie. Il cuore del Santuario è la Cappella delle Stimmate la cui parete centrale è ricoperta interamente dalla “Crocefissione” di Andrea della Robbia. Da non perdere la visita alla grotta di San Francesco\, il Corridoio delle Stigmate completamente affrescato con diversi episodi di vita di San Francesco e il “balcone del diavolo” che si affaccia direttamente sullo strapiombo della Verna.
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SUMMARY:Monte Ciarello 716 m slm - Pranzo Sociale
DESCRIPTION:Dopo l’escursione ecco il duro compito che ci attende…\nPrimi (portate su vassoi)\n– tortelli di ricotta e spinaci al burro e salvia\n– tortelloni di zucca al gorgonzola\n– tagliatelle ai porcini\nSecondi (a scelta individuale)\n– stracotto di manzo con polenta\n– salsiccia in umido con sugo ai funghi\n– roastbeef\nContorni\n– patate arrosto\n– insalata mista\nDolci (a scelta individuale)\n– crostata artigianale\n– semifreddo artigianale\nAcqua\, vino\, caffè \nPossibili varianti per vegetariani e celiaci\, all’interno del conto stabilito. \nIl menu è fisso a € 30\, ogni “integrazione” individuale va regolata personalmente e\, meglio\, subito\, senza interferire con la raccolta finale del saldo da parte del capogita e/o dei suoi collaboratori.
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SUMMARY:Framura Levanto - max quota 210m s.l.m.
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDa dove ci lascia il pulman a Costa di Framura si prosegue sulla strada fino a prendere una scalinata che ci porta sulla SP4\, e ad incrociare un sentiero (a destra conduce alla spiaggia rocciosa di Punta dei Marmi) proseguendo in salita sui gradoni delle rocce\, con viste che si alternano tra calette e insenature\, in mezzo ai pini marittimi. Si arriva quindi nella frescura della boscosa Valle di Lame\, con il torrentello omonimo che forma piccole cascate\, si attraversa un ponticello\, si prosegue in salita e in modo abbastanza ripido attraverso un lecceto\, dopo poco si intravede in alto il paese di Montarett. Si arriva alla località di Salice\, si prosegue e alla curva si prende il sentierino sulla destra\, si arriva sul Rio Brino e all’incrocio di sentieri e sterrate con vista sulle prime case di Bonassola\, Continuando si arriva alla Sella di Carpaneggio. Si prosegue quindi sulla salita a sinistra\, si arriva a un incrocio\, si prosegue dritti\, poi si passa in discesa vicino ai resti di una costruzione che risale alla seconda guerra mondiale\, si prosegue dritti e si arriva al promontorio del Salto della Lepre\, con piazzole per i cannoni e ruderi di antichi bunker. Qui la vista spazia da Punta Manara al Promontorio di Portofino\, al blu cobalto del mare ed alle rocce a strapiombo (fare molta attenzione in quanto non c’è nessun tipo di protezione). Si torna ora indietro al bivio e si prosegue a destra in discesa\, per arrivare al bivio alla nostra destra per via Roma\, dopo alcuni tornanti\, si arriva sulla strada asfaltata\, e alla nostra destra si può arrivare fino al punto panoramico della cappelletta della Madonna della Punta. Ora per strada asfaltata si raggiunge Bonassola in un grande golfo risultato di un’antica piana alluvionale; subito dopo il campetto da calcio\, dove inizia anche la ciclopedonale. Qui il gruppo si può dividere: chi fa più dislivello segue la traccia nera e imbocca la scalinata di via Maxinara per poi seguire il sentiero che sale sul promontorio della Guardia\, raggiungendo la frazione di Poggio\,per via Scernio fino alla omonima frazione per poi seguire via Valle Santa e ridiscendere a Levanto. In alternativa arrivati a Bonassola il gruppo che segue la traccia blu che ha minor dislivello può seguire la ciclopedonale che percorre le gallerie dismesse della vecchia ferrovia\, che ogni tanto ha delle aperture all’esterno offrendo bellissimi scorci sulla costa e si arriva a collegarsi alla traccia nera a Levanto. Seguendola si arriva dietro al parcheggio della stazione ferroviaria punto dove dovrebbe esserci il pulman\, si sarà più precisi durante l’escursione. \nProssime Escursioni: \n08 febbraio (sabato) Ciaspolata m s.l.m. EAI \n12 febbraio (mercoledi ) Celleri 385 m s.l.m. E \n22 febbraio (sabato) Costermano 310 m s.l.m. E
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SUMMARY:Celleri - max quota 385m s.l.m.
