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SUMMARY:Ponte tibetano - Torri del Benaco (max quota 630m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO : \nSi parte da Pai di Sopra (m 123) seguendo il segnavia 38 e si sale in modo deciso per circa un’ora. Giunti ad un bivio si prende il sentiero 13 che porta alla località Le Tese a quota 527 metri. Si prosegue fino a giungere a San Zeno di Montagna a quota 594 metri. Si attraversa il paese verso la chiesa parocchiale dove\, poco prima di questa\, a destra\, si segue il segnavia 39 fino alla località Crero che si staglia a 135 metri di elevazione sopra il lago di Garda. Giunti alla chiesetta settecentesca di San Siro si segue il segnavia 41 fino al Ponte Tibetano\, attraversato il quale in poche decine di minuti si ritorna al parcheggio di Pai di Sopra. \nNOTE DI CARATTERE STORICO-AMBIENTALE: \nIl PONTE TIBETANO DI CRERO è una passerella larga poco più di 1 metro e si snoda per circa 34 metri di lunghezza. Ha un fondo in acciaio con griglie antiscivolo e adeguate protezioni su entrambi i lati. Si tratta quindi di un ponte tibetano stabile e che per sicurezza si può percorrere in un massimo di 15 persone per volta. Nell’attraversarlo presenta oscillazioni modeste. Attraversa un dirupo di circa 45 m \nIL BORGO DI CRERO E LA CHIESETTA DI SAN SIRO: \nIl borgo di Crero\, piccola frazione di Torri del Benaco (VR)\, è letteralmente un gioiello che ricorda i bei paesi acciottolati della Provenza. Vale la pena di visitare i suoi vicoli per scorgere casette di pietra finemente ristrutturate\, rustici in disuso abbracciati dall’edera\, terrazzi fioriti\, giardini nascosti\, scale antiche\, fienili e scorci che sembrano dipinti. La chiesetta di San Siro risale al 1713\, come si legge in carte dell’epoca e sullo stipite della porta. Il rustico campanile fu eretto nel 1880. La chiesetta e la contrada si animano il 9 dicembre\, festa appunto di San Siro. \nProssime Escursioni : \n  ** 28 marzo (sabato): Val Lauretta (App. Piacentino) – Escursionistica \n  ** 11 aprile (sabato): Balota del Coren 672m s.l.m. – Escursionistica \n  ** 22 aprile (mercoledì): Placche di Baone 460m s.l.m. – Escursionistica
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SUMMARY:Ciaspolata Lago Branchino (1800m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nPer ragioni di sicurezza il percorso evidenziato potrebbe subire variazioni. \nSalita: \nPoco oltre la località Babes\, dal parcheggio Alpe Corte (con pagamento di 5€ per l’intera giornata)\, si inizia a salire lungo la carrozzabile asfaltata nel primo tratto. Si incontra uno slargo e una sbarra da dove parte il sentiero 220 che seguiamo con le indicazioni per il Rifugio Alpe Corte. In costante salita su una strada agro-silvo-pastorale (ghiacciata in numerosi tratti) si giunge al Rifugio Alpe Corte (1410 m – circa 45 minuti dal parcheggio) superato il quale prendiamo il sentiero 218 e\, tenendo la sinistra al bivio\, attraversiamo il Torrente Acqualina. Si giunge ad un ulteriore bivio con la variante di sentiero che faremo in discesa e tenendo la destra proseguiamo sui tornanti del sentiero 218 sino a raggiungere il cartellone di benvenuto all’Alpe Nevel (o Neel). Al bivio sempre tenendo la destra si giunge prima alla Baita di Neel bassa (1559 m – in concessione all’associazione ARDES per uso escursionistico) e poi\, continuando a mantenere la destra al bivio successivo\, alla Baita del Neel di Mezzo (1613 m). Sopra vediamo la baita alta trasformata in piccolo Rifugio alpino nel 2008. Dopo un primo tratto in discreta salita affrontiamo con gli ultimi zig-zag l’ultimo tratto di ripida salita al Rifugio Branchino (1796 m) e quindi\, pochi metri sopra\, al Lago Branchino (1800 m). \nDiscesa: \nSi ripercorre a ritroso il