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SUMMARY:Castello della Pietra (max quota 580 m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciata l’auto nel parcheggio si attraversa il ponte sul Torrente Vobbia\, in destra idrografica\, una piccola stradina asfaltata sale ripida tra le case della frazione Torre di Vobbia. Appena oltre il nucleo abitato\, quando la stradina incomincia a scendere\, si imbocca una breve strada sterrata che si stacca a destra. Percorsi una ventina di metri\, a destra della sterrata ha inizio il “Sentiero dei Castellani”\, diretto al Castello della Pietra (pannello informativo del Parco dell’Antola). Si prosegue in un bosco di castagni e di carpini con la vista di fronte alle Rocche di Reopasso roccia sedimentaria costituita da un’infinità di ciottoli cementati tra di loro. La prima tappa è il Poggetto\, uno sperone di roccia con splendida vista sull’abitato di Vobbia; non stupisce che qui vi fosse una torre di avvistamento. Al termine della salita il sentiero spiana e prosegue a mezza costa. Si scavalcano quasi subito\, senza alcun problema\, due brevi tratti franati su altrettante passerelle\, quindi s’ignora un sentiero che si stacca a destra per il Monte Bricchetti e si continua diritti. Poco a poco si entra in un bosco più fitto\, e si supera il Rio Ronchetti su un ponticello di legno. Assecondando la complessa orografia del terreno\, si tagliano valloni e costoni: si scavalca un ulteriore piccolo rio sul solito ponticello\, quindi si entra nel profondo solco vallivo scavato dal Rio del Campo\, il cui imbocco costituisce un ottimo balcone panoramico sul Castello della Pietra. Ancora poco si va in discesa e si arriva al Castello della Pietra. \nIl Castello della Pietra \nLa storia di questa ardita costruzione\, posta a guardia della Val Vobbia\, pare sia decisamente lunga. C’è chi la colloca addirittura in data antecedente l’anno Mille\, sebbene le prime notizie più certe risalgono a documenti della metà del XIII secolo\, quando viene nominato il feudatario Opizzone della Pietra. Al pari di tante altre fortificazioni\, la sorte del Castello della Pietra fu segnata dal passaggio in Italia di Napoleone: con l’abolizione dei feudi imperiali anche il castello venne abbandonato e\, alcuni anni dopo\, dato alle fiamme. Dopo molteplici passaggi di mano\, i ruderi della struttura furono donati al Comune di Vobbia. La rinascita del castello incomincia con il restauro della cinta muraria esterna\, curato dalla Provincia di Genova\, che ha portato alla riapertura al pubblico dal 1994. \nLa visita al castello sarà con la guida \nProssime Escursioni: \n** 14 febbraio (sabato) Ciaspolata EAI \n** 28 febbraio (sabato) Lazise 160 m s.l.m. E \n** 07 marzo (sabato) Ciaspolata EAI
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SUMMARY:Ciaspolata - Passo dell’Asino (max quota 2175m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nSalita: \nLasciate le auto nel parcheggio antistante il Bar Blumon Break si prende il sentiero che parte alla sua destra in direzione della strada che sale al Passo Crocedomini. Il percorso che si addentra subito nel bosco è segnalato\, nella prima parte\, con dei pali e ciaspole e consente di tagliare i tornanti che vengono attraversati in più punti. Sempre proseguendo in salita nella stessa direzione della strada (innevata e chiusa al traffico) si giunge attraverso il bosco all’ultimo tornante e quindi al Goletto di Gaver (1792 m 1\,10h). Seguendo la provinciale del passo Croce Domini\, costeggiando il Monte Colombina\, si procede prima in piano e poi in breve discesa fino alla malga Cadino della Banca (1796 m). Da qui si seguono le evidenti tracce e tenendosi prima a destra dell’ampio vallone sotto il monte Asino di Bazenina e poi al centro della valle si superano diversi cambi di pendenza mai troppo impegnativi. Avremo a quel punto guadagnando un panorama sempre più ampio sulla val Cadino\, i suoi dossi e le sue rade baite. L’ultimo breve tratto può essere spezzato con qualche zig- zag che ci consentirà di superare una pendenza appena più significativa e giungere al Passo dell’Asino (2175 m – 3h circa dalla partenza) posto tra il Monte Mattoni ed il Monte Cadino e si affaccia sulla Valfredda. Il passo dell’Asino è un ampio colle che mette in comunicazione la Val di Cadino con la Valle Bona che sale da Bazena nel comune di Breno. Da qui si può anche raggiungere il Monte Frerone più a nord. La vista spazia dal Cornone di Blumone\, alle Terre Fredde\, alla Corna Bianca\, al Monte Colombina ed al Monte Misa. \nDiscesa: \nSi ripercorre a ritroso il tragitto di salita (2h circa) \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nMalga Cadino Della Banca \nFa parte dell’alpeggio Camprass-Cadino della Banca\, di proprietà del comune di Breno e costituito dalle stazioni di Malga Camprass\, Malga Cadino della Banca\, Malga Casinetto della Banca e Malga Casinetto di Cima. Ha superficie di pertinenza di circa 680 ha\, di cui almeno 240 sono attualmente i pascoli propriamente detti tra cui spiccano i pascoli su matrice rocciosa calcarea\, dalla composizione floristica varia e assolutamente di pregio. Rappresenta quindi una delle realtà pascolive più produttive dell’intero Parco Adamello\, con sede principale delle attività di trasformazione presso Malga Cadino della Banca. \nFormaggi\, burro\, ricotte e Fiurit \nI formaggi vaccini sono i principali e più tradizionali prodotti realizzati nel Parco dell’Adamello. Piuttosto variegata è la gamma dei formaggi\, la maggior parte dei quali a latte crudo. Di assoluto rilievo la produzione realizzata in estate in malga\, con animali alimentati al pascolo per un prodotto aromatico e la cui origine è strettamente legata all’ambiente naturale. Il più importante formaggio tradizionale è prodotto a pasta semicotta con latte parzialmente scremato\, destinato ad una medio-lunga stagionatura: se prodotto seguendo il relativo disciplinare dà origine al “Silter Camuno-Sebino“\, per il quale è in corso l’attribuzione della Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.). Il suo nome deriva dal termine con il quale nel dialetto locale si indicava il fabbricato rurale adibito alla stagionatura del formaggio. Il Fiurit\, la prima più liquida ed apprezzata porzione della ricotta. \nProssime escursioni: \n  ** 28 febbraio: Lazise (E) \n  ** 7 marzo: Ciaspolata – meta da definire in base all’innevamento (EAI)
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SUMMARY:Lazise (max quota 160m s.l.m.)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nLasciate le auto al parcheggio\, si intraprende il seguente percorso: lungolago Marconi-viale Roma-via Toscanini-ciclovia“i Vigneti” fino alla svolta della strada a sx dopo l’incrocio con via Pastrengo.Quindi a dx su sentiero senza nome-via Pergole-via Verona-via Cioso-sentiero senza nome-via Molinei-ciclovia del Sole-via dello Sport-strada del Roccolo-località Fossalta-passaggio di accesso alla ciclovia Peschiera Lazise BNF. Da qui si percorre la ciclovia fino al parcheggio. Poiché il percorso è piuttosto tortuoso\, si consiglia ai partecipanti di non disperdersi\, seguendo scrupolosamente il Direttore di Escursione. A chi ne facesse richiesta invieremo la mappa mediante file GPX \nNOTE CULTURALI \nLazise\, comune sul Lago di Garda in Veneto\, è considerato il primo Comune libero d’Italia perché nel 983 d.C. l’imperatore Ottone II concesse alla comunità un’ampia autonomia civica e il diritto di fortificarsi\, molto prima che il movimento comunale si sviluppasse nel resto della penisola\, rendendolo un pioniere delle autonomie locali. Il nome Lazise deriva dal latino lacus che significa ”villaggio lacustre”\, come sembrano confermare documenti dell’Alto Medioevo che riportano il paese sotto il nome di Laceses. Importanti monumenti sono la Pieve romanica di S. Nicolò\, il Castello Scaligero\, le mura e l’antica Dogana Veneta. \nPROSSIME ESCURSIONI: \n  ** 7 Marzo: Ciaspolata – meta da definire in base all’innevamento – max 10 partecipanti (kit noleggiabile in sezione) – Direttore di escursione: Zavatti Marco \n  ** 18 Marzo: Ponte Tibetano 520 m s.l.m. – Torri del Benaco – Direttore di escursione: Deo Moreno
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