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPartenza dalla chiesa di S.Agnese frazione di Rezzano si gira a sinistra sulla strada asfaltata per circa 3 km\, all’incrocio a destra si va a Sariano e a sinistra si va a Tavasca\, noi proseguiamo diritto per una carrareccia che ci porterà in mezzo a castagneti\, fino qui il percorso è tutto in leggera salita. Si prosegue fino ad incrociare la strada asfaltata che arriva da Tavasca punto più alto del percorso . Si va sinistra in discesa verso una bellissima casa in pietra dove appena dopo\,a destra\,si prende una carrareccia e si mantiene la destra che ci porta all’Eremo di San Espedito che solitamente è chiuso. Non si conosce l’anno esatto di costruzione della chiesa. Sono invece documentati i lavori di completa ristrutturazione sia della chiesa sia dell’attigua casa canonica commissionati da don Francesco Gorrara tra il 1874 e il 1896\, attestati anche da una lapide conservata sul fronte della chiesa. La lapide fu voluta da don Carlo Comolli\, successore di don Gorrara. Nel 1922 all’antica intitolazione a San Giovanni Battista fu aggiunta quella a San Espedito per desiderio dello stesso parroco don Comolli che espose una statua raffigurante il santo. La facciata principale della chiesa\, in stile neogotico\, è tripartita e racchiusa tra quattro lesene aggettanti\, disegnate a finta pietra\, con capitelli sommitali. Da qui il percorso riprende a salire verso sinistra fino all’incrocio della strada asfaltata che arriva da Rezzano. Punto panoramico dove si possono vedere tutte le Alp\,i dipende dalla giornata. Si prosegue attraversando vigneti di gotturnio e ortrugo\, si prende una carrareccia a sinistra che ci porterà al punto di partenza attorniati da vigneti e sperando nel panorama delle Alpi \nNOTE DÌ CARATTERE AMBIENTALE CULTURALE STORICO \nLa chiesa di sant’Agnese vergine e martire è del 1707.Una lapide collocata in controfaccia\, attesta che l’edificio attuale risale al 1707. Fu edificata da don Carlo Berni sulle fondamenta di una precedente chiesa trecentesca. Internamente gli affreschi sono opera del pittore Renato Feci\, mentre l’altare è di Paolo Perotti. Poco distante da Celleri\, sulla riva destra del Vezzeno\, si visita Torre Confalonieri\, appartenuto all’omonima famiglia un avo partecipò alla prima Crociata nel 1096. Nel 1520\, in una delle torri del castello\, fu allestito un oratorio dedicato a San Corrado. Una residenza di campagna fu costruita a ridosso dell’antico fortilizio nel 1875. Nel castello di Celleri – secondo altri nella Torre Confalonieri – sarebbe nato Corrado Confalonieri nel 1284 (o nel 1290): il nobile fu dichiarato Santo nella prima metà del Cinquecento. Ecco in breve la sua storia: durante una battuta di caccia\, Corrado fece incendiare il sottobosco dai suoi servi per stanare una preda\, causando danni ingenti ai campi e alle cascine della località oggi nota come Case Bruciate. Un innocente fu accusato al posto suo e\, quindi\, condannato a morte. Poco prima dell’esecuzione\, Corrado confessò e\, dopo aver venduto i beni suoi e della ricca moglie\, pagò i danni. Si unì poi al Terzo Ordine Regolare di San Francesco\, mentre la moglie entrò in un convento della Figlie di Santa Chiara. In seguito al naufragio della sua nave per la Terra Santa\, fu eremita in una valle nei pressi di Noto (Siracusa)\, di cui è Santo Patrono. Morì nel 1351. \nALL’ATTENZIONE DEI PARTECIPANTI : IL PRANZO SARA’ NELLA TRATTORIA A VIUSTINO\, TRATTORIA PAGANUZZI \nProssime Escursioni: \n22 febbraio (sabato) Costermano 300 m s.l.m. Lago di Garda E \n01 sabato (sabato) Ciaspolata m s.l.m. EAI \n15 marzo (sabato ) Placche di Baone m s.l.m. E
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SUMMARY:Malga Ritort - 1747m s.l.m. [SPOSTATA AL 15/2 - META DA CONFERMARE IN BASE ALL’INNEVAMENTO]
DESCRIPTION:LA  ESCURSIONE  E’  RINVIATA  A  SABATO  15  FEBBRAIO. \nLA  META  POTRA’  CAMBIARE  IN  BASE  ALLE  CONDIZIONI  DI  INNEVAMENTO. \nDESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSalita \nLasciato Sant’Antonio di Mavignola\, dopo il quarto tornante\, si parcheggia l’auto in prossimità del Ristorante al Fratè (località Paluac). Imbocchiamo un breve tratto di strada che ci conduce sul percorso SAT di lunga percorrenza (sentiero San Vili n° 300) che unisce in 5-6 tappe Trento a Madonna di Campiglio. Il sentiero sfocia in via Castelletto Inferiore\, percorso un tratto della quale\, svoltiamo a sinistra per attraversare la SS239 in prossimità della stazione di risalita Colarin (1 ora circa