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SUMMARY:Calabria grecanica\, alle porte dell'Aspromonte - Trekking 8gg
DESCRIPTION:NOTA BENE \n** Trasferimenti: con bus privato. \n** Soggiorno: 2 notti ad Amandolea in agriturismo\, 3 notti a Bova in ospitalità diffusa e 2 notti a Palizzi in casette in Camping. \n** Costo del trekking (esclusi il volo aereo\, alcuni ingressi\, i trasferimenti per e da Linate ed eventuale tassa di soggiorno): 890 euro a persona\, sistemazione in camera doppia con trattamento di mezza pensione\, pranzi al sacco per le escursioni giornaliere e guide AIGA. \n** Per la partecipazione al trekking è necessario essere Soci CAI in regola con bollino 2026. \nORARI VOLI \n  ** 6 maggio: volo ITA AZ 1195 => Mi Linate h9.35 – Reggio Calabria h11.20 \n  ** 13 maggio: volo ITA AZ 1198 => Reggio Calabria h18.10 – Mi Linate h19.50 \nPROGRAMMA GENERALE \n** Mercoledì 6 Maggio 2026 \nPartenza in pullman da Cremona per Linate e volo aereo per Reggio Calabria. \nTrasferimento dall’aeroporto di Reggio Calabria al pittoresco borgo di Pentedattilo\, arroccato sulla rupe del Monte Calvario\, e successivo trasferimento ad Amendolea di Condofuri. \nCena e pernottamento presso l’Azienda agrituristica “Il Bergamotto”. \n** Giovedì 7 Maggio 2026 \nEscursione a Gallicianò\, visita del “paese più greco d’Italia” e intrattenimento etnico musicale grecanico. Ritorno ad Amendolea (possibile rientro in bus) per cena e pernottamento. \n** Venerdì 8 Maggio 2026 \nVisita all’azienda produttrice del Bergamotto ed escursione a Bova\, capitale dell’Area Grecanica. Cena tipica e pernottamento a Bova. \n** Sabato 9 Maggio 2026 \nEscursione al Monte Grosso per ammirare il panorama sui paesi dell’Area Grecanica. Grigliata presso il rifugio San Salvatore e ritorno a Bova con percorso differente (possibile rientro in bus). Cena e pernottamento. \n** Domenica 10 Maggio 2026 \nTrasferimento alla località Carrà per escursione ad anello\, toccando il “paese fantasma” Africo Vecchio e il santuario di San Leo. Rientro a Bova per cena e pernottamento. \n** Lunedì 11 Maggio 2026 \nEscursione da Bova a Palizzi Superiore\, alle pendici dell’Aspromonte. Visita del borgo\, caratteristico per la presenza delle catoja (case storiche scavate nella roccia). Successivo trasferimento nel camping sulla costa ionica\, con possibilità di un bagno in mare. Cena e pernottamento. \n** Martedì 12 Maggio 2026 \nTrasferimento a Staiti\, borgo affacciato sulla fiumara di Bruzzano\, ed escursione ad anello toccando il Monte Cerasia. Rientro al camping e tempo libero per un bagno. Cena e pernottamento. \n** Mercoledì 13 Maggio 2026 \nTrasferimento a Reggio Calabria per visita al Museo Nazionale della Magna Grecia e successiva partenza per l’aeroporto. Volo aereo e rientro da Linate a Cremona in pullman. \nNOTE DI CARATTERE STORICO\, CULTURALE E AMBIENTALE \nLa Calabria greca è un’area culturale e linguistica\, situata nella provincia di Reggio Calabria\, dove si parla il Grecanico. \nIl territorio\, segnato dai solchi delle fiumare e dalle sorgenti in Aspromonte sfociano nello Jonio\, presenta una vegetazione che dai boschi arriva alle colline ricoperte di macchia mediterranea\, ai terrazzamenti coltivati\, alle spiagge sabbiose. Colline\, cascate\, fiumare ma anche borghi storici\, alcuni ormai disabitati e arroccati sulle pendici\, sono tutelati da Associazioni impegnate nella valorizzazione dell’ambiente\, della cultura dei Greci di Calabria e del patrimonio storico delle comunità locali. \nLa fiumara Amendolea\, un tempo navigabile\, è il simbolo dell’area greca-calabra\, perché intorno ad essa sopravvivono comunità legate alla lingua e alla cultura ellenofone. L’origine di queste comunità è discussa: influenza della Magna Grecia oppure della presenza bizantina dal VI all’ XI secolo? Per secoli\, comunque\, anche dopo la latinizzazione voluta dai Normanni nel sec.XI\, hanno conservato la lingua greca\, contaminata con i dialetti autoctoni. La conservazione di questa cultura si è mantenuta grazie all’isolamento del territorio. A partire dall’ Ottocento la lingua grecanica cominciò a perdere terreno a causa della grande emigrazione\, testimoniata dalla imponente locomotiva a vapore\, nella piazza Ferrovieri d’Italia\, a Bova.