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SUMMARY:Diga del Gleno e Rifugio Bissolati (max quota 1900m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nParcheggiata la macchina di fronte alla chiesa si prende il sentiero 411 che ci condurrà fino alla diga del Gleno. \nSintesi della Storiografia della diga del Gleno \nIl crollo della diga del Gleno\, il disastro “dimenticato”.1° dicembre 1923: il crollo della diga sul torrente Gleno riversò una fiumana d’acqua che travolse diversi paesi in Val di Scalve e in Val Camonica\, provocando 356 vittime. A 104 anni dal cosiddetto “altro Vajont” non sono ancora accertate colpe e responsabilità. Il crollo della diga del Gleno\, avvenuto il 1° dicembre 1923 nella Val di Scalve e nella Val Camonica\, tra Bergamo e Brescia\, è stato il primo disastro ingegneristico nelle Alpi. Un fenomeno ben differente dal più noto disastro del Vajont\, perché a differenza di quest’ultimo la diga crollò\, causando il riversamento di ingenti quantitativi di acqua e fango nei territori a valle\, e un disastro che ha segnato uno spartiacque di vita per chi invece è sopravvissuto. Il crollo\, immerso nell’orrore della tragedia\, manifesta ancora oggi opacità sulle cause e sulle dinamiche che lo hanno portato fino ai giorni nostri. Il processo dell’epoca e le indagini svolte successivamente non sono riusciti a identificare un’effettiva causa del crollo\, certamente da ricercare – come sempre – in una serie di concause. Le principali ipotesi vedono combinare: un errore di progettazione associato al collegamento strutturale muro-archi (zona debole\, certamente catalizzatore del crollo); la presenza di materiali scadenti da costruzione\, come cemento e calce non di ottima qualità; la mancanza di un efficace giunto idraulico tra la parte a gravità e quella ad arco della diga\, fonte di ulteriore indebolimento tra le due zone strutturali tipologiche. Arrivati alla diga si gira a sinistra costeggiando la destra del Lago del Gleno vedendo la rottura della diga. Successivamente si prende il sentiero 411 e in successione si arriva al Chiosco del Gleno\, poi a alla Baita bassa del Gleno ed infine alla Baita di Mezzo 3 punti di ristoro. Si prosegue sul 411 fino ad arrivare ai ruderi del Rifugio Bissolati. Il ritorno è sempre sul sentiero 411 fino al lago del Gleno\, costeggiando la parte sinistra si arriva alla diga del Gleno. Si riprende il sentiero 410 precedentemente fatto in salita che ci riporterà a Pianezza. \nPiccola sintesi della storia del Rifugio Bissolati \nGià al tempo della Grande Guerra si pensava ad un rifugio “Cremonese”\, tant’è che nel bilancio 1915 si rintraccia l’esistenza di un fondo “Pro Rifugio “ di L. 211\,15. Nel 1920 si parla concretamente di realizzare “un rifugio alpino nelle località più frequentate dai turisti cremonesi “ e si ricorda che nell’anno precedente l’attività alpinistica aveva toccato\, fra l’altro il Gleno\, l’Adamello\, la Presolana\, il Venerocolo\, i laghi Gemelli e la Vetta d’Italia. Finalmente all’assemblea del 15/4/1921 si approva la proposta del Presidente avv. Dario Ferrari di costruire in memoria dell’ On. Leonida Bissolati\, da poco scomparso\, un rifugio nella vallata del Gleno\, a 1900 m da finanziarsi con una sottoscrizione cittadina.La Capanna Bissolati viene inaugurata nel settembre del 1922 ma purtroppo nella primavera del 1925 una valanga la distrugge completamente e non si trovano i fondi per un rifugio in una zona più sicura anche se l’idea c’era. \nProssime Escursioni: \n   ** 12 settembre (sabato): monte Altissimo 2073 m s.l.m. La cima più alta del Monte Baldo che guarda il Lago di Garda (E) \n   ** Dal 26 settembre (sabato) al 30 settembre (mercoledì): Levanto 600 m s.l.m. Camminare sul Giurassico tra fronde e scaglie di mare (EE) \n   ** 10 ottobre (sabato): Monte Albano 615 m s.l.m. – BVia ferrata esposta e adrenalinica nata con l’arrampicata sportiva (EEA)
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