a seconda dell’innevamento). Procediamo quindi per intercettare l’itinerario n° 2 che sale alla Malga Ritort. Superato il ripido pendio iniziale\, sfruttando gli ampi tornanti del sentiero (questa è la parte più faticosa dell’itinerario)\, si arriva ad una zona pianeggiante a 1660m. L’itinerario si snoda in un bosco di elevato pregio naturalistico\, dove prevalgono abeti e larici ad alto fusto alternati a fitti cespugli di pino mugo e al pascolo in prossimità della malga. Da questo punto le pendenze diminuiscono e si inizia a percorrere verso sud-ovest una serie di falsipiani che portano all’ampia radura sottostante la malga. Procedendo diritti\, rimontando successivamente una strada forestale che offre accessibili pendenze\, in breve si giunge alla meta Malga Ritòrt\, 1.747m (ca 1\,30 h da Campiglio a seconda delle condizioni di innevamento). L’attiguo Rifugio Malga Ritorto è aperto\, ma spesso affollato\, per chi intendesse rifocillarsi con piatti tipici locali. \nDiscesa \nRitorniamo sui nostri passi sino al primo bivio e tenendo la destra imbocchiamo il percorso battuto (itinerario n° 15) scendendo\, in modo graduale\, prima al pascolo di Milegna e poi a Casa Capot. Proseguiamo sulla forestale che passa vicino ai Masi del Paluac ed esce sulla SS239. La percorriamo in direzione Sant’Antonio di Mavignola per circa un centinaio di metri raggiungendo il parcheggio. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE \nIl balcone naturale della Malga Ritort è un eccezionale punto panoramico sulle Dolomiti di Brenta. Tempo permettendo la vista spazia sulla Val Rendena a sud\, sui gruppi montuosi delle Dolomiti di Brenta a est e dell’Adamello a ovest. Il Sentiero San Vili venne ideato dalla SAT nel 1987 e inaugurato nel 1988. È formato da tre sentieri\, il 627\, il 613 e il 300: il primo va da Trento a Ranzo\, il secondo da Ranzo a Deggia\, il terzo prosegue contornando le propaggini meridionali del Gruppo di Brenta per poi risalire la Rendena fino a Madonna di Campiglio. Qui è dove la SAT fu fondata nel 1872. \nEQUIPAGGIAMENTO \n* Alta Montagna invernale\, ghette\, occhiali da sole \nATTREZZATURA \n* Ciaspole\, ARTVA\, pala\, sonda. Consigliati bastoncini con rondelle per neve\, ramponcini in caso di scarsa neve. \n  \nProssime escursioni: \n\n12 febbraio: Celleri Appennino Piacentino (E)\n22 febbraio: Costermano – Lago di Garda (E)
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SUMMARY:Costermano (max quota 310m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPartenza dal parcheggio verso il cimitero militare tedesco di Costermano. Si prosegue su una ciclabile e poi su una strada sterrata che costeggia dei vigneti e si arriva all’eremo di san Giorgio dei Camandolesi che è visitabile . Si prosegue nel bosco per la rocca di Garda allestita al tempo dei Longobardi punto panoramico sul Lago di Garda. Si scende fino alle prime case di Garda su strade asfaltate\, sterrate\, vigneti e uliveti e si ritorna al punto di partenza. \nNOTE DÌ CARATTERE CULTURALE E STORICO \nIl cimitero militare tedesco di Costermano si trova in una zona collinare sulla riva orientale del lago di Garda nel comune di Costermano. È stato costruito tra il 1956 ed il 1967\, su progetto dell’architetto di Monaco Robert Tischler\, anno nel quale venne aperto a maggio al pubblico. È gestito dall’associazione umanitaria tedesca Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e.V. su incarico del Governo federale\, che si occupa del rilevamento delle tombe dei caduti germanici all’estero\, al loro mantenimento e cura. Ha suscitato polemiche la presenza nel cimitero di 43 ufficiali delle SS e di circa cinquecento fra sottufficiali e militi della stessa formazione\, alcuni dei quali responsabili di gravissimi crimini contro l’umanità. Fra di essi il tristemente celebre Cristian Wirth. Per tale motivo\, nel 2006 il console tedesco a Milano\, Axel Hartmann\, ha dichiarato che il cimitero vuole essere «un luogo di coscienza e ricordo\, ma anche di ammonimento”. Sono raccolte le salme di 22.028 caduti tedeschi e non solo\, della seconda guerra mondiale tratte dai cimiteri di guerra e da altri luoghi di sepoltura dell’Italia settentrionale. Tra i soldati qui inumati vi è Franz Gall generale di divisione della Wehrmacht. \nProssime Escursioni: \n\n01 sabato (sabato): Ciaspolata – EAI\n15 marzo (sabato): Placche di Baone 460m s.l.m. – E\n26 marzo (mercoledi): Monte Gallo 1144m s.l.m. – E
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SUMMARY:Passo dell’Asino - 2175m s.l.m.
