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SUMMARY:Monte Sasna 2229 m s.l.m.
DESCRIPTION:Al Passo possiamo visitare il Santuarietto delle Manina\, dedicato alla Beata Vergine ed edificato nel 1949 in onore del passaggio a spalla della Madonna Pellegrina. Il santuario è caratterizzato da due croci sul tetto e due altari identici all’interno\, l’uno rivolto verso Lizzola in val Seriana\, l’altro verso Vilminore in val di Scalve\, così voluti per volontà dei valligiani. \n\n\n\n\n\n\nLe miniere della Manina: questo territorio è stato uno tra i più importanti complessi minerari della Lombardia. L’estrazione del ferro\, già attiva ai tempi dei Romani\, prosegue nei secoli fino a diventare l’economia trainante dell’intera val di Scalve\, favorendo lo sfruttamento di altre risorse naturali\, come l’utilizzo delle foreste per la produzione del carbone. Con l’avvento della rivoluzione industriale\, verso la fine dell’Ottocento\, le nuove tecniche di estrazione danno nuova vita all’attività\, fino agli Anni Trenta\, con la costruzione della strada Nona-Manina\, tuttora esistente\, e le prime teleferiche collegate direttamente ai forni fusori. L’estrazione diventa particolarmente attiva durante il secondo conflitto mondiale fino al 1944\, quando le miniere della Manina vengono chiuse per riaprire di nuovo nel 1952. Cesseranno l’attività per essere poi definitivamente smantellate negli Anni Settanta. Dal Passo è possibile scendere in direzione delle strutture che anni fa ospitavano i minatori\, conosciute come Case Rosse della Manina. È presente anche il rifugio G.A.C.\, gestito dal Gruppo Alpinistico Celadina dal 1975. Nei pressi del rifugio sono ancora ben visibili gli imbocchi delle miniere e i resti di una polveriera. Le tracce dell’attività mineraria si possono anche scorgere negli squarci che qua e là compaiono come grosse ferite sul fianco della montagna.
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