tragitto di salita sino al bivio a quota 1450 m circa. Qui teniamo la destra su sentiero 218A che\, attraversando un piacevole boschetto\, si ricongiunge al sentiero 220. Da qui si scende al parcheggio facendo attenzione ai numerosi tratti ghiacciati della strada (2h circa dal Lago). \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nIl lago Branchino si trova nelle Prealpi Orobiche\, tra le valli Seriana e Brembana\, precisamente sul confine amministrativo tra i comuni di Ardesio e Oltre il Colle. Il lago rappresenta una rarità in quanto è collocato su un letto di rocce calcaree e si adagia in una conca naturale posta tra il Corno Branchino e la Corna Piana. Non avendo immissari\, si può comunque ritenere vivo in quanto è alimentato esclusivamente da sorgenti sotterranee e dallo scioglimento delle nevi. Il Rifugio Branchino è situato a 1796 mt a soli 2 minuti dall’omonimo lago. Il rifugio è sorto su ciò che restava del capanno per gli operai che lavorarono\, all’inizio del secolo\, alla “diga del Branchino”\, struttura di cui si vedono ancora\, salendo\, i plinti della teleferica per l’approvvigionamento del materiale. Dal rifugio si possono ammirare orizzonti infiniti\, la panoramica spazia dalla Valcanale in lontananza fino a distinguere alcune vette tra cui: la Presolana\, il Pradella\, la catena di calcare bianco simile alle Dolomiti con il Secco\, il Fop\, la cima Valmora\, il monte Arera e per finire la Corna Piana.
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SUMMARY:Val Luretta (max quota 660m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nDopo aver parcheggiato nei pressi del castello di Monteventano si ammira il complesso fiancheggiandolo\, si scende su sentiero nel bosco fino a ritrovare il torrente Luretta\, che si guada; raggiunto il piccolo abitato di la Regola\, ci si avvia su una strada sterrata in costante salita verso Valpertica e Missano. Si arriva sulla strada asfaltata che viene da Rivergaro\, vecchia via del Mare e del Sale. (Punto panoramico dove si vede la Pietra Parcellara e la pietra Perduca). Si va verso destra per circa 1\,3 km su strada asfaltata\, arrivati al Cassero si prende a sinistra una stradella sterrata verso case Paolotto in discesa verso il torrente di Luretta di Monteventano. Si guada il torrente e si va verso Casa Carra\, in salita\, dopo alcuni tornanti si arriva a Povago su strada asfaltata. Si prosegue sulla asfaltata per circa 1\,5 km fino a casa Colombani (evitiamo di entrare in cascina per cani abbastanza grandi). Bypassata la cascina andando a destra prendiamo una stradella sentiero 205 (chiamato il Sentiero dei partigiani) per 2\,5 km con qualche saliscendi e alla nostra sinistra la Val Tidone\, se la giornata è bella si vedranno tutte le Alpi. Arrivati a Sgraffignana sulla strada asfaltata si gira a sinistra verso Lassano si prosegue diritto al primo bivio si va a destra al secondo bivio si va dritto sempre sul 205 si arriva al Castello di Monteventano. \nCastello di Monteventano \nSituato sulla cima da cui prende il nome\, alta 420 m s.l.m. e caratterizzata da pendici scoscese su tutti i lati. Fu assediato e conquistato da Federico Barbarossa e\, poi\, dai Ghibellini guidati da Ubertino Landi che lo incendiarono. Successivamente\, fu sotto il controllo della famiglia Arcelli dal XIV al XVII secolo. Durante la resistenza ospitò le brigate partigiane di Giustizia e Libertà\, che si formarono tramite la fusione di altre bande partigiane arrivando a un totale di circa 4000 uomini \nProssime Escursioni: \n** 11 aprile (sabato): La Balota de Coren 672 m s.l.m. – E \n** 22 aprile (mercoledì): Placche di Baone 460 m s.l.m. – E \n** 29 aprile (mercoledì): Anello Cogno-Annunziata 680 m s.l.m. – E
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