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSalita: \nLasciate le auto nel parcheggio antistante il Bar Blumon Break si prende il sentiero che parte alla sua destra in direzione della strada che sale al Passo Crocedomini. Il percorso che si addentra subito nel bosco è segnalato\, nella prima parte\, con dei pali e ciaspole e consente di tagliare i tornanti che vengono attraversati in più punti. Sempre proseguendo in salita nella stessa direzione della strada (innevata e chiusa al traffico) si giunge attraverso il bosco all’ultimo tornante e quindi al Goletto di Gaver (1792 m 1\,10h). Seguendo la provinciale del passo Croce Domini\, costeggiando il Monte Colombina\, si procede prima in piano e poi in breve discesa fino alla malga Cadino della Banca (1796 m). Da qui si seguono le evidenti tracce e tenendosi prima a destra dell’ampio vallone sotto il monte Asino di Bazenina e poi al centro della valle si superano diversi cambi di pendenza mai troppo impegnativi. Avremo a quel punto guadagnando un panorama sempre più ampio sulla val Cadino\, i suoi dossi e le sue rade baite. L’ultimo breve tratto può essere spezzato con qualche zig- zag che ci consentirà di superare una pendenza appena più significativa e giungere al Passo dell’Asino (2175 m – 3h circa dalla partenza) posto tra il Monte Mattoni ed il Monte Cadino e si affaccia sulla Valfredda. Il passo dell’Asino è un ampio colle che mette in comunicazione la Val di Cadino con la Valle Bona che sale da Bazena nel comune di Breno. Da qui si può anche raggiungere il Monte Frerone più a nord. La vista spazia dal Cornone di Blumone\, alle Terre Fredde\, alla Corna Bianca\, al Monte Colombina ed al Monte Misa. \nDiscesa: \nSi ripercorre a ritroso il tragitto di salita (2h circa). \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nMALGA CADINO DELLA BANCA \nFa parte dell’alpeggio Camprass-Cadino della Banca\, di proprietà del comune di Breno e costituito dalle stazioni di Malga Camprass\, Malga Cadino della Banca\, Malga Casinetto della Banca e Malga Casinetto di Cima. Ha superficie di pertinenza di circa 680 ha\, di cui almeno 240 sono attualmente i pascoli propriamente detti tra cui spiccano i pascoli su matrice rocciosa calcarea\, dalla composizione floristica varia e assolutamente di pregio. Rappresenta quindi una delle realtà pascolive più produttive dell’intero Parco Adamello\, con sede principale delle attività di trasformazione presso Malga Cadino della Banca. \nFORMAGGI\, BURRO\, RICOTTE E FIURIT \nI formaggi vaccini sono i principali e più tradizionali prodotti realizzati nel Parco dell’Adamello. Piuttosto variegata è la gamma dei formaggi\, la maggior parte dei quali a latte crudo. Di assoluto rilievo la produzione realizzata in estate in malga\, con animali alimentati al pascolo per un prodotto aromatico e la cui origine è strettamente legata all’ambiente naturale. Il più importante formaggio tradizionale è prodotto a pasta semicotta con latte parzialmente scremato\, destinato ad una medio-lunga stagionatura: se prodotto seguendo il relativo disciplinare dà origine al “Silter Camuno-Sebino“\, per il quale è in corso l’attribuzione della Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.). Il suo nome deriva dal termine con il quale nel dialetto locale si indicava il fabbricato rurale adibito alla stagionatura del formaggio. Il Fiurit\, la prima più liquida ed apprezzata porzione della ricotta. \nEQUIPAGGIAMENTO \n* Alta Montagna invernale\, ghette\, occhiali da sole \nATTREZZATURA \n* Ciaspole\, ARTVA\, pala\, sonda. Consigliati bastoncini con rondelle per neve\, ramponcini in caso di scarsa neve. \nPROSSIME ESCURSIONI: \n** 15 marzo: Placche di Baone (E) \n** 26 marzo: Monte Gallo – Prealpi Bresciane (E)
