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SUMMARY:Pian de Canai (1150 m slm)
DESCRIPTION:DESCRIZIONE DEL PERCORSO \nandata: la stradina che raggiunge e supera l’allevamento di trote è in piano e percorribile purché a velocità moderata. Alla fine\, prima del guado (fuoristrada e SUV lo attraversano senza troppi problemi) c’è un parcheggio e zona pic-nic. Detto guado lo affronteremo a piedi sfruttando le pietre collocate per facilitare l’attraversamento. Al di là prosegue la stradina sterrata fino alla cascata Acqua Bianca: una nota paesaggistica di indubbio rilievo. Oltrepassata una briglia (sbarramento artificiale allo scopo non di trattenere l’acqua ma di rallentare la corrente e contrastare l’erosione) si raggiunge un bel ponticello in legno\, che varca il torrente e porta il sentiero nel bosco\, dove si comincia a salire “per davvero”. Niente di particolarmente erto\, e poi il bosco è piuttosto bello; notevoli un paio di aceri\, rari di queste dimensioni. Si sbuca sulla stradina poderale di Cogne\, in ambiente bucolico rilassante\, in contrasto con l’apparente aridità delversante sud della Corna Blacca. Si raggiunge poi la strada sterrata che da Ono Degno porta alle malghe in zona Monte Tigaldine. Seguiremo questa direzione (442b) anziché la segnaletica che indica il faticoso ghiaione come percorso obbligato per la C.na Pian dei Canali. Dopo qualche curva\, infatti\, si diparte a dx (1031m) un sentiero\, rigorosamente assente dalla cartografia dei GPS (pfui!)\, che taglia\, a pendenza accettabile\, il bosco\, fino a intercettare ed attraversare il ghiaione che costituisce l’impluvio del complesso versante sud della Corna Blacca. Siamo ormai in prossimità della costruzione\, abbandonata e quasi diruta fino a pochi anni fa\, ma recuperata dagli Alpini e adibita a rifugio non custodito. Una perla immersa in un boschetto di faggi secolari\, con all’interno\, sorprendentemente\, acqua corrente\, convogliata da una sorgente: una rarità\, visto il carsismo di queste montagne. \nritorno: si segue il percorso di salita fino a oltrepassare i pascoli di Cogne. Giunti al punto in cui all’andata eravamo usciti dal bosco\, si prosegue dritti. La stradina diviene sentiero\, e alla fine\, in corrispondenza di un tratto piu assolato\, la vegetazione bassa si fa ingombrante. Ma si tratta di poche decine di metri: raggiunto un rudere e attraversato un impluvio\, si finisce sul sentiero che segue il torrente Degnone. All’ombra del bosco si sorpassano diverse pozze e cascatelle\, fino a ricongiurgersi al sentiero di andata\, in corrispondenza della briglia. Ancora uno sguardo alla cascata Acqua Bianca e arriviamo al guado e alle macchine. \nNOTE DI CARATTERE AMBIENTALE\, STORICO\, CULTURALE: \nLa Val Sabbia viene percorsa dal turista di solito per raggiungere rinomate mete del Trentino\, la Val Rendena e Madonna di Campiglio\, Alle montagne e alle valli di questa zona si dedica uno sguardo per lo più distratto\, o peggio infastidito perché ostacolano il viaggio per le più prestigiose destinazioni. Qui però sopravvive una certa autenticità\, nonché il piacere della scoperta… a poco più di 100 km da Cremona.
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