\, omaggio agli emigrati del paese. \nSi visiteranno: Pentedattilo e Palizzi con il loro assetto medievale; Staiti con il sentiero delle chiese bizantine; Amendolea con il castello normanno dei Ruffo edificato su una rupe; Gallicianò famoso per la tarantella e la musica in generale. E infine la “capitale” dell’area grecanica\, Bova\, ultima diocesi ad essere latinizzata (fino al 1572 ha mantenuto il rito liturgico greco-bizantino): su un assetto medievale ha così visto nascere edifici tardo barocchi. \nDISLIVELLI E DURATA (soste comprese) \n  ** 07 Maggio: 600m in salita 600m in discesa; 15 km; 3+2h \n  ** 08 Maggio: 800m in salita 200m in discesa; 8\,5km; 5h \n  ** 09 Maggio: 800m in salita 700m in discesa; 19 km; 4+3h \n  ** 10 Maggio: 300m in salita 300m in discesa; 12 km; 5h \n  ** 11 Maggio: 300m in salita 600m in discesa; 13 km; 5h \n  ** 12 Maggio: 600m in salita 600m in discesa; 12 km; 6h \nPROSSIME ESCURSIONI \n  ** 27 maggio (mercoledì): Monte Barigazzo 1260m s.l.m. – Escursionistica \n  ** 13 giugno (sabato): Val Sedornia – Lago Spigorel 1830m s.l.m. – Escursionistica
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SUMMARY:Anello Monte Barigazzo (max quota 1284m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto sulla provinciale\, si prende il sentiero per la Sella delle Creste quindi\, dopo aver scollinato si segue la traccia 803 fino al bivio per Pianelleto. Si prosegue sulla traccia 803D fino a Quota 914 Rio Borrella dove si continua per il sentiero 803A fino alla Sella del Costone Sud. Da qui\, seguendo la traccia 811C\, dopo aver superato un breve tratto esposto\, si prosegue fino alla cima del Monte Barigazzo. Per tornare si segue il sentiero MTB Monte Barigazzo Tosca – Giallo ed evitando le due tracce 809 e 809A che portano sulle creste si giunge nuovamente alla Sella delle Creste da dove con un breve tratto in discesa si raggiungono le auto. \nNOTE CULTURALI \nCittà d’Umbria: Nel 1861 l’archeologo americano Alessandro Wolf intraprese una campagna di scavi accanto a un piccolo specchio d’acqua\, ribattezzato Lago di Città\, su un altopiano del monte Cravedosso\, nei pressi della piccola frazione di Tosca; per 3 mesi\, grazie ad alcuni finanziamenti privati\, i lavori proseguirono\, consentendo di portare alla luce i resti di una torre angolare e dell’adiacente cinta muraria dell’antica città. Negli anni seguenti gli studiosi cercarono di datare il sito archeologico\, ma nessuno fu in grado di stabilire con certezza l’epoca delle rovine e la civiltà che le edificò; furono proposte molte ipotesi\, tra cui quella del paletnologo Luigi Pigorini\, incline a una datazione alto-medievale\, rigettata dalla maggioranza degli storici; furono considerate più verosimili le attribuzioni agli Umbri e ai Liguri. La storia si è spesso confusa con la leggenda. Già nei documenti antichi la città è avvolta in un’atmosfera favolosa\, custode di grandi tesori. La città d’Umbrìa era già un mito quando Wolf arrivò nell’Ottocento. La sua figura dovette destare una forte impressione tra i valligiani\, tanto da entrare nel folklore. Si racconta dello straniero venuto da lontano\, alla ricerca del tesoro con una bacchetta magica\, con la quale riesce ad aprire le montagne e trova dei nani\, custodi di grotte piene di monete d’oro\, argento e rame. Poi lo straniero se ne va\, senza portare via nulla\, ma il valligiano che lo aveva accompagnato gli chiede di lasciargli la bacchetta\, per recuperare il tesoro. Purtroppo farà una brutta fine\, perché un drago gli sbarrerà la strada. \nProssime escursioni: \n  ** 13 Giugno: Val Sedornia – Lago Spigorel 1830 m s.l.m. – Direttore di escursione: Catapane Antonio \n  ** 27 Giugno: Forra del Lupo 1600 m s.l.m.
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