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SUMMARY:Placche di Baone (Quota max 460 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSi parte dal parcheggio al calvario e si passa per le cave di Fontanelle su sentieri che attraversano oliveti. Si prosegue per la strada sterrata che è anche una ciclabile che ci porta a Laghel di sopra. Si prosegue fino a raggiungere la Bocchetta di Padaro . Da qui si punta verso il monte Baone\, punto più alto del percorso. Si gira verso destra raggiungendo un punto panoramico e proseguendo si raggiunge l’anello ciclabile Garda Sarche. La vista si apre sull’intera conca del Garda Trentino. Raggiunta località Sorgenti di Moline si rientra ad Arco attraversando l’olivaia di Romarzolo\, passando ai piedi della falesia di arrampicata delle Placche di Baone. La ciclabile la seguiremo fino al parcheggio tra ulivi e vigneti. \nProssime Escursioni: \n\n 26 marzo (mercoledi) : Monte 1144 m s.l.m. – Prealpi Bresciane – E\n 02 aprile (mercoledi) : Monte Castello di Gaino – 866 m s.l.m. – Lago di Garda – E\n 12 aprile (sabato) : Santuario della Corona 765 m s.l.m. – Valle dell’Adige – E
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SUMMARY:Monte Gallo (1144m slm)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nAndata: da via Roma svoltare a dx in via Passo del Giogo (cartello Chiesetta Monte Besume); la stradina cementata sale verso nord in salita\, e diviene sterrata al passo di cui sopra\, dove si prende a dx in piano. Presto si stacca in costa un sentiero (cartello tricolore); la traccia guadagna la cresta (Coste di Arveaco) evitando la deviazione per un roccolo e prosegue con pendenza abbastanza dolce fino al Passo Gioiello 1029 m. Siamo alle falde del monte Besum 1115 m ma noi proseguiamo in traverso sul suo versante nord\, passando sotto al Monte Cul 1050m. Prima di scendere al Passo del Cul è possibile ammirare l’elevazione del Monte Gallo\, dove saliremo con sentiero abbastanza erto. Al Passo (973m : su alcune cartine è posizionato a 1000m in modo sbagliato) i cartelli illustrano provenienza e destinazione di diverse tracce che qui si incrociano. Ora incontriamo la vera salita dell’escursione\, ma il dislivello è tutto sommato modesto. Raggiungiamo il “Vecchio Ricovero” ora ristrutturato ma non accessibile\, poi il boschetto di faggi che occupa la cima. Proseguendo qualche decina di metri l’anticima nord offre un aperto panorama sulle cime delle Prealpi Bresciane: a est la mole del Golem\, poi via via il Muffetto\, le cime dell’alta Val Trompia nascoste dalla Corna Blacca\, dietro il Dosso Alto\, invece piu vicino la Corna di Savallo\, e ancora le Piccole Dolomiti Bresciane fino alla fossa del Lago d’Idro con\, a est\, il Caplone. Lo Zingla 1497m è vicino e si presenta quasi imponente; insieme al dirimpettaio Spino 1504m lascia un varco (Valle Prato della Noce) alla vista del Monte Baldo. In secondo piano visibili le cime dell’Adamello meridionale\, l’inconfondibile Cornone di Blumone e il Re di Castello. Piu vicino\, in basso\, si apre il tormentato altopiano di Treviso Bresciano\, separato dalla Val Degagna dalla cresta che parte dalla cima Ones\, tocca la Gavarina 970 e culmina appunto col Monte Gallo da cui ci godiamo questo splendido panorama. \nRitorno: scendendo al Passo del Cul (con vista su uno spicchio del Garda) prendiamo la traccia (un tratturo) in traverso\, direzione sud. Nel bosco aggiriamo il Monte Besum e il Monte Folmone fino a sbucare nel suggestivo altipiano prativo di Case Paullo 900m. Poi la stradina diviene purtroppo cementata\, ma il percorso rimane piacevole a mezzacosta e raggiunge le case di Sereno di Sopra prima di scendere ad Arveaco. \nNOTE DI CARATTERE \, AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nQuesti monti\, come buona parte della Val Sabbia\, furono percorsi dai Partigiani durante la Resistenza. Oltre alla segnaletica tricolore\, anche la chiesetta sulla cima del Monte Besum ricorda i nostri patrioti\, tanto per stabilire\, di questi tempi\, da che parte è lecita la retorica. In profondità\, all’altezza circa del Passo del Cul\, passa la galleria idraulica che dal Lago d’Idro alimenta la centrale idroelettrica di Vobarno. \n 
