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SUMMARY:Anello Monte Barigazzo (max quota 1284m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto sulla provinciale\, si prende il sentiero per la Sella delle Creste quindi\, dopo aver scollinato si segue la traccia 803 fino al bivio per Pianelleto. Si prosegue sulla traccia 803D fino a Quota 914 Rio Borrella dove si continua per il sentiero 803A fino alla Sella del Costone Sud. Da qui\, seguendo la traccia 811C\, dopo aver superato un breve tratto esposto\, si prosegue fino alla cima del Monte Barigazzo. Per tornare si segue il sentiero MTB Monte Barigazzo Tosca – Giallo ed evitando le due tracce 809 e 809A che portano sulle creste si giunge nuovamente alla Sella delle Creste da dove con un breve tratto in discesa si raggiungono le auto. \nNOTE CULTURALI \nCittà d’Umbria: Nel 1861 l’archeologo americano Alessandro Wolf intraprese una campagna di scavi accanto a un piccolo specchio d’acqua\, ribattezzato Lago di Città\, su un altopiano del monte Cravedosso\, nei pressi della piccola frazione di Tosca; per 3 mesi\, grazie ad alcuni finanziamenti privati\, i lavori proseguirono\, consentendo di portare alla luce i resti di una torre angolare e dell’adiacente cinta muraria dell’antica città. Negli anni seguenti gli studiosi cercarono di datare il sito archeologico\, ma nessuno fu in grado di stabilire con certezza l’epoca delle rovine e la civiltà che le edificò; furono proposte molte ipotesi\, tra cui quella del paletnologo Luigi Pigorini\, incline a una datazione alto-medievale\, rigettata dalla maggioranza degli storici; furono considerate più verosimili le attribuzioni agli Umbri e ai Liguri. La storia si è spesso confusa con la leggenda. Già nei documenti antichi la città è avvolta in un’atmosfera favolosa\, custode di grandi tesori. La città d’Umbrìa era già un mito quando Wolf arrivò nell’Ottocento. La sua figura dovette destare una forte impressione tra i valligiani\, tanto da entrare nel folklore. Si racconta dello straniero venuto da lontano\, alla ricerca del tesoro con una bacchetta magica\, con la quale riesce ad aprire le montagne e trova dei nani\, custodi di grotte piene di monete d’oro\, argento e rame. Poi lo straniero se ne va\, senza portare via nulla\, ma il valligiano che lo aveva accompagnato gli chiede di lasciargli la bacchetta\, per recuperare il tesoro. Purtroppo farà una brutta fine\, perché un drago gli sbarrerà la strada. \nProssime escursioni: \n  ** 13 Giugno: Val Sedornia – Lago Spigorel 1830 m s.l.m. – Direttore di escursione: Catapane Antonio \n  ** 27 Giugno: Forra del Lupo 1600 m s.l.m.
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