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SUMMARY:Cima Vezzena 1908 m s.l.m.
DESCRIPTION:La zona di Vezzena è caratterizzata da ampie distese pascolive contraddistinte da ondulazioni dovute ai bombardamenti della prima guerra mondiale. Nel 1918 il Passo si trovava vicino al confine fra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico. Numerosi sono i manufatti rimasti che testimoniano la presenza di truppe militari nella zona durante la prima guerra mondiale: nei pressi del passo sorgono due fortezze austroungariche\, lo Spitz di Levico e il forte Verle. Il forte Vezzena (o Spitz di\nLevico) si trova a quota 1.908 m s.l.m. ed è collocato sulla cima del Pizzo di Levico (o Cima Vezzena) in Provincia di Trento. Il forte appartiene al grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano. Gli italiani cercarono più volte di conquistare questo forte\, tra il 1915 e 1916\, ma senza successo. La fortezza si rivelò inespugnabile.
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SUMMARY:Vigolo Marchese 400 m s.l.m.
DESCRIPTION:Vigolo Marchese piccolo borgo del comune di Castell’Arquato è noto per essere tra i nuclei abitati più antichi del Piacentino ed è situato sulla sponda destra del torrente Chiavenna\, all’altezza in cui la Pianura Padana comincia a ondularsi di belle colline ricoperte di vigneti. Su questo sfondo sorge un complesso romanico di notevole rilevanza\, composto da una chiesa e un battistero che risalgono all’inizio dell’XI secolo.\nFondato da Oberto II\, nel 1008 o secondo una variante nel 1012. In origine il complesso era composto da un monastero benedettino dedicato a S. Giovanni Battista con annessa una chiesa e un “hospitale”\, ossia un ospizio per i pellegrini che percorrevano la via Francigena. Il castello-maniero\, “la Pusterla”\, si colloca appena fuori dal centro del Paese (sede anche di una azienda vinicola). Nella valle del Chiavenna si produce dell’ottimo Gotturnio\, Ortrugo\, Malvasia\, Monterosso.
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SUMMARY:Isola di Palmaria 400 m s.l.m.
DESCRIPTION:L’arcipelago della Palmaria con le isole del Tino e Tinetto è uno dei siti inseriti nel Patrimonio dell’umanità UNESCO. L’isola ha vissuto varie vicissitudini negli ultimi 140 anni (dal 1860 al 2000): nel 1860 è diventata una delle cave da cui estrarre il materiale per la costruzione dell’arsenale Militare di La Spezia\, è stata sottoposta a servitù militare (1862) con la costruzione di fortificazioni a difesa del Porto Militare\, è stata utilizzata come cava per l’estrazione del marmo portoro (fino al 1970)\, è stata dismessa dal demanio militare (nel 1977). In seguito oltre al degrado del territorio\, un incendio ha distrutto buona parte della vegetazione. Nel 1997 è entrata a far parte del Parco Naturale Regionale di Portovenere. L’isola è abitata stabilmente da un ridotto numero di abitanti che contribuiscono\, con la loro presenza\, a mantenerla viva proseguendo nelle tradizionali colture degli orti\, della vite e dell’ulivo. Interessanti le specie botaniche presenti sull’isola\, oltre agli arbusti tipici della macchia mediterranea (euforbia arborea\, ginestra\, ampelodesma)\, e sono poi presenti rarità per la Liguria come il cisto rosso (Cistus creticus L.s.l. ex-Cistus incanus)\, il Ginepro fenicio (Juniperus phoenicea) ed endemismi come il fiordaliso di Porto Venere (Centaurea veneris).
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