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SUMMARY:Monte Castello (max quota 866m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciata l’auto nel parcheggio di via Andrea del Sarto ci si incammina verso il centro di Gaino fino a raggiungere via Camerate poi a destra per via Castello e a sinistra si prende la stradina che s’inoltra nella valle delle Camerate\, CAI 221. Qui si prende la strada in salita e superata una serie di abitazioni si prende un bivio con a sinistra le indicazioni della palestra di roccia per chi volesse arrampicare\, mentre procedendo avanti si segue il sentiero in falsopiano che corrisponde alla via normale per la cima sempre CAI 221. Superato un canalone detritico si raggiunge la parete rocciosa che verrà costeggiata fino ad un bivio dove a sinistra si sale per la vetta su un esile sentiero nel bosco mentre a destra prosegue il sentiero che scende a Navazzo ma che prenderemo solo dopo per il ritorno dal Monte Castello. La parte finale del sentiero è attrezzata con cavi d’acciaio utili come corrimano (NON necessario kit da ferrata)\, in circa 10 minuti dal bivio si arriva facilmente sulla cima. Per il ritorno si prosegue su CAI 221 che scende verso Navazzo. Si prosegue nel bosco fino a raggiunge Villa Lena di Navazzo. Si prende a destra CAI 241che ci porterà a Fornico. Qui ci fermeremo per il pranzo in trattoria\, poi ripartiremo per CAI 219B fino al santuario della Madonna di Supina. Dopo la visita prenderemo CAI 203 che ci porterà a Gaino incrociando CAI 219 che lasceremo girando a sinistra x via Andrea del Sarto che ci porterà al parcheggio. \nALL’ATTENZIONE DEI PARTECIPANTI : Il pranzo sarà nella Trattoria FORNICO\, a Fornico in Via del Sole. \nProssime Escursioni: \n\n12 aprile (sabato): Santuario della Corona 765 m s.l.m. – Val d’Adige – E\n23 aprile (mercoledi): Monte Barigazzo 1260 m s.l.m. – E\nDal 06 maggio al 14 maggio: Trekking della Sicilia – T/E
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SUMMARY:Santuario della Corona (775m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDal centro del paese di Brentino seguiamo le indicazioni per il Santuario; dopo pochi minuti\, ai piedi di un grande albero\, troviamo un segnavia con l’indicazione per sentiero dei pellegrini\, Madonna della Corona\, Spiazzi (n73). Il percorso inizia con una scalinata\, quindi si restringe diventando un sentiero vero e proprio. Più avanti il sentiero costeggia un tratto di roccia attrezzato con un cordino (nulla di difficile né di pericoloso)\, per poi sfociare in una ripida scalinata che conduce prima al ponte del Tiglio poi finalmente al Santuario dove si gode di una splendida vista. \nNOTE CULTURALI \nLe origini della costruzione del santuario della Madonna della Corona risalgono ad una leggenda locale. La vicenda racconta del miracoloso ritrovamento di una statua raffigurante la Pietà sull’orlo dell’anfratto roccioso\, la quale però sarebbe stata originariamente custodita nell’isola di Rodi. Si narra che per sfuggire all’invasione dei turchi di Solimano II[2] ed ai saccheggiamenti dei tesori dell’isola\, la statua sia stata trasferita grazie ad un intervento angelico sul Monte Baldo\, trovando così riparo dai soprusi La leggenda racconta di un gruppo di locali che vide una luce accendersi e sentì un coro angelico provenire dalla parete rocciosa. Poiché il luogo era difficile da raggiungere si calarono con delle corde per poter assistere alla spettacolare presenza della misteriosa statua. Si decise quindi di erigere una cappella nel punto esatto del ritrovamento\, nella quale posizionare la scultura in questione. La cappella però\, a causa della sua posizione sull’orlo di uno strapiombo\, era molto difficile da raggiungere e si decise così di costruire un sentiero\, con il famoso “Ponte del Tiglio” e scavare dei gradini nella roccia\, per facilitare il pellegrinaggio. Più verosimilmente il gruppo scultoreo fu donato al luogo di culto da Lodovico Castelbarco\, nobile roveretano\, nel 1432. \nProssime escursioni: \n\n 23 Aprile: (mercoledì)Monte Barigazzo 1260 m s.l.m. Appennino Parmense – E\n Dal 06 Maggio al 14 Maggio:Trekking della Sicilia – T/E – Iscrizioni dal 7 al 16 Gennaio (max 26 partecipanti)\n 24 Maggio: (sabato): Monte Osero Appennino Piacentino – E
