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SUMMARY:Cima Vezzena 1908 m s.l.m.
DESCRIPTION:La zona di Vezzena è caratterizzata da ampie distese pascolive contraddistinte da ondulazioni dovute ai bombardamenti della prima guerra mondiale. Nel 1918 il Passo si trovava vicino al confine fra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico. Numerosi sono i manufatti rimasti che testimoniano la presenza di truppe militari nella zona durante la prima guerra mondiale: nei pressi del passo sorgono due fortezze austroungariche\, lo Spitz di Levico e il forte Verle. Il forte Vezzena (o Spitz di\nLevico) si trova a quota 1.908 m s.l.m. ed è collocato sulla cima del Pizzo di Levico (o Cima Vezzena) in Provincia di Trento. Il forte appartiene al grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano. Gli italiani cercarono più volte di conquistare questo forte\, tra il 1915 e 1916\, ma senza successo. La fortezza si rivelò inespugnabile.
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SUMMARY:Soave 330 m s.l.m.
DESCRIPTION:Soave\, sorge ai piedi dei Monti Lessini\, si presenta come un’amena cittadina medioevale\, dominata dal Castello e circondata interamente da mura merlate alla ghibellina\, ripartite tra 24 torri\, lambite dal fiume Tramigna. I primi insediamenti umani risalgono all’età della pietra. In epoca romana esisteva un importante “pagus” lungo la via Postumia. Il centro storico\, da fonti attendibili fu però fondato in epoca longobarda\, nel 500\, da una tribù di Svevi dai quali deriverebbe il nome “Suaves”\, “Suevi” divenuto poi “Soavi”e finalmente Soave.\nI primi documenti che nominano il Castello risalgono al secolo X; il maniero si presenta come un tipico manufatto militare Medioevale\, sorge sul Monte Tenda e domina la valle. Il fortilizio\, secondo un diploma rilasciato da Federico Barbarossa nel 1100\, appartenne ai Sambonifacio Conti di Verona. Nel 1237 fu posseduto dalla famiglia feudale dei Greppi che nel 1270 lo cedette al Comune di Verona. Si evidenzia la valenza storico-rurale del comprensorio produttivo del Soave al cui interno\, nella zona classica\, sono stati individuati 1700 ettari collinari\, microparcellizati\, coltivati secondo le tecniche della viticoltura eroica.\nRisale infatti al 1816 la prima mappa\, tratta dal catasto napoleonico\, che censisce i vigneti del Soave\, in base alla quale poi nel 1931\, con decreto regio\, è stata istituita la prima denominazione italiana.
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SUMMARY:Vigoleno 390 m s.l.m.
DESCRIPTION:Visita del borgo e del castello di Vigoleno: superato l’arco d’ingresso e il lungo rivellino\, si entra nella piazza con al centro la fontana cinquecentesca.\nAccanto si erge il Mastio\, poderosa torre che domina tutto il paesaggio circostante e attraverso il camminamento di ronda porta alla torre sud e alla parte residenziale del castello. All’interno\, il castello conserva il piano nobile e un grazioso teatrino da dodici posti. Di fronte\, si trova l’Oratorio della Madonna delle Grazie\, elegante edificio seicentesco\, costruito sui resti di un antico ospitale per i fedeli in viaggio lungo la strada romea. Andando verso est\, si raggiunge la Pieve di San Giorgio\, uno degli esempi più suggestivi del romanico padano.
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SUMMARY:Corna Blacca
DESCRIPTION:Salita: parcheggiate le automobili presso gli impianti sciistici del Passo del Maniva\, si percorre in direzione Est la strada che scende verso il Lago d’Idro (strada del Baremone); opera del Genio Militare nei primi anni del ‘900\, si snoda lungo le pendici meridionali del Dosso Alto. Ne percorreremo due chilometri circa quasi interamente pianeggianti. Arrivati al P.so del Dosso Alto si abbandona la carrabile per un comodo sentiero. In breve discesa si raggiunge la Capanna Tita Secchi al P.so delle Portole 1726m; piccolo rifugio\, sempre aperto ma non gestito\, di grande aiuto in caso di maltempo per la sosta pranzo. Fino al Passo di Paio il percorso non presenta particolari difficoltà\, mentre da qui fino alla cima della Corna Blacca è opportuno prestare un po’ più di attenzione per la presenza di sfasciumi\, roccette e versanti strapiombanti. Dalla cima panorama dal Garda all’Adamello Meridionale (Cornone di Blumone)\, dal Monte Baldo al Guglielmo\, fino alle Orobie Bergamasche. \nDiscesa: medesimo itinerario di andata\, ad eccezione di una iniziale breve variante in discesa dalla Corna Blacca.
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