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SUMMARY:Anello Monte Barigazzo (1284m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto sulla provinciale\, si prende il sentiero per la Sella delle Creste quindi\, dopo aver scollinato si segue la traccia 803 fino al bivio per Pianelleto. Si prosegue sulla traccia 803D fino a Quota 914 Rio Borrella dove si continua per il sentiero 803A fino alla Sella del Costone Sud. Da qui\, seguendo la traccia 811C\, dopo aver superato un breve tratto esposto\, si prosegue fino alla cima del Monte Barigazzo. Per tornare si segue il sentiero MTB Monte Barigazzo Tosca – Giallo ed evitando le due tracce 809 e 809A che portano sulle creste si giunge nuovamente alla Sella delle Creste da dove con un breve tratto in discesa si raggiungono le auto. \nNOTE CULTURALI \nCittà d’Umbria: nel 1861 l’archeologo americano Alessandro Wolf intraprese una campagna di scavi accanto a un piccolo specchio d’acqua\, ribattezzato Lago di Città\, su un altopiano del monte Cravedosso\, nei pressi della piccola frazione di Tosca; per 3 mesi\, grazie ad alcuni finanziamenti privati\, i lavori proseguirono\, consentendo di portare alla luce i resti di una torre angolare e dell’adiacente cinta muraria dell’antica città. Negli anni seguenti gli studiosi cercarono di datare il sito archeologico\, ma nessuno fu in grado di stabilire con certezza l’epoca delle rovine e la civiltà che le edificò; furono proposte molte ipotesi\, tra cui quella del paletnologo Luigi Pigorini\, incline a una datazione alto-medievale\, rigettata dalla maggioranza degli storici; furono considerate più verosimili le attribuzioni agli Umbri e ai Liguri. La storia si è spesso confusa con la leggenda. Già nei documenti antichi la città è avvolta in un’atmosfera favolosa\, custode di grandi tesori. La città d’Umbrìa era già un mito quando Wolf arrivò nell’Ottocento. La sua figura dovette destare una forte impressione tra i valligiani\, tanto da entrare nel folklore. Si racconta dello straniero venuto da lontano\, alla ricerca del tesoro con una bacchetta magica\, con la quale riesce ad aprire le montagne e trova dei nani\, custodi di grotte piene di monete d’oro\, argento e rame. Poi lo straniero se ne va\, senza portare via nulla\, ma il valligiano che lo aveva accompagnato gli chiede di lasciargli la bacchetta\, per recuperare il tesoro. Purtroppo farà una brutta fine\, perché un drago gli sbarrerà la strada. \nProssime escursioni: \n\n Dal 06 Maggio al 14Maggio: Trekking della Sicilia – T/E; Iscrizioni dal 7 al 16 Gennaio (max 26 partecipanti)\n 24 Maggio (sabato): Monte Osero Appennino Piacentino – E
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SUMMARY:Altopiano dei monti Iblei - Trekking 9gg
DESCRIPTION:PROGRAMMA GENERALE \n** Martedí 6 Mggio 2025 \nTrasferimento in pullman da Cremona all’aeroporto di Linate e volo aereo per Catania. \nTrasferimento dall’aeroporto di Catania a Scicli e visita del centro storico. \nTrasferimento a Modica per cena e pernottamento. \n** Mercoledí 7 Maggio 2025 \nTrasferimento a Ragusa per escursione ad anello: Ragusa Ibla / fiume S.Leonardo / cava Misericordia / Ragusa Ibla. \nVisita di Ragusa Ibla e rientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Giovedí 8 Maggio 2025 \nTrasferimento a Cava d’Ispica per escursione lungo il canyon\, ricco di insediamenti di varie epoche: Masebbi / Pernamazzone / Castello Sicano / necropoli di Calicantone / rifugio Scirocco / mulino di Cavallo d’Ispica. \nRientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Venerdí 9 Maggio 2025 \nTrasferimento a Cava d’Aliga per escursione: Cava d’Aliga / Costa di Carro / Sampieri. \nTrasferimento al castello di Donnafugata per la visita. Rientro a Modica per cena e pernottamento. \n** Sabato 10 Maggio 2025 \nTrasferimento in località Carrubella per escursione ad anello: Cavagrande del Cassibile / Carrubella / centrale Enel / il laghetto Uruvu Tunnu / Carrubella. \nTrasferimento a Noto per la visita e successivo trasferimento a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Domenica 11 Maggio 2025 \nTrasferimento a località Eloro per escursione nella Riserva di Vendicari (possibilitá di bagno in mare). \nTrasferimento a Marzamemi per visita. Rientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Lunedí 12 Maggio 2025 \nTrasferimento a Sortino per escursione nella Riserva Naturale di Pantalica (necropoli). \nRientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Martedí 13 Maggio 2025 \nTrasferimento a Siracusa per visita della cittá. Rientro a Lido di Noto per cena e pernottamento. \n** Mercoledí 14 Maggio 2025 \nTrasferimento all’aeroporto di Catania per il volo di rientro a Linate e successivo ritorno in pullman a Cremona. \nNOTE DI CARATTERE STORICO\, AMBIENTALE E CULTURALE \nL’altopiano degli Iblei\, di natura calcarea\, essendo di origine carsica è caratterizzato da un fitto reticolo idro-geologico. L’azione erosiva dell’acqua ha creato ampie gole profonde (cave) che incidono il territorio\, per lo più perpendicolarmente alle coste. Interessante fra questi canyon è la Cavagrande del Cassibile lunga 10 km e profonda 250 m\, giá abitata in epoca paleolitica. L’Anapo invece bagna la Riserva naturale di Pantalica\, dove molteplici tombe scavate nella roccia carsica sono sotto tutela naturalistica. La presenza di ruscelli e fiumi (il Cassibile\, l’Anapo\, il Tellaro…) che attraversano i pendii ha determinato all’interno delle “cave” la crescita di una rigogliosa vegetazione: querce\, platani\, canne\, nonché oleandri\, mandorli\, fichi e carrubi. \nIl territorio ibleo conserva tracce di storia millenaria ed è ricco di testimonianze archeologiche risalenti all’età preistorica (Cava d’Ispica\, Pantalica\, il quartiere rupestre di Chiafura a Scicli) e alla Sicilia greca (i teatri di Siracusa e di Palazzolo Acreide). \nNella splendida cornice paesaggistica spiccano anche il Barocco di Modica\, Noto\, Ragusa e di Palazzolo Acreide\, il tardo Barocco di Scicli\, il borgo settecentesco di Marzamemi sorto intorno all’antica Tonnara e alle case secentesche dei pescatori. \nDISLIVELLI e DURATA (soste comprese) \n** 07 Maggio: 370m in salita\, 370m in discesa; 6 ore; 12km \n** 08 Maggio: 150m in salita\, 200m in discesa; 6 ore; 8km \n** 09 Maggio: 130m in salita\, 70m in discesa; 4 ore; 9km \n** 10 Maggio: 350m in salita\, 350m in discesa; 6 ore; 8km \n** 11 Maggio: 100m in salita\, 100m in discesa; 6 ore; 10km \n** 12 Maggio: 400m in salita\, 400m in discesa; 6 ore; 12km \n>>> Immagine su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International (autore Davide Mauro – Codas) – Titolo: Panorama di Pantalica <<< \nProssime Escursioni: \n24 maggio (sabato) Monte Osero 1300 m s.l.m. – Appennino Piacentino E \n07 giugno (sabato) Monte Campioncino 2070 m s.l.m. – Dolomiti Scalvine (Schilpario) E \n21 giugno (sabato) Pietra Quadra 2356 m s.l.m. Alpi Orobiche E
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SUMMARY:Monte Osero (quota 1301 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSi parte dalla chiesa di Calenzano si gira a DX e si ritorna sulla strada da dove siamo arrivati tra la Fontana e la Chiesa fino ad incrociare una sterrata si svolta a DX\, come segnalato dal bollo biancorosso indicante il sentiero n°181\, che occorrerà seguire lungo tutto l’itinerario. Si prende a sinistra una sterrata si sale e la si mantiene fino sul crinale dove si incrocia il sentiero 001\, si resta sul crinale fino in cima. Sulla sommità c’è un albero su cui è posta una piccola reliquia Religiosa. Si gode lo splendido panorama tra Val Trebbia e Val Nure e se la giornata e favorevole si vedono tutte le Alpi. Si prosegue sul crinale abbandonando successivamente il sentiero 001 collegandosi all’anello del sentiero 181. Con una discesa di ciottoli e un pò ripida\, si arriva nelle vicinanze delle case si prende una sterrata ritornando al parcheggio della Chiesa. \nProssime Escursioni: \n\n07 giugno (sabato): Monte Campioncino 2070m s.l.m. – Dolomite Scalvine (Schilpario) – E\n21 giugno (sabato): Pietra Quadra 2356m s.l.m. – Alpi Orobie Bergamasche – E\nDa 27 giugno (venerdì) a 29 giugno (domenica): Val Masino 2600m s.l.m. – EE
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